Se le vittime del “golpe” occupano la televisione
Antonio Dipollina , di Antonio Dipollina
Occupy televisione, tutta, preferibilmente quella pop. Mattarella viene trattato da golpista dalla coppia Di Maio-Salvini e a quel punto, come in una contromossa di puro golpismo, si va a occupare la tv. Un duo scatenato, con momento clou da Barbara D’Urso nel suo Pomeriggio 5.
Prima Di Maio, poi a seguire Salvini: con una D’Urso felice che chiudeva la doppia performance vantandosi di aver retto benissimo la situazione. Si era reduci, peraltro, dall’incredibile parentesi con Di Maio al telefono da Fabio Fazio domenica sera: inaspettato, con Fazio disorientato, in difficoltà, remissivo e per nulla convinto che alla fine cerca di uscirne con una battuta: "Stop alle telefonate". Una sventagliata di dichiarazioni come reazione furiosa dei due leader al fallito tentativo di Conte e, soprattutto, a Mattarella diventato punto di riferimento assoluto. I due hanno deciso in poche ore di capovolgere la narrazione, ovunque.
Ovviamente sempre a tu per tu solo …
Prima Di Maio, poi a seguire Salvini: con una D’Urso felice che chiudeva la doppia performance vantandosi di aver retto benissimo la situazione. Si era reduci, peraltro, dall’incredibile parentesi con Di Maio al telefono da Fabio Fazio domenica sera: inaspettato, con Fazio disorientato, in difficoltà, remissivo e per nulla convinto che alla fine cerca di uscirne con una battuta: "Stop alle telefonate". Una sventagliata di dichiarazioni come reazione furiosa dei due leader al fallito tentativo di Conte e, soprattutto, a Mattarella diventato punto di riferimento assoluto. I due hanno deciso in poche ore di capovolgere la narrazione, ovunque.
Ovviamente sempre a tu per tu solo …
Occupy televisione, tutta, preferibilmente quella pop. Mattarella viene trattato da golpista dalla coppia Di Maio-Salvini e a quel punto, come in una contromossa di puro golpismo, si va a occupare la tv. Un duo scatenato, con momento clou da Barbara D’Urso nel suo Pomeriggio 5.
Prima Di Maio, poi a seguire Salvini: con una D’Urso felice che chiudeva la doppia performance vantandosi di aver retto benissimo la situazione. Si era reduci, peraltro, dall’incredibile parentesi con Di Maio al telefono da Fabio Fazio domenica sera: inaspettato, con Fazio disorientato, in difficoltà, remissivo e per nulla convinto che alla fine cerca di uscirne con una battuta: "Stop alle telefonate". Una sventagliata di dichiarazioni come reazione furiosa dei due leader al fallito tentativo di Conte e, soprattutto, a Mattarella diventato punto di riferimento assoluto. I due hanno deciso in poche ore di capovolgere la narrazione, ovunque.
Ovviamente sempre a tu per tu solo coi conduttori – e se era la D’Urso meglio ancora – mai un confronto con un avversario. Ieri sera, poi, coi palinsesti che saltavano in aria e tre talk show in contemporanea (Canale 5, Raitre, Mentana su La7) si è proseguito a lungo: e curiosamente Di Maio e Salvini hanno insistito su Mediaset, presentandosi ancora in coppia alternata al Matrix di Canale 5 (prevedibili ora ipotesi a mille su cosa sta pensando Berlusconi). Su tutto, una solare evidenza: Di Maio e Salvini potevano operare scorribande in assoluta mancanza di opposizione. L’attacco dei due era su Mattarella, che non poteva certo presentarsi in studio a replicare: però quando Di Maio dalla D’Urso ha svelato di aver proposto nomi alternativi a Paolo Savona, in tempi brevi è partita una smentita secca dal Quirinale.
Ma a quel punto il leader pentastellato se n’era andato, ed era entrato Salvini. E alla lettura del comunicato di Mattarella ha replicato “Non so, io non c’ero”. E lì da parte della D’Urso è mancato un minimo di puntualizzazione (del genere: scusi, che diavolo sta dicendo?). Soprattutto non si è avvertita una presenza massiccia di politici per difendere le ragioni del Presidente. Caso limite le parole di Barbara D’Urso: “Aspettavamo qui in studio Piero Fassino ma è rimasto imbottigliato nel traffico”.
Sono giornate di caos totale. Da Giletti, domenica sera, (record di ascolti) c’è stata anche Giorgia Meloni al telefono: sul più bello si è sentito strillare, era la figlia meno che duenne che reclamava la mamma e così l’attacco a Mattarella della leader si è un po’ sfarinato. Un quadro, insomma, che riflette il momento. E potrebbe durare mesi, detto con ottimismo.
Prima Di Maio, poi a seguire Salvini: con una D’Urso felice che chiudeva la doppia performance vantandosi di aver retto benissimo la situazione. Si era reduci, peraltro, dall’incredibile parentesi con Di Maio al telefono da Fabio Fazio domenica sera: inaspettato, con Fazio disorientato, in difficoltà, remissivo e per nulla convinto che alla fine cerca di uscirne con una battuta: "Stop alle telefonate". Una sventagliata di dichiarazioni come reazione furiosa dei due leader al fallito tentativo di Conte e, soprattutto, a Mattarella diventato punto di riferimento assoluto. I due hanno deciso in poche ore di capovolgere la narrazione, ovunque.
Ovviamente sempre a tu per tu solo coi conduttori – e se era la D’Urso meglio ancora – mai un confronto con un avversario. Ieri sera, poi, coi palinsesti che saltavano in aria e tre talk show in contemporanea (Canale 5, Raitre, Mentana su La7) si è proseguito a lungo: e curiosamente Di Maio e Salvini hanno insistito su Mediaset, presentandosi ancora in coppia alternata al Matrix di Canale 5 (prevedibili ora ipotesi a mille su cosa sta pensando Berlusconi). Su tutto, una solare evidenza: Di Maio e Salvini potevano operare scorribande in assoluta mancanza di opposizione. L’attacco dei due era su Mattarella, che non poteva certo presentarsi in studio a replicare: però quando Di Maio dalla D’Urso ha svelato di aver proposto nomi alternativi a Paolo Savona, in tempi brevi è partita una smentita secca dal Quirinale.
Ma a quel punto il leader pentastellato se n’era andato, ed era entrato Salvini. E alla lettura del comunicato di Mattarella ha replicato “Non so, io non c’ero”. E lì da parte della D’Urso è mancato un minimo di puntualizzazione (del genere: scusi, che diavolo sta dicendo?). Soprattutto non si è avvertita una presenza massiccia di politici per difendere le ragioni del Presidente. Caso limite le parole di Barbara D’Urso: “Aspettavamo qui in studio Piero Fassino ma è rimasto imbottigliato nel traffico”.
Sono giornate di caos totale. Da Giletti, domenica sera, (record di ascolti) c’è stata anche Giorgia Meloni al telefono: sul più bello si è sentito strillare, era la figlia meno che duenne che reclamava la mamma e così l’attacco a Mattarella della leader si è un po’ sfarinato. Un quadro, insomma, che riflette il momento. E potrebbe durare mesi, detto con ottimismo.