Genish e le acque turbolente di Tim
Fabio Bogo , di FABIO BOGO
Quando ha deciso di accettare l'incarico di amministratore delegato di Tim, probabilmente Amos Genish non immaginava che sarebbe stato così complicato e faticoso, né che la società telefonica sarebbe stata al centro di infiniti problemi. Un esempio? Tim ha appena chiuso con successo un accordo sindacale che permette uscite volontarie dei lavoratori in esubero. La Cassa integrazione straordinaria è stata tramutata in solidarietà difensiva, mentre grazie all'utilizzo dello strumento dei prepensionamenti ben 4.500 esuberi sono stati assorbiti senza drammi.
Sicuramente un successo. Nemmeno il tempo di incassare la soddisfazione, però, che subito tornano le nubi. Arriva Iliad e si scatena la polemica contro il nuovo gestore francese low cost, che usando schede prepagate distribuite con macchinette elettroniche modifica sensibilmente il parametro di accesso giovanile al prodotto. Genish non ci sta e accusa: "Questo sistema viola la leg…
Sicuramente un successo. Nemmeno il tempo di incassare la soddisfazione, però, che subito tornano le nubi. Arriva Iliad e si scatena la polemica contro il nuovo gestore francese low cost, che usando schede prepagate distribuite con macchinette elettroniche modifica sensibilmente il parametro di accesso giovanile al prodotto. Genish non ci sta e accusa: "Questo sistema viola la leg…
Quando ha deciso di accettare l'incarico di amministratore delegato di Tim, probabilmente Amos Genish non immaginava che sarebbe stato così complicato e faticoso, né che la società telefonica sarebbe stata al centro di infiniti problemi. Un esempio? Tim ha appena chiuso con successo un accordo sindacale che permette uscite volontarie dei lavoratori in esubero. La Cassa integrazione straordinaria è stata tramutata in solidarietà difensiva, mentre grazie all'utilizzo dello strumento dei prepensionamenti ben 4.500 esuberi sono stati assorbiti senza drammi.
Sicuramente un successo. Nemmeno il tempo di incassare la soddisfazione, però, che subito tornano le nubi. Arriva Iliad e si scatena la polemica contro il nuovo gestore francese low cost, che usando schede prepagate distribuite con macchinette elettroniche modifica sensibilmente il parametro di accesso giovanile al prodotto. Genish non ci sta e accusa: "Questo sistema viola la legge Pisanu sui requisiti antiterrorismo".
In attesa che qualcuno si pronunci (e i tempi non si profilano brevi) Iliad mangia quote di mercato a Tim e agli altri concorrenti, proprio mentre l'ex incumbent è alle prese con un difficile piano industriale che probabilmente dovrà limare su fronte dei ricavi. Ingoiato il rospo, Genish cerca di trovare l'equilibrio in un cda che vede un presidente espresso dal fondo Elliott, avversario dell'azionista di maggioranza Vivendi. Ma mentre i rapporti con Fulvio Conti sono in fase di studio, peggiorano quelli con il cda, dove Genish individua, senza nominarlo, un membro particolarmente ostile e ne denuncia l'attività. Il cda non ha gradito, e nel cda di oggi chiederà conto delle accuse, nel tentativo di trasformare l'accusatore in accusato. Il tutto con l'ombra di Vincent Bollorè che si riaffaccia sulla scena. Il raider francese è infatti rimasto silenzioso dopo la sconfitta incassata nella composizione del cda, e adesso medita la rivincita, magari chiedendo la convocazione di un'assemblea in cui rifare nuovamente la conta dei voti a suo favore.
Si annunciano altre tempeste in arrivo, in sostanza. Meglio allora lanciare un salvagente, destinazione la rivale Open Fiber, alla quale si fa capire che si può collaborare unendo le reti con la tecnologia Ftth. Un'apertura non di poco conto . Vedremo come risponderà la società controllata da Enel e Cdp. E soprattutto chi comanderà in Cdp, dove la partita è ancora aperta in attesa di un accordo tra le varie anime del governo gialloverde. Gialloverde, quasi come il colore della bandiera brasiliana. Della quale magari ogni tanto Genish sente la nostalgia
Sicuramente un successo. Nemmeno il tempo di incassare la soddisfazione, però, che subito tornano le nubi. Arriva Iliad e si scatena la polemica contro il nuovo gestore francese low cost, che usando schede prepagate distribuite con macchinette elettroniche modifica sensibilmente il parametro di accesso giovanile al prodotto. Genish non ci sta e accusa: "Questo sistema viola la legge Pisanu sui requisiti antiterrorismo".
In attesa che qualcuno si pronunci (e i tempi non si profilano brevi) Iliad mangia quote di mercato a Tim e agli altri concorrenti, proprio mentre l'ex incumbent è alle prese con un difficile piano industriale che probabilmente dovrà limare su fronte dei ricavi. Ingoiato il rospo, Genish cerca di trovare l'equilibrio in un cda che vede un presidente espresso dal fondo Elliott, avversario dell'azionista di maggioranza Vivendi. Ma mentre i rapporti con Fulvio Conti sono in fase di studio, peggiorano quelli con il cda, dove Genish individua, senza nominarlo, un membro particolarmente ostile e ne denuncia l'attività. Il cda non ha gradito, e nel cda di oggi chiederà conto delle accuse, nel tentativo di trasformare l'accusatore in accusato. Il tutto con l'ombra di Vincent Bollorè che si riaffaccia sulla scena. Il raider francese è infatti rimasto silenzioso dopo la sconfitta incassata nella composizione del cda, e adesso medita la rivincita, magari chiedendo la convocazione di un'assemblea in cui rifare nuovamente la conta dei voti a suo favore.
Si annunciano altre tempeste in arrivo, in sostanza. Meglio allora lanciare un salvagente, destinazione la rivale Open Fiber, alla quale si fa capire che si può collaborare unendo le reti con la tecnologia Ftth. Un'apertura non di poco conto . Vedremo come risponderà la società controllata da Enel e Cdp. E soprattutto chi comanderà in Cdp, dove la partita è ancora aperta in attesa di un accordo tra le varie anime del governo gialloverde. Gialloverde, quasi come il colore della bandiera brasiliana. Della quale magari ogni tanto Genish sente la nostalgia