Se la pervicacia fosse un carburante per veicoli, quella di produttori e autori di para-reality, o quel che sono, farebbe chiudere i pozzi di petrolio nel mondo. Vale anche e soprattutto per Il Collegio (Rai2, il lunedì), tecnicamente un docureality, arrivato all’edizione numero 9. L’ostinazione nel proseguire trova giustificazione nel fatto che il micromondo creato negli anni vive di vita propria, vedi i professori diventati famosi (anche se si è disinteressati del tutto sarà successo di sentir parlare della prof. Petolicchio, arcigna ma con abissi di umanità nascosti che ne fanno un perfetto esemplare del maestro vecchio stampo e comunemente inteso). Il giro social dei ragazzi che fanno la fila per partecipare si auto-alimenta e i casting vengono eseguiti con sagacia nella scelta di futuri potenziali protagonisti di altri reality – un paio sono perfette riproduzioni adolescenti da Temptation Island.
Il casting medesimo porta a un risultato identico a quelli de La Corrida – una mass…
Se la pervicacia fosse un carburante per veicoli, quella di produttori e autori di para-reality, o quel che sono, farebbe chiudere i pozzi di petrolio nel mondo. Vale anche e soprattutto per Il Collegio (Rai2, il lunedì), tecnicamente un docureality, arrivato all’edizione numero 9. L’ostinazione nel proseguire trova giustificazione nel fatto che il micromondo creato negli anni vive di vita propria, vedi i professori diventati famosi (anche se si è disinteressati del tutto sarà successo di sentir parlare della prof. Petolicchio, arcigna ma con abissi di umanità nascosti che ne fanno un perfetto esemplare del maestro vecchio stampo e comunemente inteso). Il giro social dei ragazzi che fanno la fila per partecipare si auto-alimenta e i casting vengono eseguiti con sagacia nella scelta di futuri potenziali protagonisti di altri reality – un paio sono perfette riproduzioni adolescenti da Temptation Island.
Il casting medesimo porta a un risultato identico a quelli de La Corrida – una massa di incapaci, un paio di tipi eccentrici, uno o due bravi – e il gioco è quello di stiparli in un collegio vero e proprio a mimare le epoche passate. Si era partiti nel 2017 con il 1960 – e per segnare la differenza, venne fatta una presentazione distribuendo ai presenti olio di fegato di merluzzo, che qualcuno affrontò davvero. Quella appena partita è l’edizione che rievoca il 1990 – bei tempi – il gruppo di giovinastri quindicenni da domare somiglia a una conventicola social, quelli di ottima presenza lo sono davvero, quelli impresentabili, idem (“Come si chiamava la moglie di Ulisse?” “Maria Luisa”). Partenza floppante in tv, ma va detto che le puntate sono disponibili on-line da due mesi almeno, e lo svuotamento di senso c’è tutto. Così come la conferma che il ristretto giro web-social è ormai quello pertinente al prodotto.
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Pierluigi Pardo è la voce narrante di questa edizione. Ricapitolando: i due principali telecronisti del pallone di casa nostra, Fabio Caressa (attualmente con L’amore è cieco, su Netflix) e appunto Pardo, appena possono, scappano a condurre reality. Il calcio non dà la felicità.