Mediterraneo, dalla Caretta caretta allo zifio: le specie a rischio
Il dossier del Wwf Italia: ultima spiaggia fotografa la situazione attuale e indica le aree più ricche dal punto di vista ecologico da cui partire per salvare i nostri mari. Mar Ligure e Arcipelago Toscano, dove la grande ricchezza di plancton favorisce un'elevata concentrazione di cetacei, come testimoniato anche dall'istituzione del Santuario internazionale dei Cetacei "Pelagos"). Il Canale di Sicilia con montagne sottomarine dove si trovano cumuli di coralli bianchi e zona di deposizione delle uova per tonni, pesci spada e acciughe e area di nursery dello squalo bianco. Il Mare Adriatico settentrionale che vede una delle popolazioni più importanti di tursiopi del Mediterraneo ed è una delle aree di alimentazione più importanti della tartaruga marina Caretta caretta, zona di riproduzione della verdesca e dello squalo grigio e, infine, il Canale di Otranto Mare Adriatico meridionale, dove ci sono habitat importanti per lo zifio, il diavolo di mare, la stenella striata, la foca monaca e il pesce spada. La mappa delle aree pilota per la ''crescita blu'' è basata sulle elaborazioni dello studio ''MedTrends'', coordinato dal Mediterranean Programme Office del Wwf Internazionale, in coerenza con le linee di intervento comunitario per la pianificazione dello spazio marittimo.