Finalmente sola sul palcoscenico del mondo, padrona per una sera di quella Casa dove ha vissuto per quindici mesi come riluttante ostaggio dello straripante coniuge, Melania la ragazza delle colline slovene ha avuto il suo debutto in società. Con il pranzo di Stato per Emmanuel e Brigitte Macron, lo spettro triste della donna che dal gennaio del 2017 si aggira fra i troppi fantasmi di quella villotta bianca, dall'inarrivabile Jacqueline a Barbara Bush passata dalla vita ai ricordi, Melania Knavs in Trump è diventata protagonista.
È pura coincidenza, naturalmente, se la scomparsa della amatissima Barbara, la "First Nonna d'America" è avvenuta proprio nel giorno in cui Melania ha dovuto assumersi, prima al funerale disertato dal coniuge e poi nel ricevimento solenne ai Macron, quel ruolo ufficiale dal quale sembrava rifuggire, fino a zappettare per piantare alberelli con la corrispondente signora francese. Ma le coincidenze, piacciono a gio…
È pura coincidenza, naturalmente, se la scomparsa della amatissima Barbara, la "First Nonna d'America" è avvenuta proprio nel giorno in cui Melania ha dovuto assumersi, prima al funerale disertato dal coniuge e poi nel ricevimento solenne ai Macron, quel ruolo ufficiale dal quale sembrava rifuggire, fino a zappettare per piantare alberelli con la corrispondente signora francese. Ma le coincidenze, piacciono a gio…
Finalmente sola sul palcoscenico del mondo, padrona per una sera di quella Casa dove ha vissuto per quindici mesi come riluttante ostaggio dello straripante coniuge, Melania la ragazza delle colline slovene ha avuto il suo debutto in società. Con il pranzo di Stato per Emmanuel e Brigitte Macron, lo spettro triste della donna che dal gennaio del 2017 si aggira fra i troppi fantasmi di quella villotta bianca, dall'inarrivabile Jacqueline a Barbara Bush passata dalla vita ai ricordi, Melania Knavs in Trump è diventata protagonista.
È pura coincidenza, naturalmente, se la scomparsa della amatissima Barbara, la "First Nonna d'America" è avvenuta proprio nel giorno in cui Melania ha dovuto assumersi, prima al funerale disertato dal coniuge e poi nel ricevimento solenne ai Macron, quel ruolo ufficiale dal quale sembrava rifuggire, fino a zappettare per piantare alberelli con la corrispondente signora francese. Ma le coincidenze, piacciono a giornali e tv, raccontano storie facili da leggere e non è stata solo casualità se è andata lei da sola, al posto del marito assente, al funerale di Barbara Bush sedendo accanto all'aborrito (da Trump) Obama. È stata colta dalle telecamere mentre rideva a una battuta bisbigliata all'orecchio proprio da Obama. Una risatina breve, ma sincera, che avrà irritato Donald, marito che non sembra in grado di farla sorridere. Stiamo assistendo alla nascita di una First Lady e alla crescita di una donna.
La responsabilità del dinner ufficiale è sempre interamente delle signore, doppiamente sotto esame. La piega del lungo abito da sera o l'orlo della gonna indossata per ricevere i Macron nel pomeriggio, un poco sopra il ginocchio, ma non troppo per non umiliare la meno giovane Brigitte, gli spartiti scelti per l'Orchestra sinfonica nazionale per accompagnare il pasto e per le danze, i tacchi non troppo alti per non umiliare Emmanuel più cortino, tutto il ventaglio degli incubi e delle incombenze cade sulle spalle di una padrona di casa, quando la Casa è Bianca.
Ai mariti, protetti dalla politica che condanna o perdona tutto in funzione della simpatia di parte, sono concesse trasgressioni e gaffe, ma non a loro, che, per quanto vestite da grandi firme della haute couture, si presentano nude di fronte a maldicenze e giudizi ambosessi. Se fanno troppo, come Hillary Clinton, sono arrampicatrici ambiziose e invadenti. Se stanno nell'ombra, come Rosalynn Carter o Laura Bush o Melania, sono succubi confinate al ruolo di comprimarie. Laura Bush confessò di essere stata più nervosa e agitata alla vigilia del suo primo banchetto ufficiale che la notte prima del suo matrimonio e la povera Betty Ford non dimenticò mai l'espressione inorridita della Regina Elisabetta quando la banda dei Marines attaccò la musica allegra di The Lady is a Tramp, la signora è una barbona, in suo onore.
La ragazza venuta dall'Est ha trovato nella spettrale discrezione la propria difesa di moglie e di First Lady, assediata dal sabba di pornostar, conigliette, prostitute russe, sublimata nella feroce difesa della privacy del figlio Barron. La sua ridottissima gestualità, manifestata nel gioco della manina concessa o negata a Donald secondo la collera coniugale del giorno, le sta dando una popolarità superiore a quella del marito. Melania è il volto austero e lievemente triste di una Amministrazione che sconfina nel clownesco.
Per il menu, che sarebbe piaciuto a Ratatouille, aveva scelto la più sfacciata piaggeria francofila, tra gateau di formaggini di pecora, carré d'agneau con soubise di petits oignons, supreme al mandarino e vini francesi concedendo alla retorica dell'America First soltanto un po' di verdurine raccolte nell'orticello creato in cortile da Michelle Obama, perché il provincialismo gastronomico americano tende ancora verso la Francia. Ma i banchetti, per sua fortuna, passano. Il marito, che lei da soldatessa nel fortino della Casa Bianca dovrà accettare, rimane. Come potrebbe spiegarle bene Hillary Clinton, quelli sono più duri da digerire dei pranzi ufficiali.
È pura coincidenza, naturalmente, se la scomparsa della amatissima Barbara, la "First Nonna d'America" è avvenuta proprio nel giorno in cui Melania ha dovuto assumersi, prima al funerale disertato dal coniuge e poi nel ricevimento solenne ai Macron, quel ruolo ufficiale dal quale sembrava rifuggire, fino a zappettare per piantare alberelli con la corrispondente signora francese. Ma le coincidenze, piacciono a giornali e tv, raccontano storie facili da leggere e non è stata solo casualità se è andata lei da sola, al posto del marito assente, al funerale di Barbara Bush sedendo accanto all'aborrito (da Trump) Obama. È stata colta dalle telecamere mentre rideva a una battuta bisbigliata all'orecchio proprio da Obama. Una risatina breve, ma sincera, che avrà irritato Donald, marito che non sembra in grado di farla sorridere. Stiamo assistendo alla nascita di una First Lady e alla crescita di una donna.
La responsabilità del dinner ufficiale è sempre interamente delle signore, doppiamente sotto esame. La piega del lungo abito da sera o l'orlo della gonna indossata per ricevere i Macron nel pomeriggio, un poco sopra il ginocchio, ma non troppo per non umiliare la meno giovane Brigitte, gli spartiti scelti per l'Orchestra sinfonica nazionale per accompagnare il pasto e per le danze, i tacchi non troppo alti per non umiliare Emmanuel più cortino, tutto il ventaglio degli incubi e delle incombenze cade sulle spalle di una padrona di casa, quando la Casa è Bianca.
Ai mariti, protetti dalla politica che condanna o perdona tutto in funzione della simpatia di parte, sono concesse trasgressioni e gaffe, ma non a loro, che, per quanto vestite da grandi firme della haute couture, si presentano nude di fronte a maldicenze e giudizi ambosessi. Se fanno troppo, come Hillary Clinton, sono arrampicatrici ambiziose e invadenti. Se stanno nell'ombra, come Rosalynn Carter o Laura Bush o Melania, sono succubi confinate al ruolo di comprimarie. Laura Bush confessò di essere stata più nervosa e agitata alla vigilia del suo primo banchetto ufficiale che la notte prima del suo matrimonio e la povera Betty Ford non dimenticò mai l'espressione inorridita della Regina Elisabetta quando la banda dei Marines attaccò la musica allegra di The Lady is a Tramp, la signora è una barbona, in suo onore.
La ragazza venuta dall'Est ha trovato nella spettrale discrezione la propria difesa di moglie e di First Lady, assediata dal sabba di pornostar, conigliette, prostitute russe, sublimata nella feroce difesa della privacy del figlio Barron. La sua ridottissima gestualità, manifestata nel gioco della manina concessa o negata a Donald secondo la collera coniugale del giorno, le sta dando una popolarità superiore a quella del marito. Melania è il volto austero e lievemente triste di una Amministrazione che sconfina nel clownesco.
Per il menu, che sarebbe piaciuto a Ratatouille, aveva scelto la più sfacciata piaggeria francofila, tra gateau di formaggini di pecora, carré d'agneau con soubise di petits oignons, supreme al mandarino e vini francesi concedendo alla retorica dell'America First soltanto un po' di verdurine raccolte nell'orticello creato in cortile da Michelle Obama, perché il provincialismo gastronomico americano tende ancora verso la Francia. Ma i banchetti, per sua fortuna, passano. Il marito, che lei da soldatessa nel fortino della Casa Bianca dovrà accettare, rimane. Come potrebbe spiegarle bene Hillary Clinton, quelli sono più duri da digerire dei pranzi ufficiali.