La violenza dei ragazzi dimenticati di Napoli
Roberto Saviano , di ROBERTO SAVIANOCome riportato da Save The Children, in Campania il 18,1% abbandona la scuola. Si tratta di eserciti di ragazzini che hanno una visione della vita come di un inferno: considerano impossibile realizzarsi con le proprie forze
Perché queste continue aggressioni a Napoli? Cosa genera questa ferocia di ragazzini su loro coetanei inermi? Questa violenza è un fenomeno che esiste da vent'anni: oggi è più grave perché si è troppo a lungo sottovalutato il problema, che non è solo di Napoli ma che a Napoli ha assunto proporzioni drammatiche. Chi sono queste bestie, ancorché bambini, che vanno in giro armati di lame o pistole? Sono ragazzini identici a molti loro coetanei romani, milanesi o berlinesi. Sono ragazzini che spesso non vanno a scuola. La dispersione scolastica in Italia è superiore alla media europea, e quella del Sud Italia è superiore alla media italiana.
Come riportato da Save The Children, in Campania il 18,1% abbandona la scuola, cifra seconda solo a quella Sicilia dove si raggiunge il 23,5%. Questi dati sgretolano dalle fondamenta la democrazia nel totale silenzio in campagna elettorale. Silenzio per incapacità, ignor…
Come riportato da Save The Children, in Campania il 18,1% abbandona la scuola, cifra seconda solo a quella Sicilia dove si raggiunge il 23,5%. Questi dati sgretolano dalle fondamenta la democrazia nel totale silenzio in campagna elettorale. Silenzio per incapacità, ignor…
Perché queste continue aggressioni a Napoli? Cosa genera questa ferocia di ragazzini su loro coetanei inermi? Questa violenza è un fenomeno che esiste da vent'anni: oggi è più grave perché si è troppo a lungo sottovalutato il problema, che non è solo di Napoli ma che a Napoli ha assunto proporzioni drammatiche. Chi sono queste bestie, ancorché bambini, che vanno in giro armati di lame o pistole? Sono ragazzini identici a molti loro coetanei romani, milanesi o berlinesi. Sono ragazzini che spesso non vanno a scuola. La dispersione scolastica in Italia è superiore alla media europea, e quella del Sud Italia è superiore alla media italiana.
Come riportato da Save The Children, in Campania il 18,1% abbandona la scuola, cifra seconda solo a quella Sicilia dove si raggiunge il 23,5%. Questi dati sgretolano dalle fondamenta la democrazia nel totale silenzio in campagna elettorale. Silenzio per incapacità, ignoranza, incompetenza. Si tratta di eserciti di ragazzini che hanno una visione della vita come di un inferno: considerano impossibile realizzarsi con le proprie forze. Ci sarà sempre un raccomandato, un protetto che ce la farà, un fortunato che riuscirà a cavarsela. Il loro pensiero è semplice: il mondo si divide tra fottuti e fottitori, tra chi comanda e chi è comandato. E allora meglio sparare prima di "essere sparati".
L'aggressione subita da Arturo a dicembre e ora quella contro Gaetano non c'entrano con le paranze di camorra. Le paranze sono organizzazioni di adolescenti che vanno dai 10 ai 21 anni massimo e controllano già un segmento importante dell'economia illegale. In questi casi, invece, si tratta di "paranzelle", come già le stanno definendo sui social, cioè gruppi di ragazzini che ambiscono a mostrarsi più potenti di quello che sono e lo fanno aggredendo a caso. Picchiare così, gratuitamente, porta vantaggio. In un luogo che non offre alternative, il capitale paura è una moneta preziosa che puoi spendere per crescere. Corrado Alvaro scriveva 60 anni fa: "Quando una società dà poche occasioni di mutare stato, o nessuna, far paura è un mezzo per affiorare", e le cose non sono cambiate.
Ogni volta che si verifica un'aggressione, ormai so già che il titolo dei media sarà "aggressione come in Gomorra". Una semplificazione che fornisce un comodo alibi alla politica e alle istituzioni. Le serie si ispirano a dinamiche reali: attraverso la rappresentazione sullo schermo, ciò che già esiste diventa immediatamente riconoscibile. Alla politica che non riesce a trasformare la realtà non resta che provare a prendersela con la sua rappresentazione. A Napoli invece basterebbe fare un breve esame di coscienza per accorgersi di come stanno le cose. Questi bambini hanno già la disillusione tipica degli anziani che hanno vissuto tutto e che non possono aspettarsi altro se non la morte.
E quindi? Qual è la soluzione? Scuole aperte, ma aperte davvero. Qualcuna già esiste: poche, troppo poche. Scuole non fatiscenti e, soprattutto, popolate da un esercito di maestri e professori: sono loro l'unico vero antidoto. Come mi disse una delle madri in eterna fila per vedere suo figlio in carcere, "il mondo è uno straccio bagnato. Se lo si strizza, escono questi ragazzini. Sono o' risultat di questo mondo 'e mmerd che abbiamo creato". Guardare nella ferita di questi ragazzini significa specchiarsi.
Come riportato da Save The Children, in Campania il 18,1% abbandona la scuola, cifra seconda solo a quella Sicilia dove si raggiunge il 23,5%. Questi dati sgretolano dalle fondamenta la democrazia nel totale silenzio in campagna elettorale. Silenzio per incapacità, ignoranza, incompetenza. Si tratta di eserciti di ragazzini che hanno una visione della vita come di un inferno: considerano impossibile realizzarsi con le proprie forze. Ci sarà sempre un raccomandato, un protetto che ce la farà, un fortunato che riuscirà a cavarsela. Il loro pensiero è semplice: il mondo si divide tra fottuti e fottitori, tra chi comanda e chi è comandato. E allora meglio sparare prima di "essere sparati".
L'aggressione subita da Arturo a dicembre e ora quella contro Gaetano non c'entrano con le paranze di camorra. Le paranze sono organizzazioni di adolescenti che vanno dai 10 ai 21 anni massimo e controllano già un segmento importante dell'economia illegale. In questi casi, invece, si tratta di "paranzelle", come già le stanno definendo sui social, cioè gruppi di ragazzini che ambiscono a mostrarsi più potenti di quello che sono e lo fanno aggredendo a caso. Picchiare così, gratuitamente, porta vantaggio. In un luogo che non offre alternative, il capitale paura è una moneta preziosa che puoi spendere per crescere. Corrado Alvaro scriveva 60 anni fa: "Quando una società dà poche occasioni di mutare stato, o nessuna, far paura è un mezzo per affiorare", e le cose non sono cambiate.
Ogni volta che si verifica un'aggressione, ormai so già che il titolo dei media sarà "aggressione come in Gomorra". Una semplificazione che fornisce un comodo alibi alla politica e alle istituzioni. Le serie si ispirano a dinamiche reali: attraverso la rappresentazione sullo schermo, ciò che già esiste diventa immediatamente riconoscibile. Alla politica che non riesce a trasformare la realtà non resta che provare a prendersela con la sua rappresentazione. A Napoli invece basterebbe fare un breve esame di coscienza per accorgersi di come stanno le cose. Questi bambini hanno già la disillusione tipica degli anziani che hanno vissuto tutto e che non possono aspettarsi altro se non la morte.
E quindi? Qual è la soluzione? Scuole aperte, ma aperte davvero. Qualcuna già esiste: poche, troppo poche. Scuole non fatiscenti e, soprattutto, popolate da un esercito di maestri e professori: sono loro l'unico vero antidoto. Come mi disse una delle madri in eterna fila per vedere suo figlio in carcere, "il mondo è uno straccio bagnato. Se lo si strizza, escono questi ragazzini. Sono o' risultat di questo mondo 'e mmerd che abbiamo creato". Guardare nella ferita di questi ragazzini significa specchiarsi.