Il governo del popolo comincia in salotto. Feluche, brasseur d'affaires, membri della Trilateral, curricula che si confondono con quelli del governo Monti, per dire l'esecutivo che, per voto unanime, riuscì a raggiungere il più alto tasso di poteri forti dell'Italia repubblicana (e forse anche di quella monarchica). Naturalmente il nuovo governo grillo-masso-leghista (dove "Masso" sta per Giampiero Massolo, candidato al ministero degli Esteri) si presenta proprio come l'alternativa ad anni di dominio di lorsignori, di gabinetti succubi dei circoli della finanza europea, degli gnomi di Zurigo e di Francoforte. Tre giorni fa è toccato a Di Maio annunciare "un governo amico del popolo" (e tutti ad affondare il pugnale dell'ironia come Charlotte Corday). Lo stesso Di Maio, domenica sera, in quello che passerà alla storia come il discorso di Silvi Marina, ha garantito che il prossimo esecutivo nascerà "senza co…
Il governo del popolo comincia in salotto. Feluche, brasseur d'affaires, membri della Trilateral, curricula che si confondono con quelli del governo Monti, per dire l'esecutivo che, per voto unanime, riuscì a raggiungere il più alto tasso di poteri forti dell'Italia repubblicana (e forse anche di quella monarchica). Naturalmente il nuovo governo grillo-masso-leghista (dove "Masso" sta per Giampiero Massolo, candidato al ministero degli Esteri) si presenta proprio come l'alternativa ad anni di dominio di lorsignori, di gabinetti succubi dei circoli della finanza europea, degli gnomi di Zurigo e di Francoforte. Tre giorni fa è toccato a Di Maio annunciare "un governo amico del popolo" (e tutti ad affondare il pugnale dell'ironia come Charlotte Corday). Lo stesso Di Maio, domenica sera, in quello che passerà alla storia come il discorso di Silvi Marina, ha garantito che il prossimo esecutivo nascerà "senza compromessi, senza cedere a nessun potere forte, senza alcun contratto al ribasso".
Deve essere per queste ragioni che si sta contattando in queste ore Pasquale Salzano, possibile ministro della Difesa. Difficile che il nostro raggiunga Palazzo Chigi in tram o addirittura a piedi, come un Fico qualsiasi. Arriverà infatti da Doha dove attualmente guida l'ambasciata italiana. Un posto che si è conquistato per gli ottimi rapporti con il mondo arabo quando era vicepresidente e direttore degli affari istituzionali dell'Eni in Libia. Poteri debolissimi, come si vede, che le canteranno chiare alle oligarchie mondiali.
Non arriva dai bar dello Zen di Palermo nemmeno Giampiero Massolo, candidato al ministero degli Esteri. Capo della segreteria particolare di Berlusconi nel 1994, diventa, nel 2012, direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, organismo di coordinamento dei servizi segreti, certamente uno dei più amati dai centri sociali dello Stivale e da quanti propugnano una rivolta "dal basso", come si dice oggi. È ben vero che Massolo ha lasciato l'incarico tra le barbe finte nell'aprile del 2016. Ma non per aderire, come si potrebbe credere, a una onlus impegnata nel soccorso ai migranti. Piuttosto per sbarcare alla guida della Fincantieri, gioiello della cantieristica mondiale, navi da crociera e militari da vendere in tutto il mondo. Massolo, un potere debole che si insinua tra i poteri forti per scardinarli dall'interno? "Dobbiamo entrare nella Duma revisionista di Pietroburgo", suggeriva Lenin ai bolscevichi un po' più di cent'anni fa. Massolo dev'essere bravo a insinuarsi. Risulta infatti infiltrato, come agente del popolo che combatte le oligarchie, anche nel Comitato esecutivo di Aspen Institute e nel gruppo italiano della Commissione Trilaterale, fondata nel 1973 da due autentici amici delle masse proletarie come David Rockefeller ed Henry Kissinger. "Quando la politica non funziona - spiegava due anni fa un servizio di Report - allora diventa tecnica, una parola che non abbiamo inventato noi ma è comparsa al mondo una quarantina di anni fa con la Trilateral". Tra i tecnocrati il servizio prendeva di mira Mario Monti, ma oggi si potrebbe aggiornarlo.
Inutile dire dei meriti che si è conquistato nelle periferie colpite dalla crisi economica Paolo Savona, già ministro dell'Industria del governo Ciampi. Ha combattuto a fianco del popolo come amministratore delegato della Banca Nazionale del Lavoro e come presidente di Impregilo, Gemina, Aeroporti di Roma e del Consorzio Venezia Nuova. Dal Ponte sullo Stretto al Mose, tanto per fare l'esempio di due opere care a Di Maio. È chiaro che, con questi personaggi nella stanza dei bottoni, i poteri forti stanno davvero tremando. Ma è giusto che sia così. È l'ora della rivincita degli sfruttati. "Quando il popolo si desta - scriveva Goffredo Mameli - Dio si mette alla sua testa, la sua folgore gli dà".
Deve essere per queste ragioni che si sta contattando in queste ore Pasquale Salzano, possibile ministro della Difesa. Difficile che il nostro raggiunga Palazzo Chigi in tram o addirittura a piedi, come un Fico qualsiasi. Arriverà infatti da Doha dove attualmente guida l'ambasciata italiana. Un posto che si è conquistato per gli ottimi rapporti con il mondo arabo quando era vicepresidente e direttore degli affari istituzionali dell'Eni in Libia. Poteri debolissimi, come si vede, che le canteranno chiare alle oligarchie mondiali.
Non arriva dai bar dello Zen di Palermo nemmeno Giampiero Massolo, candidato al ministero degli Esteri. Capo della segreteria particolare di Berlusconi nel 1994, diventa, nel 2012, direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, organismo di coordinamento dei servizi segreti, certamente uno dei più amati dai centri sociali dello Stivale e da quanti propugnano una rivolta "dal basso", come si dice oggi. È ben vero che Massolo ha lasciato l'incarico tra le barbe finte nell'aprile del 2016. Ma non per aderire, come si potrebbe credere, a una onlus impegnata nel soccorso ai migranti. Piuttosto per sbarcare alla guida della Fincantieri, gioiello della cantieristica mondiale, navi da crociera e militari da vendere in tutto il mondo. Massolo, un potere debole che si insinua tra i poteri forti per scardinarli dall'interno? "Dobbiamo entrare nella Duma revisionista di Pietroburgo", suggeriva Lenin ai bolscevichi un po' più di cent'anni fa. Massolo dev'essere bravo a insinuarsi. Risulta infatti infiltrato, come agente del popolo che combatte le oligarchie, anche nel Comitato esecutivo di Aspen Institute e nel gruppo italiano della Commissione Trilaterale, fondata nel 1973 da due autentici amici delle masse proletarie come David Rockefeller ed Henry Kissinger. "Quando la politica non funziona - spiegava due anni fa un servizio di Report - allora diventa tecnica, una parola che non abbiamo inventato noi ma è comparsa al mondo una quarantina di anni fa con la Trilateral". Tra i tecnocrati il servizio prendeva di mira Mario Monti, ma oggi si potrebbe aggiornarlo.
Inutile dire dei meriti che si è conquistato nelle periferie colpite dalla crisi economica Paolo Savona, già ministro dell'Industria del governo Ciampi. Ha combattuto a fianco del popolo come amministratore delegato della Banca Nazionale del Lavoro e come presidente di Impregilo, Gemina, Aeroporti di Roma e del Consorzio Venezia Nuova. Dal Ponte sullo Stretto al Mose, tanto per fare l'esempio di due opere care a Di Maio. È chiaro che, con questi personaggi nella stanza dei bottoni, i poteri forti stanno davvero tremando. Ma è giusto che sia così. È l'ora della rivincita degli sfruttati. "Quando il popolo si desta - scriveva Goffredo Mameli - Dio si mette alla sua testa, la sua folgore gli dà".