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Ius soli, la Sinistra e il riscatto mancato

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Lo Ius soli è la più grande occasione mancata di una legislatura confusa, rissosa, a tratti indecorosa. Maggioranze contro natura, 3 governi non eletti, 546 cambi di casacca in un Parlamento sospeso tra votificio e suk. La legge sulla cittadinanza sarebbe l'ultima opportunità di riscatto per una politica buona a nulla e indecisa a tutto. E invece anche questo elementare atto di civiltà sarà negato a quegli 800mila bambini figli di migranti regolari che nascono studiano e crescono esattamente come i nostri, ma continueranno ad essere "figli di un dio minore". Anche questo basilare principio di uguaglianza sarà negato a tutti noi che viviamo in un'Italia prigioniera di paure ataviche e di imposture ideologiche. 

Si moltiplicano gli appelli al Capo dello Stato, che seguono quello lanciato ieri da Tommaso Cerno su Repubblica. Mattarella prolunghi la legislatura per far sì che il Senato si pronunci definitivamente sul…
Lo Ius soli è la più grande occasione mancata di una legislatura confusa, rissosa, a tratti indecorosa. Maggioranze contro natura, 3 governi non eletti, 546 cambi di casacca in un Parlamento sospeso tra votificio e suk. La legge sulla cittadinanza sarebbe l'ultima opportunità di riscatto per una politica buona a nulla e indecisa a tutto. E invece anche questo elementare atto di civiltà sarà negato a quegli 800mila bambini figli di migranti regolari che nascono studiano e crescono esattamente come i nostri, ma continueranno ad essere "figli di un dio minore". Anche questo basilare principio di uguaglianza sarà negato a tutti noi che viviamo in un'Italia prigioniera di paure ataviche e di imposture ideologiche. 

Si moltiplicano gli appelli al Capo dello Stato, che seguono quello lanciato ieri da Tommaso Cerno su Repubblica. Mattarella prolunghi la legislatura per far sì che il Senato si pronunci definitivamente sulla legge. Con un voto favorevole o contrario. Comunque con un voto. Cioè con una piena assunzione di responsabilità di fronte al Paese. Non con la scena vergognosa di quell'aula semivuota, dove un manipolo di senatori in fuga fa mancare il numero legale, mentre i dottor Faust pentastellati fischiettano e i dottor Stranamore leghisti brindano all'ennesimo sabotaggio democratico andato a buon fine. E invece, salvo sorprese, finirà proprio così. Il presidente della Repubblica scioglierà subito le Camere, e farà prevalere le esigenze di una discutibile "conservazione istituzionale" su quelle di una possibile integrazione culturale. 

Sarà l'ultima resa al discorso social-xenofobo della destra forzaleghista che purtroppo, nell'indifferenza cinica dei Cinque Stelle, è riuscita nella più odiosa delle manipolazioni: far credere a un'opinione pubblica spaventata che la legge sullo Ius soli avrebbe conferito la cittadinanza italiana ai migranti arrivati sui barconi. A questa mistificazione indecente la sinistra non ha saputo contrapporre una sua narrazione convincente. Come ha riconosciuto Minniti su questo giornale, è arrivata "troppo tardi a porre lo Ius soli come centrale in questa legislatura". Troppo tardi, e anche stavolta troppo divisa. Renzi ha avuto il merito di rimettere la legge in cima all'agenda, ma si è dovuto arrendere alle fratture interne al Pd. Le 29 anime perse che hanno disertato la seduta decisiva del 23 dicembre sono la rappresentazione plastica di un ceto politico, sedicente progressista, che non decide in base ai valori, ma in base ai sondaggi.

Il quinquennio trascorso è stato disastroso per molti aspetti, ma prezioso per i diritti civili. Il via libera alla legge sul biotestamento ha colmato un abisso durato 25 anni, e costato la "morte senza dignità" a Eluana e Welby, Coscioni e Dj Fabo. La legge sulle unioni civili ha riempito vent'anni di parole vuote sui Pacs e i Dico. La legge sul "divorzio breve" ha sciolto un nodo aggrovigliato da 41 anni. La legge sulla tortura ha sanato una ferita denunciata da Onu e Ue. La legge sul "dopo di noi" ha dato uno straccio di speranza ai disabili. La legge sul femminicidio ha almeno inasprito le pene contro gli "uomini che odiano le donne". Manca solo la legge sullo ius soli, a completare questo decalogo dei diritti conquistati. E a dimostrare ancora una volta che la sinistra avrebbe mille buone ragioni per stare al mondo. 
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