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Le seconde generazioni e il richiamo dell’odio

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L'arresto del predicatore che indottrinava bambini e adolescenti e quello del giovane accusato di propagandare materiale dell'Isis, così come le espulsioni amministrative di simpatizzanti, fanno riemergere questione della radicalizzazione islamista in Italia. Lo conferma anche il ministro dell'Interno Minniti, secondo il quale la minaccia jihadista nel nostro Paese non è mai stata così elevata.

I casi di Foggia e Torino, toccano un punto delicato perché coinvolgono, sia pure sotto diverse forme, le seconde generazioni di immigrati, anche con cittadinanza italiana. Giovani e giovanissimi che frequentano scuole italiane, o le hanno appena concluse e, per effetto dell'azione di predicatori con cui entrano in contatto localmente o della frequentazione della jihadosfera diventano, o possono diventare, seguaci di un messaggio violento.

Insomma, quanto accade conferma che sta per essere colmato quel benefico, per una volta, ritardo che ha sin qui…
L'arresto del predicatore che indottrinava bambini e adolescenti e quello del giovane accusato di propagandare materiale dell'Isis, così come le espulsioni amministrative di simpatizzanti, fanno riemergere questione della radicalizzazione islamista in Italia. Lo conferma anche il ministro dell'Interno Minniti, secondo il quale la minaccia jihadista nel nostro Paese non è mai stata così elevata.

I casi di Foggia e Torino, toccano un punto delicato perché coinvolgono, sia pure sotto diverse forme, le seconde generazioni di immigrati, anche con cittadinanza italiana. Giovani e giovanissimi che frequentano scuole italiane, o le hanno appena concluse e, per effetto dell'azione di predicatori con cui entrano in contatto localmente o della frequentazione della jihadosfera diventano, o possono diventare, seguaci di un messaggio violento.

Insomma, quanto accade conferma che sta per essere colmato quel benefico, per una volta, ritardo che ha sin qui caratterizzato, contribuendo a tenerci al riparo, il caso italiano. Rispetto a altri grandi paesi europei come Francia, Gran Bretagna, Germania, abbiamo un numero relativamente basso, 129, di foreign fighters: classico indicatore di diffusione della radicalizzazione. Ma anche i detenuti radicalizzati, o sospetti tali, e le denunce per reati di terrorismo internazionale sono comparativamente minori. Un ritardo causato dalla diversa stratificazione anagrafica dell'Islam nella Penisola che, per effetto di un ciclo migratorio più recente, registra presenze meno consistenti nelle classi d'età a rischio: i giovani tra i 15 e i 30 anni.

Oggi quel gap sta venendo meno. Nei prossimi cinque anni la popolazione giovanile si estenderà e, in mancanza di una prevenzione che non sia solo quella, necessaria, di intelligence e di polizia ma investa anche il campo della battaglia delle idee, coinvolgendo la scuola e l'associazionismo islamico ostile all'estremismo, la radicalizzazione potrebbe lievitare.

Il fenomeno non si nutre solo dell'estraneità di quei giovani nei confronti del paese in cui sono nati, cresciuti o scolarizzati ma anche della rivolta contro i padri. Accusati di essere seguaci di un islam, intriso di religiosità popolare, che alcuni rifiutano, deislamizzandosi, e poi recuperano in chiave ideologica radicale come dottrina antagonista. Un contrasto generazionale destinato a fare da volano.