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(ansa)

I tre gol di Ronaldo e il peso di Diego Costa: la Spagna resta tra le favorite

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Cristiano Ronaldo pareggia quasi da solo una partita che la Spagna pensava di aver vinto, e lo avrebbe meritato, tutto sommato. Sarà per questo che gli spagnoli, alla fine, piangono come se avessero perso, e i portoghesi festeggiano come avessero vinto. Per tutti i compagni l'abbraccio di CR7, da vero capitano. Capace, aggiungo, di non farsi condizionare dai problemi giudiziari legati al fisco. In realtà, ieri a Sochi si decidevano i primi due posti del girone, attualmente guidato dall'Iran. Sulla Spagna lo scossone che ha tolto dalla panchina Lopetegui. L'arrivo di Hierro non sembra aver inciso sulle abitudini di una squadra che gioca a memoria, ma che nel primo tempo mostra incertezze gravi e concede troppo spazio al contropiede del Portogallo. Avviato da CR7 con deliziosi tocchi al volo, ma Guedes non ne azzecca una.

Se torniamo ai tre gol di CR7, il primo è su rigore che forse non c'era (il Var, zitto), ma calciato bene. Il secondo è un…
Cristiano Ronaldo pareggia quasi da solo una partita che la Spagna pensava di aver vinto, e lo avrebbe meritato, tutto sommato. Sarà per questo che gli spagnoli, alla fine, piangono come se avessero perso, e i portoghesi festeggiano come avessero vinto. Per tutti i compagni l'abbraccio di CR7, da vero capitano. Capace, aggiungo, di non farsi condizionare dai problemi giudiziari legati al fisco. In realtà, ieri a Sochi si decidevano i primi due posti del girone, attualmente guidato dall'Iran. Sulla Spagna lo scossone che ha tolto dalla panchina Lopetegui. L'arrivo di Hierro non sembra aver inciso sulle abitudini di una squadra che gioca a memoria, ma che nel primo tempo mostra incertezze gravi e concede troppo spazio al contropiede del Portogallo. Avviato da CR7 con deliziosi tocchi al volo, ma Guedes non ne azzecca una.

Se torniamo ai tre gol di CR7, il primo è su rigore che forse non c'era (il Var, zitto), ma calciato bene. Il secondo è un regalo di De Gea, una di quelle papere che tagliano le gambe alla squadra. Il terzo, una punizione splendida dal limite, ma Piqué poteva evitare di intervenire a quel modo. Anche sul primo pareggio di Diego Costa Rocchi ha lasciato qualche dubbio, l'attaccante toglie Pepe dall'azione e aggiunge pepe ai commenti. Per l'addetto al Var, tutto regolare.

Il Portogallo, campione europeo in carica, non dimentichiamolo, gioca al solito modo: molto chiuso, cercando di interrompere le azioni avversarie prima degli ultimi 20 metri, e in questo trova il tacito accordo della Spagna fin troppo manovriera, con la luminosa eccezione del gran gol da fuori di Nacho. La Spagna sfonda spesso a sinistra, grazie all'estro di Isco e Iniesta, che non tiene più i 90'. Quei 70' che gioca, però, sono all'altezza dei ricordi migliori. Se qualcosa si può rimproverare a Hierro è la prematura sostituzione di Diego Costa, una sciagura quando non è in serata, ma non è il caso di ieri. È il solo attaccante di peso di cui dispone la Spagna, e non può essere già stanco. Un po' di riposo Hierro poteva concederglielo con Iran e Marocco, ieri il cambio sapeva più di paura che di saggezza.

Si disputeranno il primato a suon di gol contro le due più deboli. Il Portogallo è esattamente quello che ci si aspettava e sarà, quale che sia il suo cammino, uno scomodissimo compagno di viaggio. Di quelli, per usare un'espressione gergale, che se gli dai una mano ti prendono tutto il braccio. La Spagna, per quanto frenata e delusa da questo pareggio, merita di restare nel mazzetto delle favorite. Non sempre avrà contro CR7, non sempre De Gea sarà la caricatura di un portiere