Foreste, la cintura di sicurezza verde contro i disastri naturali
La fascia di mangrovie che cresce lungo le coste tropicali rappresenta un vero e proprio 'air bag' naturale che garantisce anche ecosistemi altamente ricchi e produttivi. La distruzione delle mangrovie incrementa l'esposizione delle comunità umane costiere a disastri. Quelle foreste non avrebbero arrestato l'energia delle onde provocate dal secondo più grande evento sismico mai registrato da strumenti umani, il terremoto e lo tsunami del 2004. Ma gran parte dell'energia e della potenza distruttrice si sarebbe ridotta. Il bilancio quell'anno fu di 300.000 morti e un enorme carico di sofferenze patite.
Credit: © Roger Leguen / WWF
Le mangrovie sono foreste costiere a cavallo tra terra e mare: purtroppo sono state distrutte globalmente per oltre il 35 %. In alcuni paesi, come l'India, le Filippine e il Vietnam, la percentuale di deforestazione delle foreste di mangrovie sale addirittura al 50%.
© naturepl. com / Tim Laman / WWF
Nel novembre 2007 in Bangladesh la protezione fornita dalle mangrovie fu cruciale per ridurre gli effetti micidiale del ciclone che altrove produsse ingenti danni e numerose vittime.
Credit: © naturepl. com / Tim Laman / WWF
La rivoluzione industriale e la spinta economica cinese del secolo scorso ha provocato un'intensa deforestazione in gran parte delle provincie della Repubblica popolare. Alla fine degli anni 90 la Cina aveva perso l'80% delle foreste originarie. Ci furono drammatiche catastrofi, alluvioni ed esondazioni (l'esondazione dello Yangtze nel 1998 produsse 4100 vittime e quasi 14 milioni di sfollati) ma anche siccità e desertificazione insieme a frane e smottamenti. Il governo, in ritardo, impose una moratoria sulla deforestazione e avviò programmi di riforestazione. I disastri "naturali" continuano a flagellare il vasto e martoriato territorio cinese facendone uno dei paesi più a rischio. La Cina però ferma il taglio delle proprie foreste ma disbosca il resto del pianeta: ormai è il maggiore mercato per l'importazione di legname tropicale.
CREDIT : © Christiaan van der Hoeven / WWF-Netherlands
Persino il tormentato Nepal, appena colpito recentemente dal tremendo terremoto, ha perso solo nel periodo 1990-2010 quasi un quarto delle sue foreste (24,5%). La deforestazione e più in generale il degrado delle foreste ha contribuito a rendere estremamente vulnerabile ai disastri ambientali il paese, da anni flagellato da una serie interminabile di alluvioni, frane, incendi, siccità, carestie ed epidemie. Con un tasso di crescita demografica molto alto (in un secolo la popolazione è quintuplicata) il Nepal è uno dei paesi più poveri del Centro Asia con oltre un quarto della popolazione al di sotto della soglia della povertà: il 70% di questa fascia di popolazione dipende per la propria sopravvivenza dalle foreste. Secondo il World Resources Institute (WRI, 2008) il Nepal è anche all'undicesimo posto nel mondo per emissioni dovute alla deforestazione e ad altre utilizzi del territorio.
Credit: WWF
In Indonesia deforestazione fa rima con 'corruzione': è uno dei dieci fronti più drammatici di deforestazione planetaria. Quasi l'80% della deforestazione è di origine illegale e c'è incapacità di applicare efficacemente le norme di gestione e protezione (tra cui la moratoria sulla deforestazione). Le essenze pregiate sono destinate al mercato del legno, o per la produzione della "polpa" (industria della carta), o vengono bruciate per coltivare palma da olio. Le catastrofi locali si sono particolarmente intensificate negli ultimi dieci anni.
Credit: © Edward Parker / WWF
In Indonesia la perdita di foreste nel periodo 2000- 2012 è stata di ben 6 milioni di ettari di foresta naturali - una superficie grande quanto metà Inghilterra - l'Indonesia ha addirittura superato in termini di deforestazione, proprio nel 2012, il ben più grande Brasile. Oltre il 30% della copertura forestale originaria è perduta e con essa molte specie rare come l'Orango.
Credit: © naturepl. com / Anup Shah / WWF-Canon
Nella mappa realizzata dal WWF dei disastri naturali acuiti dalla deforestazione ci sono anche la Malesia (alluvioni del 2014, perdita di oltre il 10% di foreste) e le Filippine, uno dei paesi più vulnerabili agli effetti di cicloni, inondazioni e valanghe che ha praticamente azzerato la propria protezione forestale 94% . Il recente Germanwatch's Climate Risk Index e il Maplecroft's Climate Change Vulnerability Index attribuiscono a questo paese il secondo posto nella graduatoria dei paesi più a rischio. In Centro America impossibile non ricordare il drammatico bilancio delle catastrofi provocate dall'uragano Mitch: 18.000 persone furono uccise e furono provocati miliardi di danni. Il solo Nicaragua ha perso il 21,7% delle proprie foreste dal 1990 al 2010 e quelle rimanenti non riuscirono a contenere l'enorme portata delle precipitazioni, dando origine a valanghe, colate di fango e inondazioni. Le aziende agricole in Honduras, Guatemala e Nicaragua che avevano mantenuto la copertura forestale furono meno soggette agli effetti devastanti dell'uragano. Il collasso delle foreste rese vulnerabile anche Haiti al tremendo terremoto.
In Africa la deforestazione ha colpito il Malawi (un quinto delle foreste scomparse in 20 anni) che ha visto inondazioni con migliaia di vittime e soffre di una stentata economia. Il Bacino del Congo è un altro punto 'debolè che soffre ancora oggi un'intensa deforestazione. Gli sforzi di tutela, soprattutto attraverso i parchi nazionali, possono ancora fermare questo scempio.
Credit: © Sandra Mbanefo Obiago / WWF-Canon
Il Madagascar, un tempo con 200.000 specie di cui l'80 endemico, in pochi decenni ha ridotto la copertura forestale a meno dell'80%, 200.000 ettari l'anno vengono ancora rasi al suolo. Le conseguenze in termini di disastri naturali sono incommensurabili. Anche il Sudan è stato storicamente interessato da disastrose alluvioni e siccità, disastri che hanno sostanzialmente impedito e frenato lo sviluppo economico del paese. I fattori determinanti questi processi sono di diversa natura e un ruolo cruciale è sicuramente svolto dal cambiamento climatico. Ciò non toglie che la deforestazione e la trasformazione dei sistemi naturali del paese abbia senz'altro acuito gli effetti delle catastrofi o, in alcuni casi, addirittura provocati.
Credit: © WWF-Madagascar / WWF
L'Europa ha perso nei secoli quasi tutte le foreste primarie. L'enorme copertura boscosa che accompagnava le interminabili marce degli eserciti romani, gli sbarchi degli eroi ellenici, i testi di tacito, è stata "operosamente" sostituita da coltivazioni, da insediamenti o comunque da foreste di minor valore ecologico (foreste secondarie, foreste coltivate, etc.). Estinte ormai tutte le foreste planiziali che riempivano, contenendo le acque e proteggendoci, le valli e le pianure. L'Europa è così rimasta impreparata ai danni economici e alle conseguenze più nefaste degli eventi estremi.
Credit: © Wild Wonders of Europe /Konrad Wothe / WWF
Laddove resistono in Europa le foreste, queste aiutano a mitigare gli impatti delle ondate di calore e come tali sono un buon alleato anche nel contesto europeo. Secondo un recente rapporto dell'Unione Europea, l'effetto della deforestazione in Europa può avere conseguenze diverse da regione a regione (MetOffice, 2012. Influeces of EU forestes on weather patterns: final report. European Commission)
Credit: © Wild Wonders of Europe /Inaki Relanzon / WWF