ROMA - La Cina è pronta ad assumere entro giugno un formale impegno per un accordo globale sul clima la cui firma è prevista per il prossimo dicembre a Parigi. Lo ha riferito il primo consigliere di settore delle Nazioni Unite, Janos Pasztor, alla vigilia della Giornata mondiale dell'Ambiente. Il presidente Xi Jinping ha inviato una lettera a Ban Ki-moon la scorsa settimana sul tema, ha detto all'Associated Press Pasztor, senza però fornire altri dettagli. La Cina è il più grande produttore mondiale di anidride carbonica e il suo ruolo nel trattato globale è considerato fondamentale. Gli Stati Uniti hanno già assunto un impegno a marzo, per una riduzione tra il 26 e il 28 per cento delle emissioni di gas serra entro il 2025 rispetto al 2005. L'accordo dovrebbe essere adottato in un vertice di Parigi alla fine di quest'anno. Sarebbe la prima volta che tutti i Paesi decidono di fare qualcosa per limitare le emissioni di gas responsabili del riscaldamento globale. La Francia ha spinto per un trattato dai vincoli stringenti, che però non avrebbe alcuna possibilità di essere ratificato dal congresso Usa, controllato dai repubblicani. Pastor ha detto che 154 paesi non hanno ancora rispettato gli impegni assunti finora. Il cinese Xi l'anno scorso anno aveva detto che la Cina avrebbe fermato la crescita di anidride carbonica entro il 2030 e aveva anche promesso di raddoppiare la percentuale di energia rinnovabile entro la stessa scadenza. La Cina è tra l'altro il principale consumatore di carbone, ma ha assicurato che sia la produzione che l'importazione sono in calo già quest'anno. Tra i Paesi che hanno assunto impegni formali per il vertice sul clima c'è il Canada: il mese scorso Ottawa ha detto che prevede di ridurre le sue emissioni di gas serra del 30 per cento rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030. L'Unione europea ha un obiettivo del 35 per cento rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030, e il Giappone ha proposto di ridurre le sue emissioni di gas serra fino al 26 per cento entro il 2030. "Ciò che è stato concordato dalle parti è che non ci saranno passi indietro ", ha detto fiducioso Pasztor. I negoziati delle Nazioni Unite di questa settimana a Bonn, in Germania, sono visti come un importante banco di prova.