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Il caso Italo e la concorrenza che fa bene a tutti

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Miracoli della concorrenza. Ntv è un'azienda che sei anni fa non esisteva, o emetteva i primi flebili vagiti, e oggi vale 2,4 miliardi di euro. Un'eccezionale storia di creazione di valore: non la prima, né l'unica. Accade quando mercati chiusi a doppia mandata, da decenni dominati da un monopolista stanco e assopito, si aprono miracolosamente alla competizione. Regole nuove e l'iniziativa di qualche coraggioso fanno saltare i chiavistelli: nascono aziende che prima non c'erano, se sono abbastanza forti da reggere i primi anni di bilanci in rosso e di dispetti - per usare un eufemismo - dell'ex monopolista le nuove aziende crescono, il loro valore si moltiplica, fino che alla porta si presenta un compratore con la valigetta piena di milioni (come il fondo americano Gip), allettato dalle ulteriori prospettive di sviluppo e di incremento del valore.

Gli imprenditori, gli azionisti che hanno capito e rischiato, sono i primi a monetizzare i vantaggi …
Miracoli della concorrenza. Ntv è un'azienda che sei anni fa non esisteva, o emetteva i primi flebili vagiti, e oggi vale 2,4 miliardi di euro. Un'eccezionale storia di creazione di valore: non la prima, né l'unica. Accade quando mercati chiusi a doppia mandata, da decenni dominati da un monopolista stanco e assopito, si aprono miracolosamente alla competizione. Regole nuove e l'iniziativa di qualche coraggioso fanno saltare i chiavistelli: nascono aziende che prima non c'erano, se sono abbastanza forti da reggere i primi anni di bilanci in rosso e di dispetti - per usare un eufemismo - dell'ex monopolista le nuove aziende crescono, il loro valore si moltiplica, fino che alla porta si presenta un compratore con la valigetta piena di milioni (come il fondo americano Gip), allettato dalle ulteriori prospettive di sviluppo e di incremento del valore.

Gli imprenditori, gli azionisti che hanno capito e rischiato, sono i primi a monetizzare i vantaggi dell'operazione. Ma non gli unici. Se l'apertura del mercato è seria, se la concorrenza che si accende tra l'ex padrone del mercato e il suo nuovo avversario è reale, la platea di chi si divide i vantaggi è molto più ampia del libro soci dell'azienda che ha sfidato il monopolio. E comprende tutti i cittadini-consumatori-viaggiatori che acquistano i beni o i servizi di quelle aziende: la qualità di quei prodotti o di quei servizi sarà verosimilmente cresciuta, l'attenzione alle necessità del cliente (che non è certo in cima ai pensieri di un monopolista) sarà diventata un'arma decisiva per conquistare nuove quote di quel mercato, la battaglia sui prezzi avrà probabilmente avvantaggiato il cliente. Valeva 25 anni fa per i telefoni cellulari, oggi per i treni ad alta velocità. Perché, fatte le proporzioni, la storia di Ntv ha parecchie analogie con quella di Omnitel, la prima azienda italiana a sfidare il monopolio di Sip-Telecom-Tim nella telefonia cellulare.

Dal prato verde, dal primo capannone di Ivrea, nacque un'azienda che quattro anni più tardi valeva almeno 25mila miliardi di lire (circa 13 miliardi di euro) e che nel '99 fu venduta ai tedeschi di Mannesmann per una cifra difficile da misurare con precisione (per la struttura a piramide delle società che controllavano Omnitel e per il fatto che negli anni successivi le si era affiancata Infostrada) ma che secondo le ricostruzioni dell'epoca si aggirava intorno ai 30mila miliardi. Un vero e proprio tesoro, che comprendeva le migliaia di posti di lavoro creati, l'opportunità, per i cittadini-consumatori, di maneggiare un oggetto che fino ad allora era considerato uno status symbol per pochi privilegiati, la varietà di scelte a portata di mano, le tariffe in costante picchiata. E i vantaggi per l'ex monopolista che, forzatamente risvegliato dal suo torpore, si era trovato costretto a competere sul piano della soddisfazione dei clienti, dell'efficienza tecnologica, del marketing.

Innovazione e concorrenza sono gli stessi ingredienti che ritroviamo, un quarto di secolo più tardi, nella storia dell'apertura del mercato dei treni ad alta velocità. Oggi il viaggiatore può confrontare efficienza, qualità del servizio e comfort, e scegliere, a prezzi sicuramente più contenuti rispetto a quelli che avrebbe imposto, incontrastato, il monopolista. Il quale ha pure incassato i suoi vantaggi diretti (per esempio il significativo ampliamento del bacino di potenziali clienti) e impliciti. Anche se forse non lo sa, anche se ha fatto di tutto per contrastare o ritardare l'apertura del mercato. Anche se, di fronte alla possibilità di aprirne di nuovi, preferisce difendersi ingigantendo le sue dimensioni, a costo di divorare bocconi difficili da digerire.