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(reuters)

Next, l'anno che verrà: come sarà il mondo nel 2018

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Dal clima alla politica italiana, dall'Europa alla Russia, dal Vaticano all'America di Trump, dalla ripresa economica fino alle nuove principesse, alle scoperte scientifiche e ai mondiali mancati. Ecco cosa ci attende
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EUROPA

Con Berlino ferma al palo la Ue è zoppa

di BERNARDO VALLI
L'Europa entra zoppicante nel nuovo anno. Angela Merkel è ancora impegnata nella trattativa con i socialdemocratici per formare un governo, dopo il fallito tentativo con i liberali. Con una nuova "grande coalizione" (CDU-CSU e Spd) la Germania uscirebbe dal letargo politico in cui è stata relegata dalle elezioni del 24 settembre.

E l'Europa risente del letargo tedesco. I negoziati durano da mesi e potrebbero continuare ancora per settimane prima di arrivare a una conclusione. La partecipazione dei socialdemocratici a un'altra edizione della "grande coalizione" sarebbe positiva per l'Europa ma lascerebbe all'estrema destra (AFD) il ruolo di principale opposizione al Bundestag.
Una situazione senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale che rispecchia le avanzate populiste. La difficol…

EUROPA

Con Berlino ferma al palo la Ue è zoppa

di BERNARDO VALLI
L'Europa entra zoppicante nel nuovo anno. Angela Merkel è ancora impegnata nella trattativa con i socialdemocratici per formare un governo, dopo il fallito tentativo con i liberali. Con una nuova "grande coalizione" (CDU-CSU e Spd) la Germania uscirebbe dal letargo politico in cui è stata relegata dalle elezioni del 24 settembre.

E l'Europa risente del letargo tedesco. I negoziati durano da mesi e potrebbero continuare ancora per settimane prima di arrivare a una conclusione. La partecipazione dei socialdemocratici a un'altra edizione della "grande coalizione" sarebbe positiva per l'Europa ma lascerebbe all'estrema destra (AFD) il ruolo di principale opposizione al Bundestag.
Una situazione senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale che rispecchia le avanzate populiste. La difficoltà che incontra Angela Merkel nel formare un governo è vista come un sintomo del suo declino politico. Per il momento la cancelliera lascia al presidente francese, Emmanuel Macron, il ruolo di leader europeista più attivo e influente all'interno dell'Unione e sul più vasto piano internazionale. Ma Parigi senza Berlino significa appunto un'Europa zoppa. L'Italia si prepara a elezioni che potrebbero portare al governo forze non particolarmente europeiste, e la Spagna è indebolita dalla crisi catalana. Uno sguardo ai paesi centro-orientali dell'Unione (dall'Austria alla Repubblica Ceca, all'Ungheria alla Polonia) rivela una situazione ancora più critica. Il problema dei profughi, che quei paesi rifiutano di accogliere, ha appesantito il loro euroscetticismo, ed anche, in alcuni casi, ad esempio quello polacco, il già scarso rispetto dei principi democratici. Se l'economia conosce sensibili miglioramenti, il clima politico non spinge all'ottimismo.
 

STATI UNITI

Donald Trump tra bolla finanziaria e impeachment

di VITTORIO ZUCCONI
Come il 2017 è stato l'anno della grande incognita, di quel Donald Trump uscito dalla lotteria del sistema elettorala presidenziale, così il 2018 sarà l'anno delle risposte. E saranno soprattutto quattro.
1) I 3,5 mila miliardi dollari regalati dalla riforma fiscale alle grandi corporation sgoccioleranno davvero nel bicchiere dei poveri e della piccola classe media "dimenticata" che aveva votato Trump o produrranno soltanto un'altra colossale bolla finanziaria come nei primi anni 2000. Quei soldi cercheranno di fare altri soldi e il danaro è l'unica forza che sfida la gravità: tende a salire verso l'alto.
2) L'indagine giudiziaria sulla corruzione e le complicità con gli oligarchi russi, il Russiagate, si chiuderà. Vedremo il licenziamento dell'inquisitore speciale Bob Muller da parte di Trump che scatenerà una crisi istituzionale in stile Watergate o incriminazioni multiple. Se queste arriveranno fino al Presidente dipenderà dalla risposta numero 3.
3) L'8 novembre saranno rinnovate la Camera ed eletti 34 senatori su 100. Se la maggioranza dovesse passare ai Democratici, le ipotesi di impeachment, di incriminzione per ostacolo alla giustizia, diverranno concrete. Se i Repubblicani manterranno la maggioranza, come è probabile, il trumpismo dominerà ancora almeno fino al 2020.
4) Kim Jong Un e il suo arsenale missilistico. Trump non potrà permettere al dittatore coreano un altro anno di irridenti lanci e di test senza distruggere il mito del Presidente Forte tutto "fuoco e furia". Trump è intrappolato nella propria retorica e Kim non sarà domato a colpi di tweet. La storica tentazione americana di "fare qualcosa", di "action" rischia di diventare irresistibile.
 

RUSSIA

Lo zar Putin verso il quarto e ultimo mandato

di LUCIO CARACCIOLO
Il 18 marzo o l'8 aprile - dipende se otterrà la maggioranza assoluta dei voti al primo o al secondo scrutinio - Vladimir Putin verrà rieletto per altri sei anni presidente della Russia. Sarà il suo quarto mandato, forse l'ultimo. Quando scadrà questo termine, nel 2023, la presidenza Putin avrà segnato un quarto di secolo di storia russa. Un'epoca. Caratterizzata dal tentativo, per ora in buona misura riuscito, di riportare la Federazione Russa al rango di grande potenza. La terza al mondo, dopo Stati Uniti e Cina. Il destino del più vasto impero al mondo è di dover combattere per il proprio rango con risorse, anzitutto demografiche ed economiche, assai inferiori a quanto i manuali e l'esperienza storica prescrivano.

Malgrado la grave perdita dell'Ucraina, compensata solo in parte dal colpo di mano con cui ha recuperato la Crimea, Putin ha riportato la Russia a giocare da protagonista in Medio Oriente e in altre regioni del mondo nelle quali il relativo disimpegno americano ha lasciato spazio ad altri attori.

Il punto chiave da definire nel 2018 e negli anni a venire è la collocazione della Russia fra Stati Uniti e Cina. Ad oggi, Pechino a Mosca hanno allestito un allineamento basato sulla manipolazione reciproca per pesare di più nel rapporto con Washington. Ma la diffidenza reciproca è totale. E i russi sono comunque il junior partner in questa strana intesa. Certo è che la frattura fra Mosca e Washington si svela insanabile. La Russia ha visto, vede e vedrà anche nel 2018 nell'Occidente (per quanto esiste ancora) un avversario. E sarà vista come tale dall'America e dagli europei del Nord e dell'Est.

 

ECONOMIA

La congiuntura è favorevole. Mai così dal 2007

di FEDERICO RAMPINI
L'economia mondiale entra nel nuovo anno con un abbrivio formidabile. Tira l'America che nel primo anno di presidenza Trump ha innestato una marcia superiore rispetto alla velocità di crociera della crescita obamiana, e ora ha lo stimolo aggiuntivo degli sgravi fiscali alle imprese. Tira la locomotiva cinese anche grazie ai maxi-investimenti infrastrutturali della Nuova Via della Seta. Molti altri paesi emergenti sono come di consueto trainati dalla Cina. L'Unione europea ha agganciato per ultima la ripresa e con moderazione.

È comunque la prima volta dal 2007 che la congiuntura mondiale è così favorevole: una crescita simultanea di tutte le maggiori economie non accadeva da lungo tempo. Se funziona l'effetto moltiplicatore, il 2018 può presentarsi come un'annata fausta per l'occupazione. Manca all'appello l'inflazione e questo segnala un problema: la dinamica delle retribuzioni langue, a conferma che i frutti della crescita continuano ad essere concentrati in modo sproporzionato a vantaggio di una minoranza, mentre le diseguaglianze si allargano.

Perciò la congiuntura positiva non viene percepita da tutti, le aree di disagio sociale rimangono ampie. Tra le incognite che possono far deragliare la crescita c'è la revisione delle regole del commercio mondiale. Traduzione: protezionismo contro la Cina. È una delle promesse elettorali che Trump non ha ancora mantenuto, ma nell'anno delle elezioni legislative l'America può diventare sorgente d'instabilità.


 

POLITICA ITALIANA

Si va al voto e l'esito non sarà affatto risolutivo

di STEFANO FOLLI

Il 2018 sarà per la politica italiana l'anno delle elezioni più incerte e forse meno risolutive della storia repubblicana. Queste sono le previsioni dei sondaggi, il che significa che qualche colpo di scena è sempre possibile. Ma già ora tutti, a cominciare dal Quirinale, s'interrogano sul prossimo futuro. Se il nuovo Parlamento non sarà in grado di esprimere una maggioranza stabile - fosse pure l'intesa tra Pd e Forza Italia di cui si favoleggia - il Paese sarà avviato verso una stagione di trattative interminabili e di governi fragilissimi, affidati al gioco effimero delle convergenze parlamentari.

I nomi intorno ai quali si discute per tali ipotesi sono quelli dell'attuale premier Paolo Gentiloni e forse di Giuliano Amato, oggi giudice della Corte Costituzionale. Ma tutto è prematuro. Occorrerà prima contare i voti delle elezioni di marzo e stabilire i reali rapporti di forza. Fissare cioè il peso dei tre poli: Pd e alleati minori, Cinque Stelle, centrodestra diviso tra berlusconiani, leghisti e seguaci di Giorgia Meloni. Senza dimenticare l'incognita della sinistra di Grasso e Laura Boldrini, in grado di trarre vantaggio dalla confusione generale.

Solo allora Mattarella comincerà a cucire i brandelli del sistema. Non sarà un compito facile. La Germania insegna che si può restare lunghi mesi senza governo. E se capita a Berlino, nessuno si stupirà se anche Roma si troverà a breve nella stessa paralisi. Il che, con il nostro debito pubblico, non è una prospettiva incoraggiante.

 

CHIESA

Papa Francesco lancia la sfida ai populismi

di ALBERTO MELLONI
Quattro, cinque anni al massimo": così Francesco aveva previsto la lunghezza del suo pontificato in una intervista del 2013. Quel traguardo, che taglierà a marzo, ecciterà i pochi ma rumorosi conigli mannari vaticani, generosi nel fornire carte e confidenze a chi gli serva e li serva. Fedeli e vescovi, leali ma tiepidi, dovranno invece dire se nella scelta bergogliana di giudicare la dottrina alla luce del vangelo (e non viceversa) riconoscono la cosa più cristiana e sanno tirarne le conseguenze. Nulla di tutto ciò, però, preoccupa o deve preoccupare Francesco: egli ormai sa leggere le intenzioni e le ambizioni delle persone di cui deve servirsi per regolare le carriere o i quattrini, e saprà orientare il suo insegnamento verso temi, come la religiosità popolare o la pace, che gli sono cari.

Ciò che invece incombe sul papato e deve preoccuparlo è altro. È il vento autoritario, fobico, antisemita che soffia nelle terre cattoliche dell'Europa, classificato benevolmente come populismo antieuropeo, ma che ha i tratti d'un moderno fascismo. Dalla Polonia cattolica il vento scende attraverso Ungheria, Slovacchia, Cekia, Austria, Lombardo-Veneto: busserà a marzo alle porte di Roma, in una fase di spappolamento democratico in cui gli errori del politicismo ecclesiastico vengono a galla. Quella ideologia che flirta con i lefebvriani, predica odio, semina paure, sprezza le libertà, sfida il Papa. E non gli chiede un ruinismo di sinistra, ma un giudizio evangelico. Limpido.
 

SCIENZA

Ascoltando il rumore dei buchi neri

di LUCA FRAIOLI
I segreti dell'universo e quelli della vita. L'anno che verrà potrebbe sverlarne qualcuno, ma le eventuali scoperte del 2018 non saranno fulmini a ciel sereno, quanto piuttosto il coronamento di decenni di ricerche. È il caso, per esempio, delle onde gravitazionali: rivelate per la prima volta nel settembre del 2015, nei successivi due anni sono state captate in altre quattro occasioni dando vita a una nuova astronomia. Ora che sanno cosa e dove cercare gli scienziati si metteranno in ascolto per sentire il "rumore" gravitazionale di buchi neri che si scontrano, stelle che si fondono, astri che esplodono. Un colonna sonora che già nel 2018 potrebbe integrare con nuove rivelazioni la storia del cosmo così come l'abbiamo vista finora grazie alle sole onde elettromagnetiche.

Un'altra vicenda in evoluzione riguarda il Dna, o meglio la nostra capacità di intervenire per modificarlo. La tecnica Crispr Cas9 è stata messa a punto a partire dal 2005, ma è solo di recente che le applicazioni di questo "taglia e incolla" genetico hanno abbandonato i laboratori della sperimentazione per arrivare negli ospedali dove si curano malattie rare o nei campi dove si coltivano organismi geneticamente modificati. Si tratta di uno strumento dalle potenzialità enormi: al Mit di Boston, per esempio, lo usano per creare piante di soia più resistenti ma che non hanno geni esterni (e dunque non sono tecnicamente Ogm): è il loro stesso Dna a essere "pizzicato" per ottenere il risultato. Probabilmente nel 2018 assisteremo a una esplosione di questi risultati
e parallelamente a un infiammarsi del dibattito sulla necessità di regolamentare a livello politico il gene editing.


CLIMA

Attenti all'Artico che diventa sempre più caldo

di MARCO TEDESCO
Nel 2018 i cambiamenti climatici si manifesteranno soprattutto attraverso due effetti, uno geografico l'altro umanitario. Il primo avrà il suo epicentro nell'Artico, che continuerà a riscaldarsi a un passo pari al doppio del resto del nostro pianeta. La fine del 2017 è un monito preciso: temperature sulla terraferma seconde solo a quelle record stabilite nel 2016, temperature in alcune zone dell'oceano artico fino a 4ºC al di sopra della media, il terreno gelato (permafrost) in Alaska e Siberia che ha continuato a sciogliersi in profondità, creando serissimi problemi a case e infrastrutture. Non solo: l'estensione del ghiaccio marino nell'Artico durante il novembre passato è stata la terza più bassa da quando (1979) misure satellitari ci permettono di tenerla sotto controllo. Questo è fondamentale, perché un ghiaccio marino sottile e poco sviluppato in inverno è molto più vulnerabile durante l'estate. E la rimozione del ghiaccio marino e lo scioglimento della Groenlandia possono alterare le correnti oceaniche e la circolazione atmosferica, con forti ripercussioni sulle condizioni meteorologiche in Europa e negli Stati Uniti.

L'altro aspetto da tener presente sarà il tema dei rifugiati climatici. Le Nazioni Unite stimano che dal 2009 ogni secondo una persona è stata forzata a spostarsi a causa di eventi legati al clima. Per dare un'idea: l'intera popolazione italiana richiederebbe meno di due anni per essere evacuata a tale ritmo. Come affrontare questo esodo? Parafrasando Dennis Gabor, Nobel per la Fisica, non possiamo predire il futuro ma il futuro può essere inventato. Sta a noi e ai nostri governi inventare un futuro per la Terra e preservarla al meglio per le generazioni a venire.
 

COSTUME

Tutti i riflettori su Meghan Markle, nuova principessa

di NATALIA ASPESI
Sarà l’anno di Meghan Markle, da maggio “principessa”: la casa reale inglese riesce sempre ad essere al centro dei gossip meno trash, e questa volta la protagonista è una signora divorziata tuttora su Netfix con il meraviglioso Suits che terminerà, almeno da noi, con la settima stagione dopo il suo matrimonio principesco con il simpatico Harry del Galles: nella fiction il babbo di Rachel Zane – il personaggio interpretato da Meghan Markle – grande avvocato, è nero come il carbone, nella vita è la mamma a non essere bianca. Antenati schiavi e migranti irlandesi, ma anche un avo reale, le hanno regalato una bellezza calda e ridente con occhi pieni di mistero e di gioia. I social si augurano contrasti con la futura cognata Kate Middleton duchessa di Cambridge, che mettendo al mondo il terzo figlio, assicura il quinto erede al trono, relegando molto lontano gli eventuali figli di Harry e Meghan.

Più in generale, sarà soprattutto l’anno della mezza età. Più o meno fallite le giovani belle ragazze in ruoli politici e istituzionali, si torna a sperare in signore mature, pure quelle un tempo definite culone, di cui libri e film raccontano adesso l’intensa vita erotica. Si conferma l’atteggiamento maschile, pessimi mariti, meravigliosi padri. Quindi donne sempre più abbandonate o in fuga, e bambini contentissimi con padri cinquantenni ritornati ragazzi, tutti insieme, amici e figli, in un gioco che è la vita.

 

SPORT

A Mosca i Mondiali del nostro scontento

di EMANUELA AUDISIO
Brividi caldi già a febbraio. Il mondo giocherà d’inverno. Scivolerà, salterà, pattinerà, darà spettacolo su neve e ghiaccio. Ma no tu no, niente Russia ufficiale, ancora in punizione per il doping, i suoi atleti non compromessi gareggeranno sotto la scritta Oar. A Pyeongchang, Corea del sud (9-25 febbraio, Paralimpici 9-18 marzo), sui Giochi Invernali soffieranno anche i venti di guerra tra Donald Trump e Kim Jong-un. L’Italia anche se non è più in formato valanga ha voglia di sedurre. Gli uomini jet azzurri sono Innerhofer, Paris, Fill, le donne Goggia, Brignone, Bassino, la signora con il fucile, quella che spara meglio dei maschi, è Dorothea Wierer, nello snowboard cavalcheranno anche Omar Visintin e Michela Moioli. Le dame dello sci americano saranno Schiffrin e Lady Vonn, la vecchia Europa si difenderà con il norvegese Svindal e con l’austriaco Hirsher. Federico Pellegrino è lo speed boy del fondo, Carolina Kostner ai suoi quarti Giochi proverà ad essere ancora l’angelo azzurro, mentre la coppia Cappellini-Lanotte ballerà sul ghiaccio per far sbrinare i cuori con La vita è bella. A giugno il calcio mondiale farà gol in Russia (14 giugno-15 luglio) con la finale a Mosca. Sarà l’estate del nostro scontento e del rimpianto. Niente Italia in campo e Germania che difenderà il titolo. Si tiferà per gli altri, per gli eroi stranieri un po’ nostri, Dybala, Alisson, Icardi e per quelli che come Messi, Ronaldo e Neymar sono degli altri nell’immaginario di tutti.

In autunno il mondiale della pallavolo maschile (10-30 settembre) si divide tra Italia e Bulgaria, con finale a Torino, sperando che Ivan Zaytsev, l’uomo dal braccio d’oro, torni a servire per la nazionale. Poi in Giappone sarà la volta delle donne (30 settembre -21 ottobre) con Paola Egonu a guidare sottorete un’Italia multiculturale.

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