BRUXELLES. "Alzare la voce paga", afferma trionfante Matteo Salvini dopo che la Spagna ha accettato di far attraccare nei suoi porti l'Aquarius. Ma il ministro degli Interni potrebbe aver sbagliato i calcoli. Madrid ha ceduto al ricatto italiano per fregiarsi di fronte ai suoi elettori di avere evitato una potenziale crisi umanitaria, con il nuovo governo del socialista Pedro Sanchez che ha scelto di usare l'odissea dei 629 migranti lasciati a mollo in mezzo al Mediterraneo per segnare una forte discontinuità rispetto a quello del suo predecessore, il popolare Mariano Rajoy, che aveva schierato il Paese iberico sul fronte anti solidarietà.
Ma non è detto che a lungo andare i partner Ue cedano ancora di fronte alla pistola alla tempia puntata dall'Italia gialloverde. Anzi, tradizione vuole che davanti agli atti di forza i leader europei si chiudano per non perdere la faccia di fronte alla propria opinione pubblica, per non mostrarsi cedevoli quando un partner, a torto o a ragione, fa la voce grossa. Fino ad oggi Juncker, Merkel e Macron hanno sostenuto Roma, ma continueranno a farlo di fronte all'azzardo leghista? In Europa, esperienza insegna, si negozia bisbigliando, portando idee e tessendo alleanze dietro alle quinte per presentarsi ai grandi vertici con una soluzione in tasca o quanto meno forti dell'appoggio di un solido schieramento di governi. Ed è anche questo capitolo, quello delle alleanze, a segnalare un'altra falla nella strategia del leader del Carroccio: come spera di trovare una soluzione europea ai flussi migratori se ha già identificato come partner privilegiati i paesi dell'Est - quel gruppo di Visegrad composto da Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca - e l'Austria della destra di Sebastian Kurz? Sono proprio loro ad avere affondato ogni ricetta comune nella gestione dei flussi migratori proposta da Bruxelles e sostenuta da Berlino per venire incontro alla sacrosanta richiesta italiana di solidarietà.
Oggi al leader della Lega è andata bene, ma se domani ci dovessero essere incidenti, nuove morti nel Canale di Sicilia nel nome di un cinico azzardo diplomatico, Salvini avrà ancora il coraggio di alzare la voce con l'abituale spavalderia? Nessuno di noi vuole correre il rischio di dover rispondere a un simile interrogativo. Già da adesso possiamo affermare che le ruspe in acqua affondano, che quando si parla di donne e bambini in mare andrebbero lasciate in garage.
Ma non è detto che a lungo andare i partner Ue cedano ancora di fronte alla pistola alla tempia puntata dall'Italia gialloverde. Anzi, tradizione vuole che davanti agli atti di forza i leader europei si chiudano per non perdere la faccia di fronte alla propria opinione pubblica, per non mostrarsi cedevoli quando un partner, a torto o a ragione, fa la voce grossa. Fino ad oggi Juncker, Merkel e Macron hanno sostenuto Roma, ma continueranno a farlo di fronte all'azzardo leghista? In Europa, esperienza insegna, si negozia bisbigliando, portando idee e tessendo alleanze dietro alle quinte per presentarsi ai grandi vertici con una soluzione in tasca o quanto meno forti dell'appoggio di un solido schieramento di governi. Ed è anche questo capitolo, quello delle alleanze, a segnalare un'altra falla nella strategia del leader del Carroccio: come spera di trovare una soluzione europea ai flussi migratori se ha già identificato come partner privilegiati i paesi dell'Est - quel gruppo di Visegrad composto da Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca - e l'Austria della destra di Sebastian Kurz? Sono proprio loro ad avere affondato ogni ricetta comune nella gestione dei flussi migratori proposta da Bruxelles e sostenuta da Berlino per venire incontro alla sacrosanta richiesta italiana di solidarietà.
Oggi al leader della Lega è andata bene, ma se domani ci dovessero essere incidenti, nuove morti nel Canale di Sicilia nel nome di un cinico azzardo diplomatico, Salvini avrà ancora il coraggio di alzare la voce con l'abituale spavalderia? Nessuno di noi vuole correre il rischio di dover rispondere a un simile interrogativo. Già da adesso possiamo affermare che le ruspe in acqua affondano, che quando si parla di donne e bambini in mare andrebbero lasciate in garage.