Pietà per il Venezuela
Omero Ciai , di OMERO CIAIDa oggi Maduro è ufficialmente un dittatore azzoppato, isolato nel suo delirio, e al potere soltanto grazie all'appoggio di generali dell'esercito e polizia segreta che altrimenti dovrebbero essere in carcere insieme a lui per i crimini che hanno già commesso
I venezuelani hanno risposto alla farsa elettorale del dittatore Nicolás Maduro nell'unico modo in cui potevano farlo: disertando le urne. I dati diffusi dal Cne, il consiglio nazionale elettorale controllato dal regime, non hanno alcuna credibilità e, nonostante siano falsi, quel dichiarato 46% di votanti è molto al di sotto dell'affluenza di tutte le elezioni degli ultimi vent'anni. Ma non è questo il problema.
Da oggi Maduro è ufficialmente un dittatore azzoppato, isolato nel suo delirio, e al potere soltanto grazie all'appoggio di generali dell'esercito e polizia segreta che altrimenti dovrebbero essere in carcere insieme a lui per i crimini che hanno già commesso.
Hanno completamente distrutto un Paese sulla carta ricchissimo, viste le sue riserve di petrolio, governandolo non solo nell'incapacità più assoluta ma anche nella più incredibile corruzione. Il saccheggio delle risorse pubbl…
Da oggi Maduro è ufficialmente un dittatore azzoppato, isolato nel suo delirio, e al potere soltanto grazie all'appoggio di generali dell'esercito e polizia segreta che altrimenti dovrebbero essere in carcere insieme a lui per i crimini che hanno già commesso.
Hanno completamente distrutto un Paese sulla carta ricchissimo, viste le sue riserve di petrolio, governandolo non solo nell'incapacità più assoluta ma anche nella più incredibile corruzione. Il saccheggio delle risorse pubbl…
I venezuelani hanno risposto alla farsa elettorale del dittatore Nicolás Maduro nell'unico modo in cui potevano farlo: disertando le urne. I dati diffusi dal Cne, il consiglio nazionale elettorale controllato dal regime, non hanno alcuna credibilità e, nonostante siano falsi, quel dichiarato 46% di votanti è molto al di sotto dell'affluenza di tutte le elezioni degli ultimi vent'anni. Ma non è questo il problema.
Da oggi Maduro è ufficialmente un dittatore azzoppato, isolato nel suo delirio, e al potere soltanto grazie all'appoggio di generali dell'esercito e polizia segreta che altrimenti dovrebbero essere in carcere insieme a lui per i crimini che hanno già commesso.
Hanno completamente distrutto un Paese sulla carta ricchissimo, viste le sue riserve di petrolio, governandolo non solo nell'incapacità più assoluta ma anche nella più incredibile corruzione. Il saccheggio delle risorse pubbliche è stato compiuto senza sosta e senza alcuna vergogna. Motivo per cui la banda criminale che si è arroccata al governo non può cederlo senza temere per la propria incolumità e per i patrimoni illeciti che ha accumulato.
Da tempo quello venezuelano è uno scenario senza alcun controllo. E negli ultimi mesi l'evidenza della catastrofe - dall'esodo biblico alla iperinflazione galoppante (18mila percento), all'assenza di generi alimentari di prima necessità e di medicine - ha fatto pensare che il regime implodesse da solo sopraffatto dal suo fallimento. Dopo la lunga ondata di proteste, represse nella violenza con decine di morti, arresti e torture, della primavera di un anno fa, Maduro ha chiuso il parlamento legittimo creandone un altro a sua misura.
Ora si è anche rieletto con una farsa che indigna tutto il mondo - tranne i suoi imbarazzati alleati, da Pechino, a Mosca, all'Avana - ma non ha più molte vie d'uscita. Neppure l'aumento del prezzo del petrolio può salvarlo perché nella gestione dissennata della holding di Stato, Pdvsa, la produzione di greggio è crollata al livello più basso da trent'anni.
Può solo continuare a seminare fame e terrore trascinando il Paese in un medioevo ancora più allucinante di quello che già ha creato.
Da oggi Maduro è ufficialmente un dittatore azzoppato, isolato nel suo delirio, e al potere soltanto grazie all'appoggio di generali dell'esercito e polizia segreta che altrimenti dovrebbero essere in carcere insieme a lui per i crimini che hanno già commesso.
Hanno completamente distrutto un Paese sulla carta ricchissimo, viste le sue riserve di petrolio, governandolo non solo nell'incapacità più assoluta ma anche nella più incredibile corruzione. Il saccheggio delle risorse pubbliche è stato compiuto senza sosta e senza alcuna vergogna. Motivo per cui la banda criminale che si è arroccata al governo non può cederlo senza temere per la propria incolumità e per i patrimoni illeciti che ha accumulato.
Da tempo quello venezuelano è uno scenario senza alcun controllo. E negli ultimi mesi l'evidenza della catastrofe - dall'esodo biblico alla iperinflazione galoppante (18mila percento), all'assenza di generi alimentari di prima necessità e di medicine - ha fatto pensare che il regime implodesse da solo sopraffatto dal suo fallimento. Dopo la lunga ondata di proteste, represse nella violenza con decine di morti, arresti e torture, della primavera di un anno fa, Maduro ha chiuso il parlamento legittimo creandone un altro a sua misura.
Ora si è anche rieletto con una farsa che indigna tutto il mondo - tranne i suoi imbarazzati alleati, da Pechino, a Mosca, all'Avana - ma non ha più molte vie d'uscita. Neppure l'aumento del prezzo del petrolio può salvarlo perché nella gestione dissennata della holding di Stato, Pdvsa, la produzione di greggio è crollata al livello più basso da trent'anni.
Può solo continuare a seminare fame e terrore trascinando il Paese in un medioevo ancora più allucinante di quello che già ha creato.