La fine delle Olimpiadi: nel 2085 solo 8 città potranno ospitare i Giochi
Molto più pericoloso delle acque sporche di Rio de Janeiro. Tra 70 anni, il nemico principale delle Olimpiadi non sarà un'emergenza sanitaria locale, ma un problema di rilevanza mondiale. Il continuo aumento delle temperature e dei tassi di umidità, dovuti al cambiamento climatico, renderanno sempre più impraticabili i Giochi estivi. Al punto che, nel 2085, solo otto città nel mondo - con l'esclusione dell'Europa occidentale che è stata analizzata a parte - potranno ospitarli. A rivelarlo, un editoriale pubblicato sulla rivista The Lancet e basato su uno studio preliminare dell'Università di Berkeley. Da San Pietroburgo in Russia a Vancouver in Canada, passando per Ulan Bator in Mongolia: sarebbero alcune delle poche opzioni sulla lista. Durante le competizioni sportive all'aperto, infatti, il caldo costituisce un fattore di indebolimento fisico per gli atleti. Così i ricercatori hanno elaborato un modello per prevedere la temperatura in diverse città dell'emisfero nord, che è sede del 90% della popolazione mondiale, nei prossimi decenni, concentrandosi su quelle con più di seicentomila abitanti. E per valutare quali di queste potranno candidarsi a ospitare i Giochi nel 2085, hanno usato come discriminante la probabilità di dover annullare per caldo eccessivo la maratona, una delle gare considerate iconiche per l'evento: sono state selezionate solo le località con una percentuale inferiore al 10% - considerando come ottimale una temperature minore di 26 °C. E solo otto su 543 sarebbero papabili. L'Europa occidentale è più fortunata: secondo i calcoli degli esperti, dovrebbero essere 25 le città candidabili. Tuttavia, se le proiezioni dovessero essere esatte, queste si ridurebbero a quattro nel ventiduesimo secolo: Belfast, Dublino, Edimburgo e Glasgow. Meglio intervenire subito per risolvere l'emergenza climatica è l'invito degli autori. Altrimenti, organizzare le Olimpiadi in luoghi chiusi sarebbe solo il minore dei mali