Il coraggio che serve per salvare un sistema sanitario malato
Daniela Minerva, di DANIELA MINERVA
Chissà con che soldi i diversi schieramenti pagheranno queste generiche e salvifiche promesse fatte agli elettori coi loro programmi per la salute. Chissà poi come concretamente vorranno fare prevenzione o badare alla salute della donna, o migliorare il rapporto medico paziente. Insomma, i programmi sembrano un compitino svogliato fatto di slogan senza contorni concreti. Tutti sanno che la sanità è competenza delle Regioni, che il governo centrale non può pressoché nulla. E allora nessuno si è preoccupato di pensarci davvero su. Chi potrebbe obiettare, infatti, alla promessa del Pd, dei 5 stelle di Leu che vogliono dare più fondi all'assistenza sanitaria? O che vogliono tagliare le liste d'attesa, fare prevenzione, abolire i ticket.
Sembra quasi più concreto il programma delle destre che dicono di voler fare quello che hanno già fatto quando erano al governo: dare più spazio ai privati e più a…
Sembra quasi più concreto il programma delle destre che dicono di voler fare quello che hanno già fatto quando erano al governo: dare più spazio ai privati e più a…
Chissà con che soldi i diversi schieramenti pagheranno queste generiche e salvifiche promesse fatte agli elettori coi loro programmi per la salute. Chissà poi come concretamente vorranno fare prevenzione o badare alla salute della donna, o migliorare il rapporto medico paziente. Insomma, i programmi sembrano un compitino svogliato fatto di slogan senza contorni concreti. Tutti sanno che la sanità è competenza delle Regioni, che il governo centrale non può pressoché nulla. E allora nessuno si è preoccupato di pensarci davvero su. Chi potrebbe obiettare, infatti, alla promessa del Pd, dei 5 stelle di Leu che vogliono dare più fondi all'assistenza sanitaria? O che vogliono tagliare le liste d'attesa, fare prevenzione, abolire i ticket.
Sembra quasi più concreto il programma delle destre che dicono di voler fare quello che hanno già fatto quando erano al governo: dare più spazio ai privati e più autonomia alle Regioni in modo che i virtuosi come Veneto e Lombardia possano continuare a fare bene e a lustrarsi le penne e chi se la passa peggio continui ad arrancare spendendo molto senza curare quasi nessuno. Questo si può fare, lo hanno fatto riducendo a brandelli il Ssn. Oggi promettono che lo rifaranno. Che è possibile mandare la gente dai privati, tagliare il fondo sanitario, non occuparsi della corruzione che dissangua le asl: proprio quello che ci raccontano le cronache. Dai programmi dei partiti ci aspettavamo una proposta per uscire da questa situazione. Per ridare forza al Ssn.
In un paese dove i poveri non riescono più a curarsi e dove prevale la voglia di sanare i bilanci su quella di trattare bene la gente, serve una riforma intelligente e solidale del sistema. L'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei costi delle tecnologie salvavita (farmaci compresi) richiede risorse che nessuno a oggi ha potuto, o saputo, investire. Serve a poco dire: "se tutti pagassero le tasse", "se non ci fossero gli sprechi". Di se in se, il sistema affoga e gli italiani non hanno le cure necessarie. Nel migliore dei mondi possibili aumentare la dotazione del fondo sarebbe la soluzione. Ma non sembra realizzabile e non possiamo nemmeno accettare la logica che ha regolato le cose dai governi Berlusconi in poi : il progressivo passaggio ai privati del compito di curare gli italiani, quelli che possono permetterselo. Efficienza, onestà, solidarietà sono belle parole, che si dissolvono il giorno dopo le elezioni di fronte a una spesa pubblica ingestibile. Bisogna che qualcuno cominci a pensarci. A mettere in fila le cose senza rinunciare all'utopia di un sistema solidale ed efficiente. Il fatto che alcune Regioni lo abbiano realizzato (almeno in parte) può essere un buon punto di partenza. Ma serve un bagno di realtà. E serve una nuova utopia. Come quella che guidò il legislatore nel 1978, anno di nascita del Ssn. Aggiornata all'oggi.
Sembra quasi più concreto il programma delle destre che dicono di voler fare quello che hanno già fatto quando erano al governo: dare più spazio ai privati e più autonomia alle Regioni in modo che i virtuosi come Veneto e Lombardia possano continuare a fare bene e a lustrarsi le penne e chi se la passa peggio continui ad arrancare spendendo molto senza curare quasi nessuno. Questo si può fare, lo hanno fatto riducendo a brandelli il Ssn. Oggi promettono che lo rifaranno. Che è possibile mandare la gente dai privati, tagliare il fondo sanitario, non occuparsi della corruzione che dissangua le asl: proprio quello che ci raccontano le cronache. Dai programmi dei partiti ci aspettavamo una proposta per uscire da questa situazione. Per ridare forza al Ssn.
In un paese dove i poveri non riescono più a curarsi e dove prevale la voglia di sanare i bilanci su quella di trattare bene la gente, serve una riforma intelligente e solidale del sistema. L'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei costi delle tecnologie salvavita (farmaci compresi) richiede risorse che nessuno a oggi ha potuto, o saputo, investire. Serve a poco dire: "se tutti pagassero le tasse", "se non ci fossero gli sprechi". Di se in se, il sistema affoga e gli italiani non hanno le cure necessarie. Nel migliore dei mondi possibili aumentare la dotazione del fondo sarebbe la soluzione. Ma non sembra realizzabile e non possiamo nemmeno accettare la logica che ha regolato le cose dai governi Berlusconi in poi : il progressivo passaggio ai privati del compito di curare gli italiani, quelli che possono permetterselo. Efficienza, onestà, solidarietà sono belle parole, che si dissolvono il giorno dopo le elezioni di fronte a una spesa pubblica ingestibile. Bisogna che qualcuno cominci a pensarci. A mettere in fila le cose senza rinunciare all'utopia di un sistema solidale ed efficiente. Il fatto che alcune Regioni lo abbiano realizzato (almeno in parte) può essere un buon punto di partenza. Ma serve un bagno di realtà. E serve una nuova utopia. Come quella che guidò il legislatore nel 1978, anno di nascita del Ssn. Aggiornata all'oggi.