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Così la Turchia cancella la mia voce

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Partecipando a un dibattito in occasione del Summit di Ginevra sui diritti umani ho vissuto una delle esperienze più devastanti mai provate dai tempi del mio arresto. Accennando alla mia carriera letteraria per presentarmi al pubblico, il moderatore ha detto che una delle mie opere è stata tradotta in nove lingue, senza aggiungere altro. Pur perplessa, perché i miei libri sono stati tradotti in più di venti lingue, non ho badato alla cosa più di tanto.

La dolorosa verità l'ho appresa molto dopo, rientrata in albergo, controllando le note biografiche che appaiono sui miei libri. Il mio editore in Turchia ha modificato il mio Curriculm vitae mentre ero in carcere. Invece di aggiornarlo lo ha ridimensionato, fermandosi al 2003!

Dal 2003, come era in origine specificato nel CV, le mie opere sono state tradotte in svariate lingue, dall'inglese all'arabo e pubblicate da editori importanti come Actes Sud(Francia), Gyldendal (Norvegia), …
Partecipando a un dibattito in occasione del Summit di Ginevra sui diritti umani ho vissuto una delle esperienze più devastanti mai provate dai tempi del mio arresto. Accennando alla mia carriera letteraria per presentarmi al pubblico, il moderatore ha detto che una delle mie opere è stata tradotta in nove lingue, senza aggiungere altro. Pur perplessa, perché i miei libri sono stati tradotti in più di venti lingue, non ho badato alla cosa più di tanto.

La dolorosa verità l'ho appresa molto dopo, rientrata in albergo, controllando le note biografiche che appaiono sui miei libri. Il mio editore in Turchia ha modificato il mio Curriculm vitae mentre ero in carcere. Invece di aggiornarlo lo ha ridimensionato, fermandosi al 2003!

Dal 2003, come era in origine specificato nel CV, le mie opere sono state tradotte in svariate lingue, dall'inglese all'arabo e pubblicate da editori importanti come Actes Sud(Francia), Gyldendal (Norvegia), Soft Skull (Usa), Keller (italia) e tanti altri. "Kirmizi Pelerinli Kent" ("La città dal mantello rosso") è stato inserito nella collana MARG, fiore all'occhiello di Gyldendal, assieme alle opere di autori come Hélène Cixous e W.G. Sebald, nonché tra i sette romanzi scelti a rappresentare la letteratura turca contemporanea nella "Biblioteca turca" in lingua tedesca.

Più di 200 recensioni sono apparse su quotidiani e riviste letterarie del calibro di Le Monde e Die Welt. Sono stata inserita tra i "50 scrittori del futuro" dalla rivista francese Lire e insignita di sei premi letterari tra cui "Sait Faik", il più importante in Turchia, e il "Words Without Borders Prize" in Norvegia.

Sono stata derubata di tutto questo. Vi rammento che in Turchia per dieci anni la mia opera letteraria è passata sotto silenzio. La stampa turca ha dato pochissimo spazio ai premi e ai riconoscimenti accademici che ricevevo. Se un autore contemporaneo veniva paragonato a Kafka finiva in prima pagina, quando è stato il mio caso nessuno ne ha parlato. Il mondo letterario tradizionalmente sminuisce le autrici, ridicolizzandole e banalizzandole. Ma se tutto ciò si associa alla deliberata scelta da parte delle massime autorità di cancellare un'autrice, come nel mio caso, allora si tratta di un crimine, contro la letteratura in primo luogo.

Forse non sarei stata arrestata se dal mio CV non fossero state cancellate tante voci, in passato e persino nel presente. Ad oggi i miei libri sono stati tradotti in più di venti lingue, i testi in circa 40, e ho ricevuto più di 25 premi letterari e per i diritti umani, tra cui il premio Simone de Beauvoir, il premio Erich Maria Remarque e il premio della Fondazione culturale europea. Le mie opere sono state commentate da autori di grande prestigio come Ian Mc Ewan, Carsten Jensen, Orhan Pamuk, Günther Wallraff. Vi prego di non tener conto delle note sull'autore e delle recensioni citate nelle edizioni turche dei miei libri. Credo che non esista al mondo una persona immune alle etichette. Vi prego di non collaborare con le enormi forze attive contro di me, che non sono rappresentate solo dal regime totalitario, ma da ogni metodo e mezzo di oppressione, discriminazione, condanna e cancellazione più mite e subdolo.

La mia vita non è una manciata di palline con cui chiunque può fare il giocoliere. Né lo sono le mie parole.

*Asli Erdogan è una delle più importanti scrittrici in Turchia. Tra i suoi libri tradotti in Italia "Il mandarino meraviglioso" (Keller). Ha ricevuto il premio Simone de Beauvoir per la libertà delle donne