Ultime sciate, primi bagni: anatomia di un week-end perfetto
Paolo Di Paolo
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di PAOLO DI PAOLO
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Nelle cronache di mezzo secolo fa - aprile 1968 - un'anomala ondata di caldo ("temperature mai così alte da vent'anni") spingeva i turisti a cercare refrigerio nelle fontane di Roma. Nelle stesse giornate, piste da sci ancora praticabili - dalla Val di Susa a Bolzano. Un tratto tipico di anni ribelli?
Stiamo a vedere. Ieri, l'assaggio d'estate ha affollato le spiagge italiane, in anticipo sulla tabella di marcia stagionale; e naturalmente i social si sono riempiti di precoci immagini ferragostane. Teli da mare, creme solari. Ma come per via di una insolita curva spazio-temporale, erano affollate contemporaneamente le piste da sci. Ancora "perfettamente innevate", da Cortina all'Abetone. Un aprile eccezionale per la stagione sciistica. Un aprile eccezionale per la stagione balneare. Che miracolo è? L'ultima neve e il primo tuffo ravvicinati al punto da far pensare a una imprevista e curiosa stagione-ponte. Proprio nell'anno…
Nelle cronache di mezzo secolo fa - aprile 1968 - un'anomala ondata di caldo ("temperature mai così alte da vent'anni") spingeva i turisti a cercare refrigerio nelle fontane di Roma. Nelle stesse giornate, piste da sci ancora praticabili - dalla Val di Susa a Bolzano. Un tratto tipico di anni ribelli?
Stiamo a vedere. Ieri, l'assaggio d'estate ha affollato le spiagge italiane, in anticipo sulla tabella di marcia stagionale; e naturalmente i social si sono riempiti di precoci immagini ferragostane. Teli da mare, creme solari. Ma come per via di una insolita curva spazio-temporale, erano affollate contemporaneamente le piste da sci. Ancora "perfettamente innevate", da Cortina all'Abetone. Un aprile eccezionale per la stagione sciistica. Un aprile eccezionale per la stagione balneare. Che miracolo è? L'ultima neve e il primo tuffo ravvicinati al punto da far pensare a una imprevista e curiosa stagione-ponte. Proprio nell'anno dei molti "ponti", guarda caso: i calcoli più ottimistici associano a dieci giorni festivi quasi un mese di vacanze. Fatto è che ieri la lunga penisola sembrava un paesaggio da realtà aumentata, una specie di Second Life dal vero: tuta da sci e bikini nelle stesse ore e a pochi chilometri di distanza. Ce n'è per tutti i gusti, gente!
Scegliete! Sembrava una filastrocca di Gianni Rodari: un gennaio col sole d'aprile, o viceversa.
Azzardo climatico, con sorpresa e imbarazzo della scelta. Siamo ossessionati dalle previsioni del tempo, dal caldo e dal freddo, come forse nessuno prima. Controlliamo il meteo anche quando non dobbiamo uscire. E questo al netto delle (opportune) preoccupazioni ambientali, come ci ricorda uno strepitoso saggio recente di Peter Moore, "La conquista della meteorologia" (Nutrimenti). A metà diciannovesimo secolo, il deputato londinese che annunciò alla Camera dei Comuni l'imminente possibilità di conoscere le condizioni atmosferiche delle successive ventiquattr'ore fu accolto da sonore risate. Un secolo e mezzo dopo, al cinema compare, col volto di Nicolas Cage, un malinconico uomo delle previsioni - "The Weather Man" - malvisto dal padre che trova il suo lavoro roba perfino troppo facilina. In verità, c'è sempre qualcuno che maledice il tempo (e chi ha l'ingrato compito di prevederlo). Ieri, sulla penisola italica, il "tempo perfetto" - da vacanza trasversale, quantomeno - aveva quasi l'aria di una generosa, spensierata, inattaccabile tregua.