Salvate il gorilla orientale: meno 70 per cento di esemplari in 20 anni
Il bracconaggio e la distruzione dell'habitat naturale del gorilla orientale hanno portato a una diminuzione di oltre il 70 per cento di presenze per questo esemplare in appena 20 anni. Numeri allarmanti annunciati a Honolulu durante la conferenza quadriennale dell'Iucn, International union for conservation of nature, che ha inserito il gorilla all'interno della categoria "gravemente a richio" (ultimo gradino prima dell'estinzione) della sua famosa lista rossa. Sempre a Honolulu, gli studiosi hanno rivisto al rialzo la classificazione del panda gigante, che smette di essere considerato specie gravemente a rischio e viene classificato come "vulnerabile". Decenni di sforzi sembrano, insomma, aver dato i loro frutti suggerendo che applicando adeguate misure di conservazione anche per il gorilla orientale esistono buone possibilità di sopravvivenza. Ma tutto ciò non basta. L'Iucn avverte che il cambiamento climatico avrà effetti disastrosi per tutte le specie animali: secondo recenti studi, ad esempio, in assenza di politiche ambientali mirate il 35 per cento della foresta in cui cresce il bambù rischia di scomparire in appena 80 anni, mettendo nuovamente in pericolo il panda gigante