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(fotogramma)

I due volti della Sanità lombarda

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L'"eccellenza" e la "delinquenza" nella sanità lombarda s'intrecciano spesso. Un volta c'era il "sistema delle mazzette", adesso, con i politici che contano e controllano molto meno rispetto alla Prima Repubblica, esiste una sorta di "paso doble" di medici e direttori sanitari, di controllori che chiudono gli occhi e di detective che li ascoltano con le microspie. Come nel ballo sudamericano, l'atteggiamento è importante: i primari milanesi sembrano insospettabili, eleganti e sereni, non raramente i pazienti ne parlano bene anche dopo le manette. Un altro passo si muove però di nascosto, è il passo doppio che si balla con gli imprenditori, passi che si fanno ottenendo sottobanco soldi, viaggi e favori. Ieri l'assessore alla Sanità della regione, Giulio Gallera, forzista, si è detto "frastornato" dal nuovo scandalo. Non si vuol mettere in dubbio la sua parola.

Ma il suo pred…
L'"eccellenza" e la "delinquenza" nella sanità lombarda s'intrecciano spesso. Un volta c'era il "sistema delle mazzette", adesso, con i politici che contano e controllano molto meno rispetto alla Prima Repubblica, esiste una sorta di "paso doble" di medici e direttori sanitari, di controllori che chiudono gli occhi e di detective che li ascoltano con le microspie. Come nel ballo sudamericano, l'atteggiamento è importante: i primari milanesi sembrano insospettabili, eleganti e sereni, non raramente i pazienti ne parlano bene anche dopo le manette. Un altro passo si muove però di nascosto, è il passo doppio che si balla con gli imprenditori, passi che si fanno ottenendo sottobanco soldi, viaggi e favori. Ieri l'assessore alla Sanità della regione, Giulio Gallera, forzista, si è detto "frastornato" dal nuovo scandalo. Non si vuol mettere in dubbio la sua parola.

Ma il suo predecessore, Mario Mantovani, iper-berlusconiano, nell'ottobre del 2015 finì in carcere per gli appalti truccati nella sanità. Ci si definì "frastornati" anche allora, poi nel febbraio del 2016 venne arrestato Fabio Rizzi, e cioè il braccio destro del leghista Roberto Maroni: chiamato per togliere gli spazi di corruzione, finito a spalancare le porte degli affari sporchi di "Lady dentiera", e cioè Maria Paola Canegrati, che a sua volta gli aveva pagato la campagna elettorale. Cioè, diciamolo, in Lombardia questo eccellente "frastuono" rimbomba da troppi decenni per lasciarci stupiti.