Razzismo e aggressioni, la propaganda della destra per negare l’evidenza
Sebastiano Messina , di SEBASTIANO MESSINADa Beppe Grillo a Salvini, fino ai giornali di destra come Libero: c’è una corsa a smentire che la sequenza di episodi violenti ai danni di stranieri o persone di colore abbia una matrice razzista
Macché razzismo, è tutta una nostra invenzione. È solo una manovra dei media - cioè di noi giornalisti - avverte Beppe Grillo. Il quale è allarmato, allarmatissimo. Ma non per quei dieci uomini e donne di colore feriti con fucili ad aria compressa a Caserta, a Napoli, a Forlì, a Latina e a Vicenza. Non per quella bimba rom di 14 mesi impiombata a Roma da un cecchino dilettante. Non per Soumalya, il maliano ucciso a Vibo Valentia con un colpo di pistola. Non per Ibrahima, respinto alla Asl di Teramo perché "questo non è l'ufficio del veterinario". E neanche per Daisy, l'atleta nera colpita all'occhio con un uovo a Moncalieri: qui semmai, secondo il fondatore e garante dei Cinquestelle, "l'unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda, oppure il caso". No, l'unica cosa che allarma davvero Grillo - l'unica - è proprio l'allarme razzismo: "I media port…
Macché razzismo, è tutta una nostra invenzione. È solo una manovra dei media - cioè di noi giornalisti - avverte Beppe Grillo. Il quale è allarmato, allarmatissimo. Ma non per quei dieci uomini e donne di colore feriti con fucili ad aria compressa a Caserta, a Napoli, a Forlì, a Latina e a Vicenza. Non per quella bimba rom di 14 mesi impiombata a Roma da un cecchino dilettante. Non per Soumalya, il maliano ucciso a Vibo Valentia con un colpo di pistola. Non per Ibrahima, respinto alla Asl di Teramo perché "questo non è l'ufficio del veterinario". E neanche per Daisy, l'atleta nera colpita all'occhio con un uovo a Moncalieri: qui semmai, secondo il fondatore e garante dei Cinquestelle, "l'unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda, oppure il caso". No, l'unica cosa che allarma davvero Grillo - l'unica - è proprio l'allarme razzismo: "I media portano la nazione verso il baratro: non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d'ora".
Dunque anche lui la pensa come il suo alleato Matteo Salvini, che non vuol sentir parlare di emergenza razzismo ("Non diciamo sciocchezze") facendo perdere la pazienza persino ad Avvenire, il quotidiano dei vescovi: "Pesi bene le parole - scriveva ieri il direttore Marco Tarquinio nel suo editoriale - perché negare l'evidenza non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro".
Eppure, basta dare un'occhiata ai giornali della destra, ormai ridotti a tifoseria salviniana, per imparare l'arte di negare l'evidenza. Sotto un'eloquente testatina ("Psicosi"), "Il Giornale" prende l'uovo scagliato contro Daisy e cucina all'istante un raffinatissimo titolone a tutta pagina: "Ci mancava la frittata". Poi, siccome gli avanza ancora una dose di sarcasmo, lo sparge nell'articolo sottostante, dove ci spiega che l'allarme razzismo è solo "un tormentone dell'estate" (come "Vamos a Bailar" o "Macarena", per intenderci), anzi è "un coro assordante, ripetuto, schiamazzante, ossessivo", o meglio ancora "una cantilena trap, musica facile che ti fa sballare il cervello". Troppo fracasso, troppa caciara, troppo baccano: "L'ideale sarebbe stare zitti e pensare e fare" è il solenne consiglio del "Giornale". Che ci regala anche una massima coniata per l'occasione: "Il razzismo fa comodo a chi si ingaglioffa per il potere".
Queste voci che si levano contro il razzismo danno fastidio anche ai delicati timpani di Maurizio Belpietro, che su "La Verità" (testata smentita ogni giorno dai suoi titoli) ci rivela che per il marocchino
morto a Latina "parte la rumba", mentre per l'atleta aggredita a Moncalieri "monta la canea". Non è vero niente, dice Belpietro. "Le uova di Daisy sono una porcata ma non sono razziste" annuncia il titolo in seconda pagina, evidente frutto di un'accurata analisi del tuorlo. Per arrivare a una conclusione spettacolare quanto un triplo salto mortale all'indietro, affidata al titolone di prima: "E' il Pd che istiga all'odio razziale". Peggio per voi se non ci credete, ma questa è "La Verità".
E se proprio volete una conferma, leggete la prima pagina di "Libero". Quasi una copia conforme il titolo sul caso Moncalieri ("Lanciano uova a Daisy, ma non sono razzisti: solo una banda di pirla"), assolutamente identica l'idea di ribaltare l'accusa sugli accusatori: "La sinistra si commuove soltanto per i delinquenti", è l'insegna della prima pagina. La motivazione è nel catenaccio: "Il Pd grida al razzismo ma tace sui 700 reati giornalieri dei migranti". Secondo quelli di "Libero", i democratici dovrebbero prendere esempio da loro, che fanno l'esatto contrario.
Dunque anche lui la pensa come il suo alleato Matteo Salvini, che non vuol sentir parlare di emergenza razzismo ("Non diciamo sciocchezze") facendo perdere la pazienza persino ad Avvenire, il quotidiano dei vescovi: "Pesi bene le parole - scriveva ieri il direttore Marco Tarquinio nel suo editoriale - perché negare l'evidenza non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro".
Eppure, basta dare un'occhiata ai giornali della destra, ormai ridotti a tifoseria salviniana, per imparare l'arte di negare l'evidenza. Sotto un'eloquente testatina ("Psicosi"), "Il Giornale" prende l'uovo scagliato contro Daisy e cucina all'istante un raffinatissimo titolone a tutta pagina: "Ci mancava la frittata". Poi, siccome gli avanza ancora una dose di sarcasmo, lo sparge nell'articolo sottostante, dove ci spiega che l'allarme razzismo è solo "un tormentone dell'estate" (come "Vamos a Bailar" o "Macarena", per intenderci), anzi è "un coro assordante, ripetuto, schiamazzante, ossessivo", o meglio ancora "una cantilena trap, musica facile che ti fa sballare il cervello". Troppo fracasso, troppa caciara, troppo baccano: "L'ideale sarebbe stare zitti e pensare e fare" è il solenne consiglio del "Giornale". Che ci regala anche una massima coniata per l'occasione: "Il razzismo fa comodo a chi si ingaglioffa per il potere".
Queste voci che si levano contro il razzismo danno fastidio anche ai delicati timpani di Maurizio Belpietro, che su "La Verità" (testata smentita ogni giorno dai suoi titoli) ci rivela che per il marocchino
morto a Latina "parte la rumba", mentre per l'atleta aggredita a Moncalieri "monta la canea". Non è vero niente, dice Belpietro. "Le uova di Daisy sono una porcata ma non sono razziste" annuncia il titolo in seconda pagina, evidente frutto di un'accurata analisi del tuorlo. Per arrivare a una conclusione spettacolare quanto un triplo salto mortale all'indietro, affidata al titolone di prima: "E' il Pd che istiga all'odio razziale". Peggio per voi se non ci credete, ma questa è "La Verità".
E se proprio volete una conferma, leggete la prima pagina di "Libero". Quasi una copia conforme il titolo sul caso Moncalieri ("Lanciano uova a Daisy, ma non sono razzisti: solo una banda di pirla"), assolutamente identica l'idea di ribaltare l'accusa sugli accusatori: "La sinistra si commuove soltanto per i delinquenti", è l'insegna della prima pagina. La motivazione è nel catenaccio: "Il Pd grida al razzismo ma tace sui 700 reati giornalieri dei migranti". Secondo quelli di "Libero", i democratici dovrebbero prendere esempio da loro, che fanno l'esatto contrario.