Messico, guacamolegate: le foreste spariscono per coltivare l'avocado
E' sempre più apprezzato sulle tavole di tutto il mondo, grazie al gusto esotico e alle sue proprietà nutritive. Indiscusso protagonista del brunch, di tante ricette d'ispirazione nordamericana e ingrediente fondamentale della salsa guacamole, l'avocado è entrato a pieno regime nella nostra alimentazione. Ma la coltivazione di questo frutto sta distruggendo le foreste dello stato messicano del Michoacàn, tra i primi esportatori di avocado al mondo. A spiegarlo è Mario Tapia Vargas, ricercatore per il Mexico’s National Institute for Forestry, Farming and Fisheries Research, che in un articolo pubblicato sul quotidiano britannico Guardian ha raccontato come la produzione in questa zona sia triplicata nel giro di poco tempo, portando alla scomparsa di 600 ettari di foresta all'anno. Gli agricoltori piantano giovani alberi di avocado e man mano che crescono abbattono i pini secolari. L'avocado inoltre necessita di una grande quantità d'acqua, basti pensare che per due o tre frutti ne occorrono 272 litri. L'impoverimento delle risorse idriche locali altera gli equilibri di piante e animali: milioni di farfalle monarca scelgono le foreste del Michoacàn per lo svernamento e l'accoppiamento. La deforestazione potrebbe modificare per sempre il loro ciclo vitale. Ma non è tutto. Molte piantagioni sono controllate da un cartello della droga locale conosciuto come Caballeros Templarios che sfrutta lavoratori a basso costo e migranti