NELLE CITTA' c'è sempre meno spazio verde, e per far sì che la natura recuperi terreno serve un'idea. Occorre trovare una soluzione. Una è stata suggerita dagli architetti olandesi di Waterstudio che vedono negli specchi d'acqua la possibilità migliore. Da questo presupposto nasce l'idea di "Sea Tree" (albero di mare), ovvero un giardino verticale acquatico pensato per ospitare varietà di animali e piante che vivono sia sott'acqua che in superficie. Un rifugio per molte specie viventi che non verrà ospitato sulla terraferma bensì in prossimità di bacini idrici come laghi o sul mare. In altre parole un "albergo" artificiale per dare asilo, fuori dall'acqua ad uccelli, piante, insetti, mentre negli strati subacquei si creerebbe un habitat adatto ad ospitare pesci, alghe e dove il clima lo permette, coralli. "Abbiamo ricevuto una richiesta da parte di un gruppo di ecologisti che volevano uno spazio in cui la natura non fosse disturbata dall'uomo. Basandoci sulla tecnologia già usata dalle compagnie petrolifere, abbiamo deciso di "impilare" uno sull'altro strati di suolo in modo da formare un albero (ancorato al fondale) con tutti gli spazi verdi di una città", spiega Koen Olthuis, designer capo e co-fondatore di Waterstudio già impegnato insieme al suon team in altri progetti di architettura galleggiante (loro l'idea del "The Krystall" un hotel di ghiaccio in Norvegia e della prima villa galleggiante). Tecnologia presa in prestito quindi dalle torri di stoccaggio per il petrolio che si trovano vicino ai giacimenti offshore, ma alle quali non si chiede solo ispirazione: la proposta sarebbe proprio quella che siano le grandi compagnie petrolifere a donare un Sea tree alle città, dimostrando un gesto concreto d'attenzione per la difesa dell'ambiente. "I luoghi urbani non sono un problema: siamo andati a Singapore e a New York ed erano tutti molto esaltati all'idea. Anche perché la tecnologia da impiegare esiste già. Il problema è che la costruzione del Sea Tree costa circa due milioni di dollari, quindi abbiamo bisogno della partecipazione delle compagnie petrolifere. Per poterli convincere bisognerebbe far sapere esattamente quali sono i pro e i contro di questo progetto, ma dato che è così innovativo, vantaggi e svantaggi sono difficili da calcolare con precisione. Ci stiamo lavorando, sono ottimista. Dopodiché ci vorranno solo sei mesi per la costruzione: non è niente di più che una costruzione solida galleggiante, dove lasciamo che la natura faccia il proprio corso. - spiega ancora Koen in un'intervista rilasciata a CreatorsProject, piattaforma che si occupa di progetti innovativi - La natura è incredibile. L'idea è di ricoprire la torre con terreno fertile e poi non toccarla più. Questa è la parte esaltante: vedere che tipo di effetti avrà un'operazione del genere". E se gli si chiede se immagina un futuro pieno di questi alberi galleggianti specifica ancora meglio il senso del progetto: "Non credo che in futuro tutto il mondo sarà disseminato di Sea Tree, ma credo che potrebbe stimolare le persone a pensare ad altre soluzioni per dare alla natura uno spazio sull'acqua, grandi parchi galleggianti o campi coltivati galleggianti. Il Sea Tree è il simbolo di un primo passo in quella direzione".