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(ansa)

Dai massoni, ai rimborsi, al caso Caiata: Di Maio l'irriducibile

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È evidente che c'è una falla, e anche piuttosto ampia, nel sistema di reclutamento dei candidati grillini. Dopo i candidati massoni ecco che nelle liste Cinquestelle si scopre il candidato indagato per riciclaggio. E per l'aspirante premier Di Maio è uno smacco gravissimo perché è stato proprio il giovane frontman del movimento a presentare l'imprenditore di Potenza Salvatore Caiata in una manifestazione il 29 gennaio a Roma, come una "eccellenza". Che non ha avuto nemmeno bisogno di superare quel simil-test delle "parlamentarie", ma è stato scelto direttamente dal leader.

Presidente del Potenza calcio, Caiata aveva militato in Forza Italia (e questo già sarebbe dovuto suonare sospetto per una candidatura grillina), ma soprattutto fino all'anno scorso ha avuto forti interessi imprenditoriali a Siena dove aveva comprato bar e ristoranti. E chi ha seguito un minimo le vicende giudiziarie degli ultimi a…
È evidente che c'è una falla, e anche piuttosto ampia, nel sistema di reclutamento dei candidati grillini. Dopo i candidati massoni ecco che nelle liste Cinquestelle si scopre il candidato indagato per riciclaggio. E per l'aspirante premier Di Maio è uno smacco gravissimo perché è stato proprio il giovane frontman del movimento a presentare l'imprenditore di Potenza Salvatore Caiata in una manifestazione il 29 gennaio a Roma, come una "eccellenza". Che non ha avuto nemmeno bisogno di superare quel simil-test delle "parlamentarie", ma è stato scelto direttamente dal leader.

Presidente del Potenza calcio, Caiata aveva militato in Forza Italia (e questo già sarebbe dovuto suonare sospetto per una candidatura grillina), ma soprattutto fino all'anno scorso ha avuto forti interessi imprenditoriali a Siena dove aveva comprato bar e ristoranti. E chi ha seguito un minimo le vicende giudiziarie degli ultimi anni sa che la ristorazione è un settore fortemente inquinato dal riciclaggio di denaro proveniente dalla criminalità organizzata. Caiata si professa innocente e all'oscuro del lavoro della Finanza e del magistrati e i dirigenti del M5S sostengono di non aver saputo nulla dell'inchiesta, ma l'avvocato dell'imprenditore potentino smentisce sia il suo cliente sia Di Maio perché dichiara che Caiata sapeva dell'inchiesta dal 2016 tanto che aveva chiesto di essere interrogato dai magistrati.

Il Movimento ha continuato fino all'ultimo a difendere il suo candidato salvo dichiarare in extremis con Di Maio che Caiata sarà espulso. Ma ormai è nelle liste e quindi non potrà più essere cancellato dalla elezioni del 4 marzo: se sarà eletto e non farà più parte dei Cinquestelle si accomoderà nel gruppo misto che a questo punto potrà contare su una nutrita pattuglia di espulsi grillini.

Non c'è dubbio che fra candidati sotto inchiesta della magistratura, candidati massoni e furbetti di rimborsopoli, le liste grilline traboccano di personaggi che contrastano con lo slogan-mantra "onestà onestà" e fanno pensare piuttosto a una folla indistinta messa insieme un po' a casaccio pescando nella società civile meno qualificata, usando come criterio principale di selezione l'odio per Renzi e il Pd.

Nonostante questa ennesima brutta figura, Di Maio - forte dei sondaggi che lo premiano - continua a muoversi come se fosse già il premier incaricato. Arrivando perfino a mettere in forte imbarazzo il Quirinale dove ha annunciato una sua visita con la lista dei ministri del governo grillino. Uno sgarbo istituzionale senza precedenti. Naturalmente il presidente Mattarella non ha ricevuto Di Maio e non è stata consegnata alcuna lista di ministri, ma il fatto stesso che il candidato premier dei Cinquestelle ci abbia provato è segno della sua mancanza di senso delle istituzioni. Che è uno dei motivi del suo successo.