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Azzardo online, ecco il regalo del fisco

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Lo Stato concede al gioco via web di pagare un'imposta 30 volte inferiore all'aliquota Irpef di chi percepisce redditi 
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Pressoché ovunque il fisco segue un principio logico: le tasse più pesanti gravano su ciò che ha il maggior impatto sociale, anche dal lato sanitario. Per la ragione ovvia di dissuadere i consumi più nocivi e anche compensare i costi per la collettività delle relative conseguenze. C'è però nella nostra Italia una significativa eccezione, che illustra bene un numero: nei primi cinque mesi di quest'anno il fisco ha incassato 71 milioni di euro dal gioco d'azzardo online. E 71 milioni non rappresentano che lo 0,75 per cento di un giro d'affari pari a 9 miliardi e 478 milioni. Che cresce continuamente a tassi mostruosi. Nel periodo gennaio-maggio di quest'anno è salito di quasi il 18 per cento rispetto al 2017, ed è ormai un fenomeno incontrollato.

Certamente, nel variopinto mondo del gioco d'azzardo, costituisce la parte più sensibile socialmente: sia per le dimensioni che ormai ha raggiunto, s…
Pressoché ovunque il fisco segue un principio logico: le tasse più pesanti gravano su ciò che ha il maggior impatto sociale, anche dal lato sanitario. Per la ragione ovvia di dissuadere i consumi più nocivi e anche compensare i costi per la collettività delle relative conseguenze. C'è però nella nostra Italia una significativa eccezione, che illustra bene un numero: nei primi cinque mesi di quest'anno il fisco ha incassato 71 milioni di euro dal gioco d'azzardo online. E 71 milioni non rappresentano che lo 0,75 per cento di un giro d'affari pari a 9 miliardi e 478 milioni. Che cresce continuamente a tassi mostruosi. Nel periodo gennaio-maggio di quest'anno è salito di quasi il 18 per cento rispetto al 2017, ed è ormai un fenomeno incontrollato.

Certamente, nel variopinto mondo del gioco d'azzardo, costituisce la parte più sensibile socialmente: sia per le dimensioni che ormai ha raggiunto, sia per le sue caratteristiche. Al gioco online possono accedere tutti, anche i minorenni, a ogni ora del giorno e della notte. A differenza delle slot machine, per i computer, i tablet e gli smartphone non può esistere una distanza minima dai luoghi più critici, come le scuole. Né i sindaci hanno il potere, com'è avvenuto in alcuni casi, di porre limiti particolarmente rigidi, per la semplice ragione che tutto avviene nel mondo virtuale.

La crescita irresistibile del gioco d'azzardo online ha a che fare con queste considerazioni. E va da sé che proprio per le stesse considerazioni il rischio della ludopatia è più elevato che nel caso delle slot o di altre forme di gioco ossessivo, ma non virtuale. Ma c'è anche un altro aspetto che lascia sconcertati nell'atteggiamento di uno Stato che concede all'azzardo via web di pagare un'imposta trenta volte inferiore all'aliquota Irpef di chi percepisce redditi da fame. Sarebbe la motivazione: impedire che i giocatori emigrino sui siti stranieri illegali. Quando è noto che la base dei concessionari è proprio all'estero: Malta. Arrivati all'aeroporto della Valletta, il biglietto da visita di quell'isola in mezzo al Mediterraneo è dappertutto sulle pareti, invase letteralmente dalle pubblicità del gioco d'azzardo. Il 12 per cento del prodotto interno lordo maltese è costituito proprio dai proventi delle scommesse, in larghissima misura online.

Le società che si occupano di questo business sono centinaia, con circa 10 mila dipendenti. Perché Malta sia diventata in pochi anni la centrale di un affare tanto discutibile quanto redditizio è presto detto. Quell'isola distante appena un centinaio di chilometri dall'Italia, ha le caratteristiche perfette: è una specie di territorio franco in mezzo al Mediterraneo dove i movimenti finanziari godono della massima libertà e i controlli sono proporzionati alla riservatezza necessaria agli investitori che la ritengono elemento irrinunciabile. Soprattutto, è un Paese dell'Unione europea che fa parte dell'eurozona. Altro dettaglio fondamentale, alla luce di ciò che lì sta accadendo.

A Malta, attualmente governata dai laburisti, è oggi possibile acquistare la cittadinanza maltese, e quindi dell'Unione europea, semplicemente pagando. Una condizione paradisiaca per affaristi di tutto il mondo che hanno molto denaro. E magari anche pochi scrupoli.