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È in arrivo la superstrada degli animali

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La natura si salva costruendo ponti e tunnel: ecco il progetto che prevede passaggi protetti per la fauna selvatica. Entro il 2021 al via il corridoio tra Italia e Svizzera negli oltre 19.000 ettari tra il Parco regionale Campo dei Fiori (Varese) e la valle del fiume Ticino. Si piantano salici per attirare coleotteri, si scava sotto le strade per facilitare l’attraversamento di rane a rischio estinzione e si rinaturalizzano aree umide per anfibi e uccelli migratori
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Sono città elusive, mimetizzate sotto l’asfalto o all’ombra di grandi aree urbane. Richiedono un genere di progettazione più sofisticata, dove numeri e meccaniche assecondano istinto animale e leggi della biodiversità. Si chiamano corridoi ecologici e offrono agli animali una corsia preferenziale e senza ostacoli per spostarsi tra quelle aree protette interrotte dall’ambiente umano. Una delle più importanti reti di questo genere sarà completata in Italia entro il 2021 negli oltre 19.000 ettari tra il Parco regionale Campo dei Fiori, in provincia di Varese, e la valle del fiume Ticino. L’area ospita quasi 20 zone protette ma è ritagliata in uno dei territori più popolati d’Italia. "Per proteggere i percorsi della fauna costruiamo le infrastrutture verdi, percorsi di natura artificiale che offrono agli animali una exit-strategy dalle grandi aree urbane – spiega Massimo Soldarini, naturalista della …
Sono città elusive, mimetizzate sotto l’asfalto o all’ombra di grandi aree urbane. Richiedono un genere di progettazione più sofisticata, dove numeri e meccaniche assecondano istinto animale e leggi della biodiversità. Si chiamano corridoi ecologici e offrono agli animali una corsia preferenziale e senza ostacoli per spostarsi tra quelle aree protette interrotte dall’ambiente umano. Una delle più importanti reti di questo genere sarà completata in Italia entro il 2021 negli oltre 19.000 ettari tra il Parco regionale Campo dei Fiori, in provincia di Varese, e la valle del fiume Ticino. L’area ospita quasi 20 zone protette ma è ritagliata in uno dei territori più popolati d’Italia. "Per proteggere i percorsi della fauna costruiamo le infrastrutture verdi, percorsi di natura artificiale che offrono agli animali una exit-strategy dalle grandi aree urbane – spiega Massimo Soldarini, naturalista della Lipu e responsabile del progetto – In questa zona tra Lombardia, Piemonte e Svizzera passa il corridoio insubrico, una via naturale che collega le Alpi all’Appennino e al Mediterraneo. Gli animali che percorrono questo itinerario seguono un asse che dalle montagne a nord incrocia il Lago Maggiore, prosegue lungo il corso del Ticino fino all’Oltrepo per arrivare alle pendici più settentrionali dell’Appennino".

In quello che è il più grande cantiere di ingegneria naturale en plein air d’Europa, una parte delle opere sono state finanziate dall’Unione europea con il progetto Life Tib, mentre i lavori proseguono oggi per coprire anche l’area tra il parco di Campo dei Fiori e i confini elvetici grazie a un bando della Fondazione Cariplo. Si piantano salici per attirare coleotteri, si scava sotto le strade per facilitare l’attraversamento di rane a rischio estinzione e si rinaturalizzano aree umide per anfibi e uccelli migratori. "Su questo percorso ci sono anche animali che si spostano per effetto dei cambiamenti climatici, come l’istrice o la martora – aggiunge Soldarini – altri che intraprendono migrazioni come la cicogna bianca, altri che hanno bisogno di più spazio come il lupo o alcune specie endemiche di anfibi". Il programma Life, che permette il finanziamento di queste opere, è la più importante iniziativa europea per la conservazione degli habitat; sostiene una rete di 27mila aree a tutela ambientale, pari al 18 per cento del territorio europeo.

"Sono interventi che consentono di recuperare la continuità ecologica anche laddove ci sono barriere artificiali come autostrade e città che impediscono ad animali e piante di spostarsi liberamente rispettando il loro equilibrio", spiega Angelo Salsi, naturalista e responsabile presso la Commissione europea del programma Life. Nei corridoi ecologici ogni opera viene progettata per una specie. "Ma non è detto che non siano anche altri animali a beneficiarne – prosegue Salsi – I corridoi ecologici di maggior successo sono quelli dove l’ambiente acquista la cosiddetta carrying capacity e offre risorse alimentari anche ad altre specie. Un caso che ha fatto scuola è il corridoio ecologico realizzato in Andalusia per la lince iberica, il felino più in pericolo d’Europa. Sono state create delle isole dove i conigli, che con le pernici sono le uniche due prede nel menù della lince, possono riprodursi ma allo stesso tempo garantire cibo sia alle popolazioni di felini che ad altre specie come, per esempio, i rapaci". Questo metodo, nell’ingegneria naturalistica, si chiama stepping stone.

"Le opere di connessione ecologica vengono anche chiamate, nel linguaggio tecnico, opere di deframmentazione perché consentono di superare le barriere che l’uomo ha generato separando in due o tre o dieci parti le aree verdi che prima erano unite – precisa Paolo Pileri, docente di progettazione ambientale al Politecnico di Milano – I corridoi ecologici sono formati da siepi o fasce verdi naturali che offrono un percorso più sicuro alla piccola e grande fauna. Laddove questi passaggi sono interrotti occorrono opere di connessione per dare continuità a quei percorsi verdi".
Un’infrastruttura molto ricorrente nei corridoi ecologici è il rospodotto, che assicura una via sicura per anfibi vicino a tangenziali o ad altre grandi arterie di mobilità. Nel corridoio insubrico, per esempio, ne saranno costruiti diversi, lunghi anche 40 metri, per proteggere dal traffico automobilistico il pellegrinaggio della preziosa rana di Lataste (Rana latastei), specie presente solo nella Pianura padana, dai boschi dove passa la maggior parte del tempo agli stagni dove si riproduce.

"Per i grandi mammiferi come il lupo, l’orso, il cervo e gli ungulati si progettano anche dei ponti verdi o eco-viadotti che passano sopra le strade – aggiunge il docente del Politecnico di Milano – possono essere in legno o in cemento e sono ricoperti da vegetazione". L’Olanda è il paese europeo che conta più green bridge, 40 in tutto, e che detiene il record per la passerella verde più grande del mondo: lunga 800 metri e con una larghezza variabile dai 50 ai 100 metri. "Il recupero della biodiversità è un vantaggio per tutti, non solo per gli animali – prosegue Pileri – In termini di sicurezza stradale, per esempio, gli ecodotti possono ridurre il numero di incidenti stradali legati alla presenza della fauna in aree antropizzate".

I corridoi ecologici sono importanti anche per gli uccelli che li usano come riferimento a terra per le loro rotte o come zone di riposo. "Per proteggere l’avifauna ci sono anche altre opere fondamentali – conclude Pileri – come la messa in sicurezza degli elettrodotti con spire che evitano la folgorazione o dissuasori visivi e acustici nei punti più pericolosi. Insomma tante opere ecologiche alle quali possono lavorare i nostri giovani ingegneri e architetti insieme con le nostre imprese, perché la protezione dell’ambiente genera occupazione di qualità".

Un corridoio ecologico innovativo è stato sperimentato proprio sui cavi della media e alta tensione tra Belgio e Francia con il progetto Elia, coordinato dall’omonimo gigante della rete elettrica belga. Circa 70 chilometri di tralicci, che di solito occupano porzioni spoglie di territorio, sono stati rinaturalizzati con alberi, piante e fiori trasformando la monotona teoria di cavi in un itinerario naturale di biodiversità.