L’estate terribile dei bambini
Vittorio Zucconi , di VITTORIO ZUCCONIBrutto segno, bruttissimo, quando i più piccoli irrompono sulla scena dei drammi e delle tragedie del mondo e la occupano, perché è sempre da loro, dai più deboli, che si manifestano la crudeltà e l'impazzimento del tempo
È l'estate terribile dei bambini, questa, illuminata soltanto dallo squarcio di sereno che arriva dalla Thailandia. Brutto segno, bruttissimo, quando i bambini irrompono sulla scena dei drammi e delle tragedie del mondo e la occupano, perché è sempre da loro, dai più deboli, che si manifestano la crudeltà e l'impazzimento del tempo. Siamo stati costretti, nei giorni dell'anno che si chiamerebbero "vacanze" e che li vorrebbe vedere correre e sfogare la loro vitalità festosa, a seguirli in quella angosciosa fuga dalla caverna, come piccoli Lazzaro resuscitati.
A guardarli galleggiare senza vita nei loro indumenti rossi che li fanno sembrare bambolotti e assolvono, tanto composti e lindi, le coscienze sorde. A chiederci quale senso umano, politico e propagandistico abbia rinchiuderli a migliaia nelle piccole Guantanamo del Texas volute e poi rinnegate da Trump per strapparli ai genitori come punizione e come "det…
A guardarli galleggiare senza vita nei loro indumenti rossi che li fanno sembrare bambolotti e assolvono, tanto composti e lindi, le coscienze sorde. A chiederci quale senso umano, politico e propagandistico abbia rinchiuderli a migliaia nelle piccole Guantanamo del Texas volute e poi rinnegate da Trump per strapparli ai genitori come punizione e come "det…
È l'estate terribile dei bambini, questa, illuminata soltanto dallo squarcio di sereno che arriva dalla Thailandia. Brutto segno, bruttissimo, quando i bambini irrompono sulla scena dei drammi e delle tragedie del mondo e la occupano, perché è sempre da loro, dai più deboli, che si manifestano la crudeltà e l'impazzimento del tempo. Siamo stati costretti, nei giorni dell'anno che si chiamerebbero "vacanze" e che li vorrebbe vedere correre e sfogare la loro vitalità festosa, a seguirli in quella angosciosa fuga dalla caverna, come piccoli Lazzaro resuscitati.
A guardarli galleggiare senza vita nei loro indumenti rossi che li fanno sembrare bambolotti e assolvono, tanto composti e lindi, le coscienze sorde. A chiederci quale senso umano, politico e propagandistico abbia rinchiuderli a migliaia nelle piccole Guantanamo del Texas volute e poi rinnegate da Trump per strapparli ai genitori come punizione e come "deterrente" alle migrazioni non autorizzate degli adulti. Bambini usati come armi e munizioni da sparare contro i migranti, sacrificati sull'altare della politica.
Sembra che non ci sia un filo unico che leghi questa improvvisa concentrazione di tempeste sui bambini, fra le spelonche della Thailandia, le acque del cimitero liquido mediterraneo, i lager per figli separati a forza da genitori che forse non rivedranno più, perché già molti di loro sono stati ributtati oltre la frontiera, orfani bianchi per diktat. Ma c'è ed è lo stesso filo che lega nella storia la condizione dei più fragili quando si alzano i venti della follia. In Thailandia è stato soltanto l'effetto della pensata di un incosciente che li porta nel ventre della Terra a rischiare la vita come un tempo comitive festose rischiavano la pelle per una stella alpina nelle crepe delle Dolomiti.
Altrove sono vittime di intenzioni malvagie, della complicità fra chi li manda allo sbaraglio e poi chi trova alibi raccapriccianti e giustificazioni burocratiche di competenza (e di sondaggi) per lasciarli annegare. In Texas una forza irresistibile li adopera come deliberata vetrina della crudeltà per "deterrenza", come si faceva con gli arsenali nucleari per dissuadere i genitori o accompagnatori dal varcare una frontiera senza il pezzo di carta, oggi la più imperdonabile delle aggressioni.
I bambini seguono le istruzioni, ci seguono, dunque non sono - che si tratti di una guida incosciente o di una madre che vorrebbe sottrarli al loro destino di miseria e di persecuzioni - mai causa, ma sempre effetto delle decisioni prese da noi adulti. Sono i canarini umani portati un tempo nelle miniere di carbone per segnalare con la loro morte la presenza di grisou e di aria irrespirabile. E quando cedono, o rischiano la vita, segnalano appunto che l'aria si sta facendo irrespirabile per tutti. Lo sa bene chi li sfrutta, chi li adopera, per danaro, per strategia politica, per raschiare consenso, per affermare il potere degli adulti su di loro, che i bambini funzionano bene nella rappresentazione del Male.
Molte delle grandi catastrofi della malvagità umana nella Storia hanno, infatti, avuto immagini di bambini come simboli della loro oscenità. Le scolarette di Hiroshima polverizzate dalla bomba A delle quali ci restano brandelli di uniforme e mostrine di metallo oggi nel museo. Il bambino con la grande coppola nel Ghetto di Varsavia. La ragazzina ustionata dal napalm sulla strada del Vietnam. I figli delle grandi carestie africane e asiatiche, con i loro occhi troppo grandi e il ventre troppo gonfio. Servono, sempre innocenti vittime, per sciogliere o incallire le coscienze secondo gli interessi dei grandi, per dividere il mondo degli adulti che li dovrebbe nutrire e allevare e invece si divide nella squallida, ma rassicurante banalità dialettica di "buonismo" e "cattivismo".
"Un giorno anche questi clandestini cresceranno e potranno diventare assassini, gangster, stupratori, sfruttatori oziosi dei miei soldi", si sente dire in America, come se il seme del Male fosse sempre e soltanto nei figli degli altri.
Raccontano volontari e testimoni entrati nei lager per bambini in Texas che a volte i piccoli rifiutano di riabbracciare le madri, nelle rare occasioni nelle quali sono riuniti a loro, perché sono arrabbiati, perché si sono sentiti abbandonati da lei, senza capire. E questa ferita resterà dentro di loro crescendo, ne potrà fare uomini e donne che chiederanno la ragione di questa e di altre estati terribili, che coltiveranno un odio insanabile per quelli che li tormentarono, nel nome di egoismi degli infinitamente più fortunati di loro, di ambizioni fra sconclusionati carrozzoni di governo, di sondaggi in vista di elezioni parlamentari, trattati come volantini umani, come tweet per accalappiare seguaci. I trafficanti di voti che usano i bambini non sono meno spregevoli dei trafficanti di vite.
Quando usciranno dalle spelonche di questo tempo odioso vorranno sapere quale minaccia rappresentavano i loro fratelli in maglietta rossa, le loro sorelle accatastate in solitudine e non avremo risposta, altro che chiedere scusa, come ha fatto lo stolto pifferaio dei ragazzi Thailandesi per questa, e altre che non vediamo neppure, estati terribili dei nostri bambini.
A guardarli galleggiare senza vita nei loro indumenti rossi che li fanno sembrare bambolotti e assolvono, tanto composti e lindi, le coscienze sorde. A chiederci quale senso umano, politico e propagandistico abbia rinchiuderli a migliaia nelle piccole Guantanamo del Texas volute e poi rinnegate da Trump per strapparli ai genitori come punizione e come "deterrente" alle migrazioni non autorizzate degli adulti. Bambini usati come armi e munizioni da sparare contro i migranti, sacrificati sull'altare della politica.
Sembra che non ci sia un filo unico che leghi questa improvvisa concentrazione di tempeste sui bambini, fra le spelonche della Thailandia, le acque del cimitero liquido mediterraneo, i lager per figli separati a forza da genitori che forse non rivedranno più, perché già molti di loro sono stati ributtati oltre la frontiera, orfani bianchi per diktat. Ma c'è ed è lo stesso filo che lega nella storia la condizione dei più fragili quando si alzano i venti della follia. In Thailandia è stato soltanto l'effetto della pensata di un incosciente che li porta nel ventre della Terra a rischiare la vita come un tempo comitive festose rischiavano la pelle per una stella alpina nelle crepe delle Dolomiti.
Altrove sono vittime di intenzioni malvagie, della complicità fra chi li manda allo sbaraglio e poi chi trova alibi raccapriccianti e giustificazioni burocratiche di competenza (e di sondaggi) per lasciarli annegare. In Texas una forza irresistibile li adopera come deliberata vetrina della crudeltà per "deterrenza", come si faceva con gli arsenali nucleari per dissuadere i genitori o accompagnatori dal varcare una frontiera senza il pezzo di carta, oggi la più imperdonabile delle aggressioni.
I bambini seguono le istruzioni, ci seguono, dunque non sono - che si tratti di una guida incosciente o di una madre che vorrebbe sottrarli al loro destino di miseria e di persecuzioni - mai causa, ma sempre effetto delle decisioni prese da noi adulti. Sono i canarini umani portati un tempo nelle miniere di carbone per segnalare con la loro morte la presenza di grisou e di aria irrespirabile. E quando cedono, o rischiano la vita, segnalano appunto che l'aria si sta facendo irrespirabile per tutti. Lo sa bene chi li sfrutta, chi li adopera, per danaro, per strategia politica, per raschiare consenso, per affermare il potere degli adulti su di loro, che i bambini funzionano bene nella rappresentazione del Male.
Molte delle grandi catastrofi della malvagità umana nella Storia hanno, infatti, avuto immagini di bambini come simboli della loro oscenità. Le scolarette di Hiroshima polverizzate dalla bomba A delle quali ci restano brandelli di uniforme e mostrine di metallo oggi nel museo. Il bambino con la grande coppola nel Ghetto di Varsavia. La ragazzina ustionata dal napalm sulla strada del Vietnam. I figli delle grandi carestie africane e asiatiche, con i loro occhi troppo grandi e il ventre troppo gonfio. Servono, sempre innocenti vittime, per sciogliere o incallire le coscienze secondo gli interessi dei grandi, per dividere il mondo degli adulti che li dovrebbe nutrire e allevare e invece si divide nella squallida, ma rassicurante banalità dialettica di "buonismo" e "cattivismo".
"Un giorno anche questi clandestini cresceranno e potranno diventare assassini, gangster, stupratori, sfruttatori oziosi dei miei soldi", si sente dire in America, come se il seme del Male fosse sempre e soltanto nei figli degli altri.
Raccontano volontari e testimoni entrati nei lager per bambini in Texas che a volte i piccoli rifiutano di riabbracciare le madri, nelle rare occasioni nelle quali sono riuniti a loro, perché sono arrabbiati, perché si sono sentiti abbandonati da lei, senza capire. E questa ferita resterà dentro di loro crescendo, ne potrà fare uomini e donne che chiederanno la ragione di questa e di altre estati terribili, che coltiveranno un odio insanabile per quelli che li tormentarono, nel nome di egoismi degli infinitamente più fortunati di loro, di ambizioni fra sconclusionati carrozzoni di governo, di sondaggi in vista di elezioni parlamentari, trattati come volantini umani, come tweet per accalappiare seguaci. I trafficanti di voti che usano i bambini non sono meno spregevoli dei trafficanti di vite.
Quando usciranno dalle spelonche di questo tempo odioso vorranno sapere quale minaccia rappresentavano i loro fratelli in maglietta rossa, le loro sorelle accatastate in solitudine e non avremo risposta, altro che chiedere scusa, come ha fatto lo stolto pifferaio dei ragazzi Thailandesi per questa, e altre che non vediamo neppure, estati terribili dei nostri bambini.