Dalle arance al rabarbaro, quando la natura salva la natura
a cura di MARIA LUISA ROMITI
Dall'esoscheletro di insetti e crostacei si ottiene un fertilizzante organico, insolubile e biodegradabile in grado di rigenerare il terreno sovrasfruttato. A crearlo un gruppo di scienziati dell'UPM - Universidad Politécnica de Madrid, in collaborazione con altri ricercatori dell'Università di Amburgo.
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Prototipo di batteria "al rabarbaro" utilizzabile per immagazzinare energia rinnovabile. La tecnologia, sviluppata dall'Università di Harvard, si basa sul chinone, una molecola prodotta dalle piante durante la fotosintesi e che può essere quindi estratta anche dal rabarbaro.
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Un gruppo di ingegneri della Stanford University in California, con alcuni colleghi della Beihang University di Pechino, hanno scoperto come i vermi del cibo siano in grado di decomporre per esempio il polistirolo.
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In questo grafico sono illustrati, in valori percentuali, le quantità di gas serra prodotti dal settore zootecnico, che da solo emette annualmente 7,1 gigatonellate di anidride carbonica equivalente (fonte Fao)
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Il bestiame è responsabile del 10% delle emissioni globali di gas a effetto serra. E i bovini contribuiscono per il 74%. Questo secondo uno studio condotto da due ricercatori dell'Università di Siena in collaborazione con alcuni colleghi della Stanford University e dell'Università della California.