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Che siano gli uomini ad avere paura

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Anche i cuochi, anche i proprietari di celebri ristoranti! Anche i soci di quel Joe Bastianich celebre da noi per l'antipatia con cui boccia in televisione aspiranti inventori di salsa di rame o pasticcio di coccodrillo. Ormai si molesta non a individui ma a categorie, produttori, registi, attori, direttori d'orchestra o di ballo, appunto cuochi, poi scrittori, generali, fisioterapisti, docenti e probabilmente anche amministratori delegati. Politici? Lo si sa già e non vale la pena parlarne, tanto sono in ballo le elezioni: si sussurra, e si danno da fare i conduttori di talk show per impossessarsene, anche di un eventuale sindacato di badanti che di certi vecchi sporcaccioni non ne possono più.

Ciò che impressionava, sino ad ora, era la calda, stupita solidarietà verso le signore finalmente decise a raccontare i misfatti subiti, manifestata dagli uomini in generale, dai più innocenti ai più molestanti, come spinti da un senso di colp…
Anche i cuochi, anche i proprietari di celebri ristoranti! Anche i soci di quel Joe Bastianich celebre da noi per l'antipatia con cui boccia in televisione aspiranti inventori di salsa di rame o pasticcio di coccodrillo. Ormai si molesta non a individui ma a categorie, produttori, registi, attori, direttori d'orchestra o di ballo, appunto cuochi, poi scrittori, generali, fisioterapisti, docenti e probabilmente anche amministratori delegati. Politici? Lo si sa già e non vale la pena parlarne, tanto sono in ballo le elezioni: si sussurra, e si danno da fare i conduttori di talk show per impossessarsene, anche di un eventuale sindacato di badanti che di certi vecchi sporcaccioni non ne possono più.

Ciò che impressionava, sino ad ora, era la calda, stupita solidarietà verso le signore finalmente decise a raccontare i misfatti subiti, manifestata dagli uomini in generale, dai più innocenti ai più molestanti, come spinti da un senso di colpa e contemporanea assoluzione. Uomini che sino a qualche anno fa si dicevano sedotti con la forza, oppure provocati da fanciulle scosciate, loro, i maschi, vittime della crudele persecuzione femminile, oggi deprecano orripilati i molestatori, come malvagi mostri peggio di stupratori assassini.
Tutti innocenti, e ci crediamo, gli attori italiani cui le 124 firmatarie del documento "Dissenso comune" hanno chiesto solidarietà. Eccola.

C'è chi non si sa perché se la prende con le quote rosa, "una bestemmia!". Io posso testimoniare che a qualcosa le quote rosa servono. Sono stata in ospedale qualche giorno e con antica mentalità aspettavo un medico maschio: ne ho visto uno anzianotto e robusto in corridoio e mi sono precipitata verso di lui con la dovuta deferenza. Mi ha guardato come un errore umano indicandomi con la testa un gruppo di cinque belle ragazze giovani, sorridenti, intente a discutere su una serie di esami: in camice bianco, mediche. E ho pensato, ecco una strada, rosa, per evitare le molestie dei capi, essere in tante, una a sostegno dell'altra e nessuna a molestare il dottore maschio anche poco attraente.

Comunque l'errore è sempre delle donne, come ricorda un altro: non hanno il coraggio di non aderire all'estetica dominante. Giusto, ma poi in Italia chi fa fare un film a quelle che non hanno estetica? Non siamo mica nei Paesi anglosassoni dove le ottantenni ne fanno uno dietro l'altro! Ci si chiede anche come mai nel mondo del cinema, nella marea
di ragazze molestate, talvolta senza ottenere una particina, non una, una sola, a suo tempo, si sia ribellata, abbia detto a tutti, dopo debito schiaffo, quello lì
è uno sporcaccione.

Scusate ragazze se vi sembrerò una vecchia invidiosa, ma di cosa avete paura? Oggi che sono gli uomini ad avere paura di noi? Che anche in Italia esiste una legge, per quanto timida, che punisce i noiosi predatori eppure non si ha il coraggio di mandarli a quel paese? E coraggio mi sembra una parola esagerata, in questo caso, se si pensa al coraggio vero delle donne che nei secoli si sono ribellate a ogni ingiustizia e oppressione, sfidando anche la morte. Al massimo qui si può rischiare una parte o particina in un film spesso bruttino di cui magari dopo ci si vergogna. Più che della molestia. Ricordarsi almeno questo simpatico particolare: secondo la Suprema Corte il "toccamento dei glutei va considerato violenza sessuale e non molestia... se pone in pericolo l'autodeterminazione della vittima". Però ribellarsi alle intrusioni sessuali non è sufficiente: altre sono le umiliazioni, le prevaricazioni, le offese, i disagi, la mancanza di rispetto e le ingiustizie nei luoghi di lavoro, che bisognerebbe rifiutare. Insieme.