Sos natura, quante oasi Wwf da salvaguardare / 2
Saline di Trapani
A un certo punto in questo bellissimo scorcio di Sicilia doveva sorgere un’area industriale. Invece c’è la Riserva Naturale e Oasi WWF delle Saline di Trapani, dove i bianchi cumuli di sale e i fenicotteri rosa contrastano con il blu del mare. E dove la natura e l’attività economica – sono tra le ultime saline attive sull’isola – si aiutano a vicenda. Foto di Vincenzo Genova (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Saline di Trapani
A un certo punto in questo bellissimo scorcio di Sicilia doveva sorgere un’area industriale. Invece c’è la Riserva Naturale e Oasi WWF delle Saline di Trapani, dove i bianchi cumuli di sale e i fenicotteri rosa contrastano con il blu del mare. E dove la natura e l’attività economica – sono tra le ultime saline attive sull’isola – si aiutano a vicenda. Foto di Bradipo69 (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Torre Salsa
Su queste bellissime falesie di gesso siciliane poteva sorgere un villaggio turistico per pochi. Invece c’è la Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF di Torre Salsa e tutti ne possono godere, comprese le tartarughe marine che ogni anno nidificano sulla spiaggia. Foto di Marcella Scrimali (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Vanzago
Il Bosco di Vanzago è talmente vicino a Milano che ci si arriva con i mezzi pubblici. Un polmone verde, dove vivono caprioli e mughetti, in una delle aree più industrializzate d’Italia, punto di riferimento per i cittadini e per gli animali curati nel Centro di Recupero, e ci si fa agricoltura biologica con i prodotti “Terra dell’Oasi”. Eppure è minacciata da un piano cave della Regione … gli avvocati WWF sono all’opera. Foto di Paola Borro (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Vasche Maccarese
Negli anni Settanta i cacciatori costruirono vasche artificiali per attirare gli uccelli. Poi furono usate per l’acquacoltura, ma senza successo. Poi furono abbandonate. Finché la natura non se le è riprese creando uno straordinario ambiente umido, punto di sosta per moltissime specie di uccelli. All’Oasi WWF Vasche di Maccarese, non lontana da Roma, si insegna ad osservarli, riconoscerli e anche a disegnarli. Foto di Francesco Scirè (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Vasche Maccarese
Negli anni Settanta i cacciatori costruirono vasche artificiali per attirare gli uccelli. Poi furono usate per l’acquacoltura, ma senza successo. Poi furono abbandonate. Finché la natura non se le è riprese creando uno straordinario ambiente umido, punto di sosta per moltissime specie di uccelli. All’Oasi WWF Vasche di Maccarese, non lontana da Roma, si insegna ad osservarli, riconoscerli e anche a disegnarli. Foto di Francesco Scirè (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Padule di Bolgheri
La prima area protetta privata d’Italia, resa tale dal marchese Mario Incisa della Rocchetta primo presidente dell’Associazione, è un’Oasi del WWF. Al Padule di Bolgheri anche le cicogne si danno da fare (e non è una metafora!). Nel 2008, dopo duecento anni che in Maremma non si vedevano più, una coppia di cicogne ha fatto il nido nell’Oasi e da quel giorno sono tornate ogni anno. Foto di Daniele Ca (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Stagni di Casale
Una rana non è una rarità. Ma l’Oasi WWF Stagni di Casale, nella periferia fortemente urbanizzata di Vicenza, conserva una delle ultime aree umide della zona, un mosaico di canneti, salici e specchi d'acqua scavati nell’argilla e perennemente inondati, che ospita la natura nel profondo nord-est. Foto di Marcok (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Ripa Bianca
In periferia ci sono i condomini. In quella di Jesi ce n’è uno di uccelli. Nell’Oasi WWF di Ripa Bianca, in un’area fortemente antropizzata, c’è l’unica garzaia delle Marche, una chiassosa colonia di aironi, garzette, tarabusini e nitticore che nidificano tra gli alberi o nel canneto. All’Oasi i nonni fanno l’orto e i bambini vanno al doposcuola. Foto di Filippo Tittarelli (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Parco delle Noci
Era una discarica e un cantiere delle ferrovie, oggi è un bosco sano. L’Oasi WWF Parco delle Noci, nel Comune di Melegnano, è un esperimento di recupero di una zona degradata dove il WWF ha ricostruito le antiche caratteristiche della pianura padana: il bosco, la zona umida, le siepi e il prato da sfalcio. Foto di Andrea Petrachi (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Torre Guaceto
A Torre Guaceto pescatori e pesci vivono in armonia perché questi ultimi hanno compreso che pescare sostenibile è una chiave per il futuro, di entrambi. L’Oasi del WWF protegge la natura a mare e a terra. Foto di Luigivitiello91 (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Orbetello
L’Oasi di Orbetello è una delle più amate e frequentate, nata per tutelare la più grande laguna tirrenica e cresciuta grazie a una grande raccolta fondi. È luogo di passaggio e sosta per migliaia e migliaia di uccelli, tra cui anatre selvatiche, svassi, gabbiani, fenicotteri, cavalieri d’Italia e falchi di palude. Ma lo spettro di nuove infrastrutture aleggia sulla zona. Foto di Luce61 (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Orbetello
L’Oasi di Orbetello è una delle più amate e frequentate, nata per tutelare la più grande laguna tirrenica e cresciuta grazie a una grande raccolta fondi. È luogo di passaggio e sosta per migliaia e migliaia di uccelli, tra cui anatre selvatiche, svassi, gabbiani, fenicotteri, cavalieri d’Italia e falchi di palude. Ma lo spettro di nuove infrastrutture aleggia sulla zona. Foto di Viscardo Squartini (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Persano
Ha ragione la lontra ad amare l’Oasi WWF di Persano. È una zona umida di rara bellezza lungo il fiume Sele, in una regione interessata da degrado e inquinamento. Nell’Oasi vive al sicuro uno dei nuclei più importanti della popolazione italiana di lontra, uno dei mammiferi più rari ed elusivi. Insieme a moltissime specie di uccelli, tra cui anatre selvatiche, aironi, svassi, mentre le gru solcano i cieli a primavera. Foto di Marco Malzone (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Persano
Ha ragione la lontra ad amare l’Oasi WWF di Persano. È una zona umida di rara bellezza lungo il fiume Sele, in una regione interessata da degrado e inquinamento. Nell’Oasi vive al sicuro uno dei nuclei più importanti della popolazione italiana di lontra, uno dei mammiferi più rari ed elusivi. Insieme a moltissime specie di uccelli, tra cui anatre selvatiche, aironi, svassi, mentre le gru solcano i cieli a primavera. Foto di Giovanni Grieco (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Orti Bottagone
Non c’è speranza per la natura dove l’industria ha prevalso… o forse sì! L’Oasi WWF Padule Orti-Bottagone è una vera sorpresa che si scopre tra superstrade, centrali elettriche e impianti produttivi a due passi da Piombino. C’era un’antica area umida e gli animali non l’hanno abbandonata. Il WWF l’ha salvata, tutelata e migliorata. Foto di Franco1246 (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).
Stagni di Focognano
Non siamo su un delta o lungo una costa, ma al centro della Piana Fiorentina. Nell’Oasi Stagni di Focognano, a due passi da Firenze (ci si arriva col bus dalla stazione), il WWF ha respinto il degrado e i continui attacchi urbanistici, ricreando un paesaggio antico pieno di uccelli migratori, su cui oggi lavorano anche architetti del paesaggio internazionali. Foto di Algor7 (“Wiki loves monuments” Licenza CC-BY_SA 3.0).