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(lapresse)

Il sentiero stretto della riforma di Francesco

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Francesco ha parlato al forum delle famiglie, ambiente nel quale è stato vistoso il malumore per il modo in cui il Papa ha parlato delle coppie divorziate e delle persone gay e lesbiche. Il Papa ha detto che la "immagine" di Dio rappresentata dalla diversità "maschio-femmina" è quella che per lui merita il nome di "famiglia" (termine non biblico e invero un po' scivoloso): qualcuno si sarà chiesto se era un arretramento o un'ingenua concessione ai suoi catto - detrattori che battono con immorale disinvoltura questi temi. In realtà, il discorso di ieri mostra come il sentiero della riforma di Francesco sia stretto.

Da un lato, c'è infatti chi imputa a lui lentezze e contraddizioni, quasi che la Chiesa cattolica fosse una sorta di multinazionale del religioso in cui all'amministratore delegato si imputa tutto e dal quale si pretendono risposte miracolistico-manageriali ai tanti guai che la affliggon…
Francesco ha parlato al forum delle famiglie, ambiente nel quale è stato vistoso il malumore per il modo in cui il Papa ha parlato delle coppie divorziate e delle persone gay e lesbiche. Il Papa ha detto che la "immagine" di Dio rappresentata dalla diversità "maschio-femmina" è quella che per lui merita il nome di "famiglia" (termine non biblico e invero un po' scivoloso): qualcuno si sarà chiesto se era un arretramento o un'ingenua concessione ai suoi catto - detrattori che battono con immorale disinvoltura questi temi. In realtà, il discorso di ieri mostra come il sentiero della riforma di Francesco sia stretto.

Da un lato, c'è infatti chi imputa a lui lentezze e contraddizioni, quasi che la Chiesa cattolica fosse una sorta di multinazionale del religioso in cui all'amministratore delegato si imputa tutto e dal quale si pretendono risposte miracolistico-manageriali ai tanti guai che la affliggono. Dall'altro, c'è chi aspetta che dal profluvio di parole bergogliane esca la frasina da cui dedurre che, sotto sotto, il magistero degli ultimi due secoli, ossessionato dalla "modernità", non si è davvero modificato: e un ritornello banale e malizioso (il Papa "è fedele alla dottrina") viene enunciato per appannare la testimonianza di un Papa che vede il vangelo aprire strade e processi, non implementare regolamenti teologici. Gli uni e gli altri, comunque, condividono un'idea ingenua di "riforma". Come se la riforma della Chiesa dovesse procedere in modo esponenziale, e si dimostrerà o vera o eretica quando il Papa dirà qualcosa di strampalato. Il che non accadrà.

La riforma di Francesco non si misura con attese e astrazioni: ma col cammino della Chiesa nel tempo, che genera attriti ed urti che il vescovo di Roma deve ricondurre ad unità senza politicismi, in una solitudine istituzionale crescente.

Specie in questo momento in cui è in corso un cambio cruciale nella macchina curiale con la scelta del nuovo sostituto. E in una fase nella quale la Chiesa italiana, davanti alla Machtergreifung (presa di potere) salviniana, si è contratta nell'afasia: come se ci volesse il Papa per dire che chi tratta i povericristi come la Madonna incinta per cui "non c'era posto" può dimenticarsi il rosario in treno; come se ci volesse il Papa per chiedere ai faccendieri che si affaccendano per evitare la "irrilevanza" della Chiesa, in quale vangelo se ne parla.

Francesco non si misura per arretramenti o avanzamenti: ma capendo che per lui la riforma è tale se porta sul sentiero del rinnovamento la Chiesa tutta, la Chiesa una.