Quel campanellino tra Letta e Renzi
Gianluca Luzi , di GIANLUCA LUZI
A cinque giorni dalle elezioni l'ex presidente del consiglio Enrico Letta si schiera con una dichiarazione di voto per Gentiloni e il centrosinistra: Da Varsavia, dove si trovava per un convegno sul populismo e il nazionalismo assieme allo storico e scrittore Adam Michnik, lancia con un tweet il suo endorsement al Pd e all'attuale premier. "Se penso all'Italia e all'Europa mi auguro che Paolo Gentiloni esca rafforzato con la sua coalizione di centrosinistra".
Naturalmente non è un caso che nella dichiarazione di voto di Letta non ci sia alcun riferimento al nome di Matteo Renzi e neanche al Pd di cui è segretario. Evidentemente è ancora troppo cocente il ricordo della drammatica staffetta a Palazzo Chigi che ha segnato il corso di questa legislatura e anche i rapporti nel Partito democratico. Come già il presidente emerito Napolitano e l'ex premier Prodi, anche Letta consegna la sua scelta elettorale al centrosinistra. U…
Naturalmente non è un caso che nella dichiarazione di voto di Letta non ci sia alcun riferimento al nome di Matteo Renzi e neanche al Pd di cui è segretario. Evidentemente è ancora troppo cocente il ricordo della drammatica staffetta a Palazzo Chigi che ha segnato il corso di questa legislatura e anche i rapporti nel Partito democratico. Come già il presidente emerito Napolitano e l'ex premier Prodi, anche Letta consegna la sua scelta elettorale al centrosinistra. U…
A cinque giorni dalle elezioni l'ex presidente del consiglio Enrico Letta si schiera con una dichiarazione di voto per Gentiloni e il centrosinistra: Da Varsavia, dove si trovava per un convegno sul populismo e il nazionalismo assieme allo storico e scrittore Adam Michnik, lancia con un tweet il suo endorsement al Pd e all'attuale premier. "Se penso all'Italia e all'Europa mi auguro che Paolo Gentiloni esca rafforzato con la sua coalizione di centrosinistra".
Naturalmente non è un caso che nella dichiarazione di voto di Letta non ci sia alcun riferimento al nome di Matteo Renzi e neanche al Pd di cui è segretario. Evidentemente è ancora troppo cocente il ricordo della drammatica staffetta a Palazzo Chigi che ha segnato il corso di questa legislatura e anche i rapporti nel Partito democratico. Come già il presidente emerito Napolitano e l'ex premier Prodi, anche Letta consegna la sua scelta elettorale al centrosinistra. Una scelta che aumenta il peso specifico del presidente del consiglio in carica all'interno della coalizione. I suoi indici di popolarità e di affidabilità fotografati dai sondaggi fino al black out elettorale, erano alle stelle e al suo nome è affidata gran parte della speranza del Pd di smentire i pronostici negativi.
Il tweet a favore di Gentiloni e del centrosinistra è piaciuto al Pd che con il vicesegretario Maryina definisce "importanti" le parole dell'ex presidente del consiglio. Molto meno sono state gradite a sinistra del Pd, anche se non con la veemenza usata per commentare la scelta di Prodi a favore del centrosinistra. Pier Luigi Bersani, Leu, prende spunto dalla dichiarazione di voto a favore di Gentiloni ma non di Renzi per ricordare il famoso episodio del "campanellino", cioè del passaggio delle consegne a Palazzo Chigi con la gelida stretta di mano fra Letta e il suo successore Renzi. Con Letta - che da allora vive e insegna a Parigi dove già ha votato in quanto italiano all'estero - "ogni tanto ci sentiamo. Lui ha preso la strada che ha preso e credo si trovi anche bene. Le cose sarebbero dovute andare diversamente e anche io non ho digerito quel campanellino. Allora - racconta Bersani - avevo una situazione che mi ha impedito, ma se fossi stato lì mi avreste sentito".
Naturalmente non è un caso che nella dichiarazione di voto di Letta non ci sia alcun riferimento al nome di Matteo Renzi e neanche al Pd di cui è segretario. Evidentemente è ancora troppo cocente il ricordo della drammatica staffetta a Palazzo Chigi che ha segnato il corso di questa legislatura e anche i rapporti nel Partito democratico. Come già il presidente emerito Napolitano e l'ex premier Prodi, anche Letta consegna la sua scelta elettorale al centrosinistra. Una scelta che aumenta il peso specifico del presidente del consiglio in carica all'interno della coalizione. I suoi indici di popolarità e di affidabilità fotografati dai sondaggi fino al black out elettorale, erano alle stelle e al suo nome è affidata gran parte della speranza del Pd di smentire i pronostici negativi.
Il tweet a favore di Gentiloni e del centrosinistra è piaciuto al Pd che con il vicesegretario Maryina definisce "importanti" le parole dell'ex presidente del consiglio. Molto meno sono state gradite a sinistra del Pd, anche se non con la veemenza usata per commentare la scelta di Prodi a favore del centrosinistra. Pier Luigi Bersani, Leu, prende spunto dalla dichiarazione di voto a favore di Gentiloni ma non di Renzi per ricordare il famoso episodio del "campanellino", cioè del passaggio delle consegne a Palazzo Chigi con la gelida stretta di mano fra Letta e il suo successore Renzi. Con Letta - che da allora vive e insegna a Parigi dove già ha votato in quanto italiano all'estero - "ogni tanto ci sentiamo. Lui ha preso la strada che ha preso e credo si trovi anche bene. Le cose sarebbero dovute andare diversamente e anche io non ho digerito quel campanellino. Allora - racconta Bersani - avevo una situazione che mi ha impedito, ma se fossi stato lì mi avreste sentito".