Perché una scelta ambientalista così importante per il nostro futuro diventa di colpo fonte di cagnara? Com'è possibile che la faccenda dei sacchetti bio da 2 centesimi abbia sollevato un simile polverone? Quando la decisione è stata presa altrove - escludere sacchetti di plastica non biodegradabili - tutti hanno applaudito alla sensibilità biologica, ad esempio, dei francesi. Noi per primi. Del resto, da tempo nei negozi e nei supermarket si pagano i sacchetti biologici per la spesa, che in molti paesi e città vengono poi utilizzati per contenere l'umido e riporlo nei bidoni condominiali. Perché una scelta ambientalista così importante per il nostro futuro diventa di colpo fonte di cagnara? Ci sono varie spiegazioni, una contenuta dentro l'altra, come in una matrioska.
La prima ragione è che pagare, seppure una cifra simbolica, qualcosa che prima era gratis costituisce una sorta di vulnus. Da qui la…
Perché una scelta ambientalista così importante per il nostro futuro diventa di colpo fonte di cagnara? Com'è possibile che la faccenda dei sacchetti bio da 2 centesimi abbia sollevato un simile polverone? Quando la decisione è stata presa altrove - escludere sacchetti di plastica non biodegradabili - tutti hanno applaudito alla sensibilità biologica, ad esempio, dei francesi. Noi per primi. Del resto, da tempo nei negozi e nei supermarket si pagano i sacchetti biologici per la spesa, che in molti paesi e città vengono poi utilizzati per contenere l'umido e riporlo nei bidoni condominiali. Perché una scelta ambientalista così importante per il nostro futuro diventa di colpo fonte di cagnara? Ci sono varie spiegazioni, una contenuta dentro l'altra, come in una matrioska.
La prima ragione è che pagare, seppure una cifra simbolica, qualcosa che prima era gratis costituisce una sorta di vulnus. Da qui la reazione immediata, anche se, come ha fatto notare ieri su questo giornale Cristina Nadotti, la spesa annua appare irrisoria. Ma nessuno ha collegato questa spesa alla preservazione dell'ambiente, per cui l'imposizione del pagamento è parsa un costo ulteriore. Il costo si è poi trasformato in una tassa e ha occultato con la sua dimensione minima i maggiori rincari di autostrade, gas e luce annunciati in questi giorni; per una sorta di legge prospettica le cause si nascondono le une dietro alle altre. Poi, incapaci di ribellarsi agli aumenti più gravosi, gli italiani se la sono presa con un aumento minimo probabilmente più a portata dei singoli nell'immaginario sociale.
La causa maggiore del polverone d'inizio d'anno ce la può però spiegare uno storico francese, Marc Bloch, uno dei maggiori del XX secolo. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, aveva riflettuto sulle false notizie, quelle che oggi chiamiamo fake news, che si propagandavano nelle trincee e nelle retrovie durante il conflitto (Riflessioni di uno storico sulle false notizie di guerra, 1921). Come nascono? Perché si diffondono? Nella storia dell'umanità ci sono sempre state false notizie, che riescono in alcuni casi a produrre eventi importanti e irreversibili nella vita di un Paese, com'è accaduto nel corso della Rivoluzione francese. Per prima cosa serve uno stato d'instabilità generale; poi basta molto poco, quello che Bloch chiama "un evento fortuito".
Le false notizie hanno quindi la prerogativa di aumentare man mano che procedono, come una valanga che s'accresce rotolando su se stessa. C'è una frase di Bloch nel suo breve scritto che fa riflettere e che si adatta perfettamente a questi tempi: "La falsa notizia è lo specchio nel quale "la coscienza collettiva" contempla le proprie fattezze".
Quali sono oggi le nostre fattezze? La mancanza di un'autorità dotata di vero prestigio in grado di distinguere il vero dal falso. La presenza di media - i social network - in cui tutto equivale a tutto e dove le notizie false scacciano le vere perché più allettanti e divertenti, o perché danno sfogo al risentimento personale e collettivo. L'assenza di un pensiero critico che attribuisca un senso a ciò che accade. L'incapacità di capire chi di volta in volta cavalca lo sdegno verso questa o quell'altra vicenda, e che vantaggio ne tragga.
Manca una chiara visione di chi sfrutta il disagio crescente nella nostra società. Dunque, il sacchetto da 2 centesimi conterrà per qualche giorno almeno il malcontento che cova e che ha cause differenti a seconda dei gruppi sociali, delle classi di reddito e delle diverse zone del Paese in cui si vive e si consuma. È un termometro del disagio. Sarebbe bene che la classe dirigente sapesse leggerlo come un segnale di possibili e ulteriori sviluppi. I falsi racconti in una situazione d'incertezza alimentata ad arte sono destinati ad aumentare, e non certo a diminuire.