Lo spoils system e il fuoco ai fienili
Fabio Bogo , di FABIO BOGO
Lo spoils system è la prassi politica in base alla quale chi vince le elezioni cambia gli alti dirigenti della pubblica amministrazione, scegliendo uomini a se vicini. È un meccanismo legittimo, che il governo gialloverde sta per applicare per Cdp, vertici tecnici del ministero dell'economia, società controllate i cui cda sono in scadenza. Se lo spoils system non genera perplessità, diverso è invece il caso di altri interventi annunciati dal governo, per alcuni dei quali c'è il fondato sospetto che siano stati elaborati per compiacere la platea di fronte alla quale sono stati sommariamente illustrati, con grandi rischi. È il caso del Fisco. All'assemblea di Confcommercio, il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio ha infiammato la platea annunciando l'addio a redditometro, studi di settore e spesometro. Peccato che i primi due già non ci siano più, e che l'ultimo sia in via di p…
Lo spoils system è la prassi politica in base alla quale chi vince le elezioni cambia gli alti dirigenti della pubblica amministrazione, scegliendo uomini a se vicini. È un meccanismo legittimo, che il governo gialloverde sta per applicare per Cdp, vertici tecnici del ministero dell'economia, società controllate i cui cda sono in scadenza. Se lo spoils system non genera perplessità, diverso è invece il caso di altri interventi annunciati dal governo, per alcuni dei quali c'è il fondato sospetto che siano stati elaborati per compiacere la platea di fronte alla quale sono stati sommariamente illustrati, con grandi rischi. È il caso del Fisco. All'assemblea di Confcommercio, il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio ha infiammato la platea annunciando l'addio a redditometro, studi di settore e spesometro. Peccato che i primi due già non ci siano più, e che l'ultimo sia in via di progressiva sostituzione con la fatturazione elettronica. Ovazione anche all'annuncio che i commercianti sono tutti onesti e che l'onere della prova sull'evasione fiscale verrà invertito. Cosa questo significhi non è chiaro, dal momento che lo Stato che si muove contro un evasore lo fa proprio sulla base di prove, costituite da violazioni che ritiene di aver accertato. Poi c'è il caso dei controlli, che verrebbero garantiti grazie all'unificazione di tutte le banche dati. L'idea in realtà non ha mai avuto grande popolarità in casa 5Stelle. All'avvio del data-base dell'anagrafe tributaria, il cosiddetto Serpico, Beppe Grillo aveva così commentato: "Ogni transazione dei nostri conti correnti verrà esaminata, è un passo verso la repubblica dei Soviet". E infine la pace fiscale. Che si lancia, in modo perlomeno imprudente, mentre è ancora aperta la rottamazione delle cartelle, i cui potenziali incassi sono già stati messi a bilancio. Ma di argomenti per raccogliere ancora consenso ce ne sono molti altri, nella logica della campagna elettorale permanente che ha preso piede. E qui a farne le spese sono le banche. È il premier Giuseppe Conte stavolta a spiegare che ci sarà una revisione della riforma delle banche di credito cooperativo e delle popolari. La prima spinge ad aggregazioni tra i tanti microistituti, la seconda cambia il regime in spa. Plaude l'Assopopolari: tornerebbe il credito al territorio. Che dà consenso. Attenti: la trasformazione in spa è stata la riforma che ha scoperchiato il malaffare di Popolare Vicenza e Veneto Banca. Due banche di famiglia, legate al territorio. Conte chieda in zona agli azionisti rovinati se ne sentono la mancanza. Spoils system non significa dare fuoco al fienile.