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La sinistra appesa al male minore

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Tempi duri a sinistra, antica e nobile parola che ormai suona un po' sinistra. Tempi di scelte complicate, talvolta disperate. Tu che farai alle prossime elezioni, voti o non voti? E se andassi alle urne, meglio il voto utile (dovrebbe essere il Pd, ma chissà poi se è vero) oppure quello futile? Ove poi ti tocchi scegliere un alleato di governo, chi sposi fra Di Maio e Berlusconi? E quale legge spingere durante questo finale di partita, in cui ti resta da calciare l'ultimo rigore: il biotestamento o lo Ius soli?

Le mani sporche (1948) è l'opera più controversa di Jean-Paul Sartre. Ne è protagonista un funzionario di partito, dilaniato dalla scelta fra ideali e pragmatismo, fra un'immagine astratta della vita e la sua cruda esperienza. Da qui una catena d'eventi, dove però - dichiara Sartre - "ogni situazione è una trappola per sorci". Ecco, è esattamente questo il cappio che s'annoda al collo de…
Tempi duri a sinistra, antica e nobile parola che ormai suona un po' sinistra. Tempi di scelte complicate, talvolta disperate. Tu che farai alle prossime elezioni, voti o non voti? E se andassi alle urne, meglio il voto utile (dovrebbe essere il Pd, ma chissà poi se è vero) oppure quello futile? Ove poi ti tocchi scegliere un alleato di governo, chi sposi fra Di Maio e Berlusconi? E quale legge spingere durante questo finale di partita, in cui ti resta da calciare l'ultimo rigore: il biotestamento o lo Ius soli?

Le mani sporche (1948) è l'opera più controversa di Jean-Paul Sartre. Ne è protagonista un funzionario di partito, dilaniato dalla scelta fra ideali e pragmatismo, fra un'immagine astratta della vita e la sua cruda esperienza. Da qui una catena d'eventi, dove però - dichiara Sartre - "ogni situazione è una trappola per sorci". Ecco, è esattamente questo il cappio che s'annoda al collo degli elettori di sinistra. Un po' è l'effetto del calo di consensi, che sta relegando il Pd al ruolo di socio di minoranza, quale che sia la maggioranza. Un po' è colpa della legge elettorale: con il Rosatellum, o metti una crocetta sul candidato di Bersani (anche se lo immagini perdente) o su quello di Renzi ( magari sarà un uomo di Alfano). E infine un po' è la congiuntura, che con questi chiari di luna fa rima con sventura.

È infatti una maledizione, per esempio, la scelta fra la legge sulla cittadinanza e quella sul testamento biologico. La prima nasce su iniziativa del governo, la seconda sulla scia d'una proposta popolare; ma entrambe stanno a cuore ai partiti di sinistra, entrambe vennero approvate a larga maggioranza dalla Camera, entrambe giacciono su un binario morto del Senato. E siccome siamo all'ultima curva della legislatura, bene che vada potrà raggiungere il traguardo una soltanto fra le due. Quale? E a quale prezzo? Perché non c'è unicamente la scelta lacerante sul figlio da sacrificare, c'è pure un onorario fin troppo salato per il figlio da salvare. Ossia il voto di fiducia, già usato 104 volte dopo le elezioni del 2013. Un record negativo, giacché tale espediente strangola ogni discussione; eppure l'anno scorso permise d'approvare la legge sulle unioni civili. E dunque, cosa preferire: la libertà del Parlamento o un diritto di libertà per gli italiani?

Sullo sfondo di queste alternative riecheggia una filosofia che fu cara a Spinoza non meno che ai primi teologi cristiani: la dottrina del male minore. Meglio le prostitute che l'adulterio, diceva sant'Agostino. Meglio le guerre umanitarie che una dittatura sanguinosa, ripetono ora i suoi discepoli. Tuttavia all'uno e agli altri s'oppone l'obiezione di Hannah Arendt. Perché questo calcolo economico ci abitua a stare in confidenza con il male, a piegarci ai suoi ricatti, invece di combatterlo. E perché non è detto che la dottrina del male minore allontani il peggio: può al contrario avvicinarci al precipizio.

Ma dopotutto si tratta d'intendersi sul concetto di male maggiore. Per la sinistra, durante questo travagliato scorcio del terzo millennio, consiste in una perdita d'identità, di scopi, di funzioni. Se non sai più chi sei non potrai renderti utile, né agli altri né a te stesso. E la scelta fra due mali ti costringe quantomeno a ritagliarti un profilo, sia pure in negativo, sia pure per opporti alla pretesa altrui. Il tuo nemico è anche il tuo pittore, l'unico che può dipingerti il ritratto. Sicché a sinistra risuona il verso di Montale: "Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo".