✕

Telecom: chi c’è dietro il fondo Elliott

1 minuti di lettura
Anche una cosa in apparenza semplice come la finanza – comprare e vendere azioni - diventa complicata in Italia. La notizia del giorno è che il fondo americano Elliott avrebbe il 6% circa di Telecom Italia.

Elliot, che di mestiere fa il fondo attivista – ossia compra azioni di una società e poi chiede ai manager di fare alcune cose per aumentarne il valore, e le quotazioni di Borsa, punterebbe ad aggregare altri investitori istituzionali nell’assemblea Telecom di fine aprile per contestare la gestione – finora piuttosto disastrosa – fatta dai francesi di Vivendi e cambiare la governance della società.

Sarebbe una buona notizia se fossimo sicuri che Elliott si muove solo per ragioni di mercato di fronte al palese conflitto di interessi di Vincent Bolloré, patron di Vivendi che ha conquistato Telecom e sta assediando Mediaset. Sotto la gestione Bolloré, infatti, gli azionisti di Telecom hanno visto il titolo scendere, le…
Anche una cosa in apparenza semplice come la finanza – comprare e vendere azioni - diventa complicata in Italia. La notizia del giorno è che il fondo americano Elliott avrebbe il 6% circa di Telecom Italia.

Elliot, che di mestiere fa il fondo attivista – ossia compra azioni di una società e poi chiede ai manager di fare alcune cose per aumentarne il valore, e le quotazioni di Borsa, punterebbe ad aggregare altri investitori istituzionali nell’assemblea Telecom di fine aprile per contestare la gestione – finora piuttosto disastrosa – fatta dai francesi di Vivendi e cambiare la governance della società.

Sarebbe una buona notizia se fossimo sicuri che Elliott si muove solo per ragioni di mercato di fronte al palese conflitto di interessi di Vincent Bolloré, patron di Vivendi che ha conquistato Telecom e sta assediando Mediaset. Sotto la gestione Bolloré, infatti, gli azionisti di Telecom hanno visto il titolo scendere, le casse della società depauperate per l’accordo sulla buonuscita da 25 milioni dell’ex amministratore delegato Flavio Cattaneo, gli interessi della società calpestati in nome di quelli di Vivendi.

Ma Elliott è anche un soggetto vicino a Silvio Berlusconi, in operazioni come la vendita del Milan, dove ha finanziato per 300 milioni il misterioso acquirente cinese,  e attraverso uomini come l’ex amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni. E siccome Berlusconi è in rotta con Bolloré – prima erano amici, poi il francese ha tentato di sfilargli Mediaset sotto il naso – resta il dubbio se Elliott, nemico del nemico Vivendi, sia adesso l’amico su cui Berlusconi può contare.