Wikipearl, il geniale progetto della startup WikiFood: una pellicola commestibile (e personalizzabile nei gusti e nei sapori) utilizzata per confezionare palline di gelato o frozen yogurt. Si scioglie a contatto con la saliva (segue)
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Ooho: il principio sembra simile a Wikipearl solo che in questo caso il contenuto di questa gelatina è l'acqua. Da bere "mangiandola" in un solo boccone o succhiare creando un foro da richiudere con le labbra (segue)
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Jelloware, i bicchieri in alga agar-agar perfetti per i vegani, anche questi disponibili in vari sapori (segue)
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Anche i grandi gruppi hanno provato a sfruttare lo spunto degli accessori o dei contenitori edibili: è il caso di Lavazza, che un paio d'anni fa lanciò le tazzine biscottate Cookie cup (segue)
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Oppure della catena di fast food brasiliana Bob's, che per un periodo ha servito i suoi hamburger avvolgendoli in una pellicola di carta di riso di cui i clienti sono andati ghiotti (segue)
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Altro gadget molto noto è il Finger biscuit messo a punto ormai dieci anni fa dal designer Paolo Ulian, perfetto per la Nutella (segue)
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Do Eat, le verrine e i contenitori in fecola di patate, personalizzabili nelle misure, proposte dai belgi Hélène Hoyois e Thibaut Gilquin (segue)
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Tre anni fa la designer canadese Diane Leclair Bisson proposte invece l'Edible project. Contenitori commestibili realizzati con un unico ingrediente: il pomodoro (segue)
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Kup, la tazza giapponese in riso del designer noto come sugiX, fa parte della serie Smile park (segue)
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Un cucchiaio di plastica impiega circa un migliaio di anni a decomporsi. L'Edible spoon della statunitense Triangle Tree appena un paio di bocconi (a cura di Simone Cosimi).