La notte dell'eclissi: stregati dalla luna
Marino Niola , di MARINO NIOLALo show astronomico che coinvolge anche Marte durerà poco meno di due ore e sarà visibile in quasi tutto il pianeta
Lunatici di tutto il mondo unitevi. E non perdetevi lo spettacolo celeste che inizia stasera alle 21,30. Quando la luna si vestirà di rosso per celebrare l'eclissi più lunga del Ventunesimo secolo. La accompagnerà Marte, che per l'occasione si presenterà al massimo del suo splendore. Lo show astronomico, che durerà la bellezza di un'ora e quarantatré minuti, sarà visibile in tutto il pianeta. Con l'eccezione del Nord America e di parte del Pacifico, perché lì splenderà il sole.
Milioni di occhi, di obiettivi, di telecamere, di pixel sono da tempo in fibrillazione. E non è solo per una questione di interesse scientifico. Ma piuttosto perché l'eco simbolica che l'astro notturno ha nel nostro immaginario è antica quanto il mondo. Anzi ha contribuito addirittura a dargli un nome, un volto, una dimensione. Tutti i nostri vocaboli che hanno a che fare con gli inte…
Lunatici di tutto il mondo unitevi. E non perdetevi lo spettacolo celeste che inizia stasera alle 21,30. Quando la luna si vestirà di rosso per celebrare l'eclissi più lunga del Ventunesimo secolo. La accompagnerà Marte, che per l'occasione si presenterà al massimo del suo splendore. Lo show astronomico, che durerà la bellezza di un'ora e quarantatré minuti, sarà visibile in tutto il pianeta. Con l'eccezione del Nord America e di parte del Pacifico, perché lì splenderà il sole.
Milioni di occhi, di obiettivi, di telecamere, di pixel sono da tempo in fibrillazione. E non è solo per una questione di interesse scientifico. Ma piuttosto perché l'eco simbolica che l'astro notturno ha nel nostro immaginario è antica quanto il mondo. Anzi ha contribuito addirittura a dargli un nome, un volto, una dimensione. Tutti i nostri vocaboli che hanno a che fare con gli intervalli, con le scansioni, sia dello spazio sia del tempo, hanno sempre fatto i conti con la luna.
Termini come misura, mese, mestruo, mente, commensurabile, si formano tutti su un'antica radice linguistica, "men" che significa sia il calcolo sia la luna. Di qui parole come il greco mene, l'inglese moon, il tedesco mond per indicare il pallido astro. Se i mesi dell'anno riflettono l'alternanza delle fasi lunari, il respiro della terra è sempre stato attribuito ai suoi movimenti. Dalle maree che innalzano e abbassano la superficie terrestre come il petto di un gigante, alla fermentazione del vino nelle botti. Dalla fertilità del suolo alla fecondità delle donne. Come dire che il satellite della terra è stato l'unità di calcolo primordiale. Perché ha suggerito anche a chi non sapeva leggere e far di conto l'idea della divisione del tempo e dello spazio. E per analogia anche la possibilità di misurare i ritmi segreti della realtà. In fondo la luna appare al mondo e scompare, proprio come la vita. Forse per questo la guardiamo con affetto, come una presenza familiare e qualche volta ci sembra perfino che abbia un'espressione umana e ci faccia l'occhiolino, come negli indimenticabili film muti di Georges Méliès. E perfino quando si infila di soppiatto in un selfie, ci muove. E qualche volta ci commuove. Ecco perché ne abbiamo fatto un simbolo universale, secondo alcuni addirittura il simbolo dei simboli.
Non c'è mitologia, non c'è religione, non c'è lirica o idillio, non c'è canzone su cui l'astro dei poeti, degli innamorati e dei lupi mannari non risplenda in tutta la sua ammaliante luce notturna.
Dall'immortale visione poetica di Ludovico Ariosto che fa volare il paladino Astolfo sulla luna per recuperare il senno di Orlando, furioso per amore, fino a quella fantascientifica di Jules Verne che nel 1865 in Dalla terra alla luna anticipa l'impresa degli astronauti americani. Senza dire degli scintillanti notturni di Chopin, dell'immortale sonata al chiaro di luna di Beethoven, della silenziosa luna di Leopardi che rende dolce e chiara la notte. O del magnetico Dark side of the moon, dei Pink Floyd, che ci rivela qualcosa di noi che si vede solo nell'oscurità. Anche per questo quei centotré minuti di blackout risveglieranno le nostre fantasie. Le faranno risalire a galla. Come pesci nelle notti di plenilunio. Perché siamo figli delle stelle. Ma stregati dalla luna.