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 L'autore del gol della vittoria tedesca Kroos e il ct Loew (ansa)

Una vittoria che può far cambiare il vento per la Germania

Un calcio di punizione di Kroos al 95' contro la Svezia tiene in corsa i tedeschi
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Sembrava un epilogo più triste del suono d'una sirena nella nebbia del porto d'Amburgo. La magna Germania, campione in carica, a casa. Ma i tedeschi, si sa, non mollano mai. Nemmeno sotto di un gol, e ringraziando Neuer che evita lo 0-2 negli sgoccioli del primo tempo. Nemmeno ridotti in 10, espulso Boateng. E, ridotti in 10, colpiscono un palo. C'erano tutti gli ingredienti per la Gotterdammerung pallonara. Ma c'era anche Kroos, colpevole per una palla persa all'origine dello 0-1, a segnare il 2-1 al quinto minuto di recupero. 

Ora non confondiamo l'emozione con la grandezza. La Germania ha sbagliato partita, nella prima metà. La Svezia ha impostato una difesa folta con veloce contropiede, sarei tentato di definirlo all'italiana (Italia di una volta). Squadra molto fisica e mediocre tecnicamente ha buon gioco (finché ha fiato) su una Germania migliorata rispetto alla sconfitta col Messico, ma ancora lontana dalle sue potenzialit&…
Sembrava un epilogo più triste del suono d'una sirena nella nebbia del porto d'Amburgo. La magna Germania, campione in carica, a casa. Ma i tedeschi, si sa, non mollano mai. Nemmeno sotto di un gol, e ringraziando Neuer che evita lo 0-2 negli sgoccioli del primo tempo. Nemmeno ridotti in 10, espulso Boateng. E, ridotti in 10, colpiscono un palo. C'erano tutti gli ingredienti per la Gotterdammerung pallonara. Ma c'era anche Kroos, colpevole per una palla persa all'origine dello 0-1, a segnare il 2-1 al quinto minuto di recupero. 

Ora non confondiamo l'emozione con la grandezza. La Germania ha sbagliato partita, nella prima metà. La Svezia ha impostato una difesa folta con veloce contropiede, sarei tentato di definirlo all'italiana (Italia di una volta). Squadra molto fisica e mediocre tecnicamente ha buon gioco (finché ha fiato) su una Germania migliorata rispetto alla sconfitta col Messico, ma ancora lontana dalle sue potenzialità. Löw presenta due novità in difesa (Hector e Rüdiger) e due più avanti (Rudy e Reus). La difesa continua a essere poco protetta: prima del gol di Toivonen, Neuer ha rischiato due volte e due volte l'arbitro ha fatto notevoli sconti ai tedeschi. Al 3' assolo di Forsberg, Müller lo trattiene a lungo e la fa franca: niente giallo. Al 12' Berg è lanciato verso la porta, Boateng lo rincorre e, dentro l'area, lo fa cedere. È, sarebbe, espulsione più rigore. Per Marciniak, nulla da segnalare. Per i Varlari, i templari del Var, nemmeno. Strano, o anche no. La Svezia sente odor di bruciato e raddoppia gli sforzi, segna e si difende.
Si difende troppo. Löw riparte levando Draxler per il totem Gomez. Che non fa gol, ma un po' di paura sì. E la squadra ci guadagna, perché il giovane Werner gli lascia il posto al centro, va a sinistra e da lì si rende molto utile: suo il cross per l'1-1 di Reus. Prima, la Germania attaccava in prevalenza sulla destra, col terzino Kimmich a fare l'ala. Stanchezza e paura salgono, negli svedesi. Nemmeno l'espulsione di Boateng li ricarica. 

La Germania, con la forza della disperazione, chiude con quattro punte e due mezze punte. Interessante Brandt, meriterebbe più spazio. Dietro, solo in due davanti a Neuer. 
Non è una squadra, è un'ondata che preme, preme, fino a quando ribalta il risultato. La vera Germania non c'è ancora, ma il vento è tornato alle sue spalle: le vittorie fanno dimenticare tante cose e a tante cose servono. A migliorarsi, per esempio. A stabilire se Müller è ancora determinante. A trovare un degno compare per Kroos. E a casa rischia di andare la Svezia, per la gioia di Ibrahimovic.