Anna Giudici è una ragazza svizzera che ama i cani, l'hockey su ghiaccio e la tv pubblica. Lavora come educatrice sociale in una struttura che accoglie disabili. Pochi mesi fa, quando un referendum avrebbe potuto uccidere la televisione della Svizzera italiana Rsi, si è spesa sui social per il no. Che ha vinto. Il canone, 400 franchi che a breve diventeranno 320, è rimasto, e la radiotelevisione elvetica - la cui gestione è realmente affidata ai cittadini: scelgono persino i loro rappresentanti nel Cda - continua a essere una piccola enclave di programmazione mirabile e di informazione, appunto, svizzera. Neutrale, precisa. Indipendente. Magari un po' noiosa. Ma affidabile.
Anna legge anche i giornali. Tra i molti, il Corriere del Ticino. E non ne ha apprezzato la sterzata sovranista-complottista dettata da Marcello Foa, candidato presidente Rai. Lo schierarsi sempre più acceso. I metodi "italiani" per demolire, ad esempio, i cittadini che avevano denunciato un consigliere federale, apprezzato dal Cdt, per una presunta malagestione di migranti (curioso, no?).
Un turbinio di miccette che nella Confederazione risulta vieppiù siderale. Come se durante un'esecuzione di Mozart entrasse all'improvviso Povia urlando una delle sue canzoni. Tanto più che la Svizzera sovranista non ha bisogno di esserlo, avendo dei propri confini e della propria identità una certa qual cura. Storicamente. Anna è anche un tipo spiritoso. Per comunicare ai suoi 500 follower queste sue convinzioni, ha commentato con un tweet il decollo di Foa verso viale Mazzini: "Un ringraziamento speciale alla Rai che ci libera dalla presenza di #MarcelloFoa: un grazie dalla Svizzera italiana! Ve lo cediamo volentieri e in cambio ci prendiamo gli Angela, padre e figlio, che non troveranno spazio nella TV delle fake news e delle scie chimiche!".
Purtroppo per lei, Matteo Renzi l'ha ritwittata. Da lì, il diluvio. Una quantità di attacchi personali e insulti - molti dei quali certificati dalla bandierina tricolore di fianco all'account, simbolo quasi certo di neuroni a targhe alterne - piuttosto delittuosa, che Anna ha fronteggiato col suo italiano un po' agé e un aplomb straordinario. Una shit storm, come dicono quelli che se ne intendono, dove la figura di shit la facciamo noi italiani.
Un florilegio. Graziella (@Graziel65255465) la attacca ricordandole che in Svizzera non esiste l'obbligo vaccinale. Branca (@Branca02branca, bandiera italiana e lombarda) la definisce compagna disgraziata. Lei risponde che in Svizzera non ci sono comunisti. Tal "Padre Gabriele Amorth" (@Santo93937235, ritwitta le bufale razziste di Francesca Totolo) le intima di pagare il canone Rai. Lei risponde che allora dovrebbe pagare anche quello di Al Jazeera, lui allora la accusa di finanziare i terroristi islamici. Alessandro Grappini (@alessandrograpp, bandierone tricolore), non è dato sapere se dopo essersi ingurgitato da solo, allega uno schema rigorosamente in caps lock: "SVIZZERA = SVIZZERA ITALIA = ITALIA SVIZZERA ITALIANA NO ITALIA SVIZZERA NO". Lina D'Agostino (@linadago26) la invita ad accogliere i profughi a casa sua, Toni (@toni_pescasub, bandierona e bandierina) le notifica che lei e il suo Pd sono morti, lei risponde che vota in Svizzera. "Gino Soccio" (@alemar66ely) la accusa di dare asilo ai dittatori e le dà del cesso. Lei risponde che se cambiano idea, i tre gatti svizzeri li aspettano. Beppe Gagliardi (@brakky) le intima di farsi gli affari svizzeri, lei ribatte garbatamente che Foa è svizzero. Gianfranco (@gianfrafiero, usa le stesse citazioni fasciste di Salvini) l'accusa di aver preso la residenza in Svizzera perché è molto radical chic, lei risponde che è nata e ha sempre vissuto lì. Tiziana (@tiziana2060, attivista M5S di Albisola) le spiega che lei non troverebbe mai lavoro in Italia. Giuseppe Listuzzi (@gielle30, ritwitta i deliri nazistoidi di Fabrizio Bracconeri, il ragazzo del Terzo Reich) va sul sintetico: "Suka".
E infine@viadelcorso17 la butta sulla dieta che Anna dovrebbe fare prima di parlare. Uno tra i tanti che la dileggiano per l'aspetto fisico - peraltro normalissimo - cui la ragazza ticinese replica con un tweet cumulativo: "A quei troll/hater che cercano di scatenare chissà quale shitstorm dandomi della grassa, vorrei rassicurarli, ho un'età in cui c'è ampia accettazione del proprio aspetto fisico, altrimenti mi bastava fare come voi e mettere la foto di qualcun altro!".
Morale: a commento dell'innocuo post di un'aliena gentile, si scatena un trattato di antropologia, che vi invito caldamente ad approfondire visitando i profili social dei commentatori. Da una parte il Paese che spurga su chiunque altro la patina di livore usata dai giallo-bruni a mo' di concime elettorale, dall'altra chi chiede scusa e auspica scherzosamente, come da vecchia battuta di Crozza, che gli svizzeri ci invadano. Il tutto mentre a casa di Anna si contano insulti e difese, e il marito un po' si preoccupa: "Non è che adesso Foa ci querela come ha fatto per l'Espresso?".
Benvenuti in Italia.
Anna legge anche i giornali. Tra i molti, il Corriere del Ticino. E non ne ha apprezzato la sterzata sovranista-complottista dettata da Marcello Foa, candidato presidente Rai. Lo schierarsi sempre più acceso. I metodi "italiani" per demolire, ad esempio, i cittadini che avevano denunciato un consigliere federale, apprezzato dal Cdt, per una presunta malagestione di migranti (curioso, no?).
Un turbinio di miccette che nella Confederazione risulta vieppiù siderale. Come se durante un'esecuzione di Mozart entrasse all'improvviso Povia urlando una delle sue canzoni. Tanto più che la Svizzera sovranista non ha bisogno di esserlo, avendo dei propri confini e della propria identità una certa qual cura. Storicamente. Anna è anche un tipo spiritoso. Per comunicare ai suoi 500 follower queste sue convinzioni, ha commentato con un tweet il decollo di Foa verso viale Mazzini: "Un ringraziamento speciale alla Rai che ci libera dalla presenza di #MarcelloFoa: un grazie dalla Svizzera italiana! Ve lo cediamo volentieri e in cambio ci prendiamo gli Angela, padre e figlio, che non troveranno spazio nella TV delle fake news e delle scie chimiche!".
Purtroppo per lei, Matteo Renzi l'ha ritwittata. Da lì, il diluvio. Una quantità di attacchi personali e insulti - molti dei quali certificati dalla bandierina tricolore di fianco all'account, simbolo quasi certo di neuroni a targhe alterne - piuttosto delittuosa, che Anna ha fronteggiato col suo italiano un po' agé e un aplomb straordinario. Una shit storm, come dicono quelli che se ne intendono, dove la figura di shit la facciamo noi italiani.
Un florilegio. Graziella (@Graziel65255465) la attacca ricordandole che in Svizzera non esiste l'obbligo vaccinale. Branca (@Branca02branca, bandiera italiana e lombarda) la definisce compagna disgraziata. Lei risponde che in Svizzera non ci sono comunisti. Tal "Padre Gabriele Amorth" (@Santo93937235, ritwitta le bufale razziste di Francesca Totolo) le intima di pagare il canone Rai. Lei risponde che allora dovrebbe pagare anche quello di Al Jazeera, lui allora la accusa di finanziare i terroristi islamici. Alessandro Grappini (@alessandrograpp, bandierone tricolore), non è dato sapere se dopo essersi ingurgitato da solo, allega uno schema rigorosamente in caps lock: "SVIZZERA = SVIZZERA ITALIA = ITALIA SVIZZERA ITALIANA NO ITALIA SVIZZERA NO". Lina D'Agostino (@linadago26) la invita ad accogliere i profughi a casa sua, Toni (@toni_pescasub, bandierona e bandierina) le notifica che lei e il suo Pd sono morti, lei risponde che vota in Svizzera. "Gino Soccio" (@alemar66ely) la accusa di dare asilo ai dittatori e le dà del cesso. Lei risponde che se cambiano idea, i tre gatti svizzeri li aspettano. Beppe Gagliardi (@brakky) le intima di farsi gli affari svizzeri, lei ribatte garbatamente che Foa è svizzero. Gianfranco (@gianfrafiero, usa le stesse citazioni fasciste di Salvini) l'accusa di aver preso la residenza in Svizzera perché è molto radical chic, lei risponde che è nata e ha sempre vissuto lì. Tiziana (@tiziana2060, attivista M5S di Albisola) le spiega che lei non troverebbe mai lavoro in Italia. Giuseppe Listuzzi (@gielle30, ritwitta i deliri nazistoidi di Fabrizio Bracconeri, il ragazzo del Terzo Reich) va sul sintetico: "Suka".
E infine@viadelcorso17 la butta sulla dieta che Anna dovrebbe fare prima di parlare. Uno tra i tanti che la dileggiano per l'aspetto fisico - peraltro normalissimo - cui la ragazza ticinese replica con un tweet cumulativo: "A quei troll/hater che cercano di scatenare chissà quale shitstorm dandomi della grassa, vorrei rassicurarli, ho un'età in cui c'è ampia accettazione del proprio aspetto fisico, altrimenti mi bastava fare come voi e mettere la foto di qualcun altro!".
Morale: a commento dell'innocuo post di un'aliena gentile, si scatena un trattato di antropologia, che vi invito caldamente ad approfondire visitando i profili social dei commentatori. Da una parte il Paese che spurga su chiunque altro la patina di livore usata dai giallo-bruni a mo' di concime elettorale, dall'altra chi chiede scusa e auspica scherzosamente, come da vecchia battuta di Crozza, che gli svizzeri ci invadano. Il tutto mentre a casa di Anna si contano insulti e difese, e il marito un po' si preoccupa: "Non è che adesso Foa ci querela come ha fatto per l'Espresso?".
Benvenuti in Italia.