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(ansa)

“Benevolenza critica”, la formula ideale della post-politica

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Sono giorni già confusi, ma ieri il governatore post-berlusconiano della Liguria Giovanni Toti - che l'ex premier Renzi chiamava "Gas Gas" come il topolino di Cenerentola - ha dato il suo bel contributo al caos mormorando per strada, in mezzo a una selva di microfoni, che la crisi si potrebbe sbloccare grazie a un'astensione "o benevola o critica, faccia lei".

Sennonché il duplice e forse perfino opposto connotato dell'astensione sfuma e scompare rispetto a quel "faccia lei". E' qui, nell'impersonale cortesia dell'espressione, che si rivela la Terza Repubblica del vuoto accelerato e dell'improvvisazione reticente.

Per questo ci si sente a disagio anche solo a rievocare antiche formule come le "convergenze parallele" o il "compromesso storico" che nei loro artefici, Moro e Berlinguer, suonarono all'altezza del dramma geopolitico italiano. Insieme a quella "non sfiducia" che un co…
Sono giorni già confusi, ma ieri il governatore post-berlusconiano della Liguria Giovanni Toti - che l'ex premier Renzi chiamava "Gas Gas" come il topolino di Cenerentola - ha dato il suo bel contributo al caos mormorando per strada, in mezzo a una selva di microfoni, che la crisi si potrebbe sbloccare grazie a un'astensione "o benevola o critica, faccia lei".

Sennonché il duplice e forse perfino opposto connotato dell'astensione sfuma e scompare rispetto a quel "faccia lei". E' qui, nell'impersonale cortesia dell'espressione, che si rivela la Terza Repubblica del vuoto accelerato e dell'improvvisazione reticente.

Per questo ci si sente a disagio anche solo a rievocare antiche formule come le "convergenze parallele" o il "compromesso storico" che nei loro artefici, Moro e Berlinguer, suonarono all'altezza del dramma geopolitico italiano. Insieme a quella "non sfiducia" che un consigliere di Andreotti, Luigi Cappugi, coniò per rendere più accettabile l'avvicinamento del Pci al governo nel 1975, l'elusiva e fumosa fantasia politichese elaborò in seguito "tavoli separati", "maggioranze variabili", "opposizione aperta", "astensioni reciproche" e "alleanze competitive". Eppure, perfino quel "disaccordo concordato" che Giovanni Galloni, la testa più lucida della Dc, s'inventò per tenere buono Bettino Craxi, aveva a che fare con le necessità, i contenuti e le prospettive di una politica basata sui partiti.

Mentre l'astensione "faccia lei" sembra rispondere solo a logiche di puro potere, padronale o di clan. Quello stesso, del resto, dal quale un bel giorno scaturì proprio Toti, sorridente in tuta bianca al balcone del Centro Benessere "Villa Paradiso", ultimo prodotto chiavi in mano del berlusconismo cortigiano nella sua fase più matura.

Questo non mette in causa il valore del personaggio, né la sua cauta, ma crescente autonomia di giudizio rispetto a Berlusconi, che tuttavia non gli mostrò il massimo rispetto la volta in cui, vai a sapere se con maggiore ingenuità o malizia, se ne uscì: "Tutto quello che tocco diventa famoso: guardate Dudù e Toti".

Poi, come nel costume della Seconda Repubblica, tutto prese a vorticare secondo schemi per lo più onirici nei quali senz'altro è compresa la scena del governatore ligure che con Brunetta e Romani inaugura la nuova pista per automobiline a scontro di Villa La Certosa. Critica o benevola che sia, l'ipotetica e caotica astensione butta sul più stralunato luna park.