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Quello che i risparmiatori non capiscono

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Mettetevi per un attimo nei panni - scomodissimi - di chi ha comprato allo sportello obbligazioni di Veneto banca o della Popolare di Vicenza, o di chi ha sottoscritto azioni Mps o Popolare dell'Etruria. Insomma, un risparmiatore italiano non particolarmente sofisticato, tutto casa e banca locale. In questi anni e mesi avete già imparato a vostre spese che nessun investimento è privo di rischio e che il rischio può anche essere quello di vedere azzerato il capitale. Ora attendete la conclusione dell'inchiesta parlamentare per capire che cosa sia successo esattamente alle vostre e ad altre banche, che cosa non ha funzionato, se si possa evitare che episodi simili avvengano in futuro.

Fatica sprecata. Dalla Commissione parlamentare d'inchiesta, che questa settimana dovrebbe concludere i suoi lavori, non sta uscendo infatti un'ordinata analisi dei fatti, delle cause e delle responsabilità della crisi bancaria italiana, ma una sinfonia cacofoni…
Mettetevi per un attimo nei panni - scomodissimi - di chi ha comprato allo sportello obbligazioni di Veneto banca o della Popolare di Vicenza, o di chi ha sottoscritto azioni Mps o Popolare dell'Etruria. Insomma, un risparmiatore italiano non particolarmente sofisticato, tutto casa e banca locale. In questi anni e mesi avete già imparato a vostre spese che nessun investimento è privo di rischio e che il rischio può anche essere quello di vedere azzerato il capitale. Ora attendete la conclusione dell'inchiesta parlamentare per capire che cosa sia successo esattamente alle vostre e ad altre banche, che cosa non ha funzionato, se si possa evitare che episodi simili avvengano in futuro.

Fatica sprecata. Dalla Commissione parlamentare d'inchiesta, che questa settimana dovrebbe concludere i suoi lavori, non sta uscendo infatti un'ordinata analisi dei fatti, delle cause e delle responsabilità della crisi bancaria italiana, ma una sinfonia cacofonica di accuse incrociate scritta a più mani sullo spartito delle prossime elezioni. I grillini tesi a dimostrare il Grande Complotto del Pd sul sistema del credito, il Pd che tenta di scaricare tutte le responsabilità su Bankitalia; Bankitalia e Consob - le due autorità di vigilanza sulle banche - che interpretano alla perfezione un dialogo tra sordi, Forza Italia che vuole dimostrare che complotto ci fu, sì, ma ad opera della plutocrazia globalista contro il governo Berlusconi nel 2011.

Il dibattito è così spostato su coordinate di poco o nessun interesse per chi vorrebbe capire qualcosa di più sui temi delle banche e del risparmio, mentre tiene banco il rapporto tra politica e banche. Che la prima si sia sempre interessata alle seconde è cosa acclarata e non necessariamente scandalosa. Ma si può tracciare una linea tra chi si occupa della questione entro confini istituzionali e solo nel suo ruolo di rappresentante di interessi comuni di un territorio - pare questo il caso del ministro Graziano Del Rio - e chi a questo ruolo aggiunge l'interesse privato che deriva ad esempio dall'avere un parente nel consiglio di una di quelle banche.

Per questo Maria Elena Boschi si trova adesso in una posizione difficilmente difendibile; e per questo, specie quando in Commissione l'ex amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni confermerà i colloqui con la stessa Boschi, l'oggetto contundente lanciato settimane fa dal Pd con la speranza di colpire in pieno il governatore di Bankitalia Ignazio Visco dimostrerà la sua vera natura: un boomerang che termina la sua traiettoria colpendo Matteo Renzi e i sondaggi elettorali del suo partito.

Se la Commissione finirà, come appare quasi scontato, con tre o più relazioni conclusive separate - una di maggioranza e almeno due delle opposizioni - non solo si sarà persa l'occasione di far chiarezza sui problemi concreti delle banche e di chi ci ha messo i soldi, ma anche la ricerca di una pur labile "verità" politica condivisa sarà fallita. Eppure a queste ceneri sparse non ci si può fermare: sotto il rumore delle polemiche si può sentire il suono di problemi veri come le comunicazioni (difficili? Impossibili? Indesiderate?) tra autorità di vigilanza, come la vendita a risparmiatori palesemente impreparati di prodotti non adatti. Affrontarli sarebbe un buon obiettivo politico. Peccato che non si veda in nessun programma elettorale.