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Chi scommette sull’incubo nucleare

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Trentotto minuti di puro panico, la fuga scomposta verso un rifugio che non c'è. Come in un film di fantascienza che ricostruisce il terrore di massa davanti all'attacco improvviso di una potenza nemica. Quello che è risuonato alle Hawaii era un falso allarme, ma la lezione di questo evento è fin troppo reale. Qualcuno forse sta già studiando come usare questo modello per creare un danno peggiore, la prossima volta. La ricostruzione
dei fatti ci dice che è stato il solito "errore umano" a trasformare un'esercitazione-simulazione in un fuggi fuggi della popolazione civile. Si è partiti da uno scenario vecchio: negli anni della guerra fredda le esercitazioni su come fronteggiare attacchi atomici si facevano regolarmente; non mancarono allora i falsi allarmi che potevano provocare conseguenze apocalittiche, innescando contro-reazioni militari a un'aggressione inesistente. Vi si è aggiunta una verosimiglianza tutta…
Trentotto minuti di puro panico, la fuga scomposta verso un rifugio che non c'è. Come in un film di fantascienza che ricostruisce il terrore di massa davanti all'attacco improvviso di una potenza nemica. Quello che è risuonato alle Hawaii era un falso allarme, ma la lezione di questo evento è fin troppo reale. Qualcuno forse sta già studiando come usare questo modello per creare un danno peggiore, la prossima volta. La ricostruzione
dei fatti ci dice che è stato il solito "errore umano" a trasformare un'esercitazione-simulazione in un fuggi fuggi della popolazione civile. Si è partiti da uno scenario vecchio: negli anni della guerra fredda le esercitazioni su come fronteggiare attacchi atomici si facevano regolarmente; non mancarono allora i falsi allarmi che potevano provocare conseguenze apocalittiche, innescando contro-reazioni militari a un'aggressione inesistente. Vi si è aggiunta una verosimiglianza tutta nuova: dopo l'escalation dei test missilistici e nucleari della Corea del Nord, dopo i duelli verbali fra Kim Jong-un e Donald Trump, la guerra atomica da mesi è tornata sulle prime pagine dei giornali. Su questo si innesta l'effetto moltiplicatore dei social media: gli sms delle autorità locali, dagli effetti per lo più benefici in caso di calamità naturali, hanno diffuso la paura alla velocità della luce.

La prima lezione è angosciante per la popolazione civile. Abbiamo il software per allertarci con tempestività, ma solo quello. Un vero attacco missilistico potrebbe - dal lancio all'impatto con le Hawaii - concedere appena un quarto d'ora per mettersi al riparo. E il riparo... non c'è. I rifugi anti-atomici erano già inadeguati a proteggere la popolazione civile negli anni Cinquanta e Sessanta. Oggi, se ancora esistono, nessuno sa dove siano e come raggiungerli. E sì che gli abitanti delle Hawaii sono tra i più preparati, in quello Stato Usa le esercitazioni per fronteggiare uno tsunami e un terremoto sono una routine. Ma se per scampare al maremoto è consigliabile raggiungere le alture, sul come sopravvivere al fungo atomico i manuali delle istruzioni sono fuori circolazione da almeno un quarto di secolo. Di sicuro il panico delle Hawaii verrà studiato a Pyongyang, Mosca, Pechino, Teheran o altrove, da jihadisti o da hacker malefici: in futuro potrebbero provarci loro, a metterci in ginocchio senza neppure sprecare armi vere.

L'altra lezione riguarda la verosimiglianza o probabilità di un conflitto nucleare. The Huffington Post ha rivelato che l'amministrazione Trump sta per annunciare una svolta verso la costruzione di una nuova generazione di armi nucleari "a bassa intensità". Sarebbero utilizzabili nell'ambito di un conflitto "limitato", per esempio per un attacco preventivo, devastante ma chirurgico. È la conseguenza che questa Casa Bianca sembra voler trarre dalla minaccia nordcoreana: l'attuale arsenale nucleare americano (4.000 testate) è fatto di armi troppo potenti, il cui uso solleva resistenze quasi insormontabili. L'atomica tascabile consentirebbe maggiore flessibilità.

Esce proprio in questi giorni il libro a cui lavora da una vita Daniel Ellsberg, la gola profonda dei Pentagon Papers (una storia che gli italiani possono riscoprire grazie al film di Spielberg The Post, in uscita in questi giorni). Ellsberg è convinto che gli arsenali nucleari siano un pericolo per la sopravvivenza dell'umanità, perché prima o poi qualcuno finirà per usarli, magari "involontariamente". Da decenni lui non riusciva a trovare un editore, il tema nucleare non interessava. Purtroppo è tornato di attualità, più di quanto lui si augurasse.