Greenpeace: nei nostri piatti anche cozze prese dalle piattaforme adriatiche
La denuncia dell'organizzazione ambientalista si basa sui dati Ispra commissionati da Eni. E riguarda 7 mila quintali di cozze immesse sul mercato italiano
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
(ansa)ROMA - Greenpeace lancia l'allarme cozze. E lo fa pubblicando i dati - prodotti da Ispra su committenza di Eni - sulla contaminazione ambientale in campioni di mitili raccolti intorno a piattaforme offshore localizzate nel mare Adriatico e di proprietà della stessa Eni: contengono metalli pesanti e idrocarburi. Una parte delle cozze vendute in Italia viene raccolta sui piloni di piattaforme…!-->!-->