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Il minuto di silenzio al Bentegodi di Verona per le vittime di Genova (afp)

Genova, la lezione dei tifosi e una domanda per Micciché

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Un minuto di silenzio per un lutto nazionale: è giusto, è poco? Rinviate le partite di Samp e Genoa: un luttino? E comunque i tifosi di Genoa e Samp l’avevano già deciso per conto loro, e comunicato subito: noi allo stadio non ci andiamo. Ma anche i tifosi della Fiorentina l’avevano detto: noi a Marassi non ci andiamo. Scelte rispettabili, non obbligate. Le condivido. Mi succede abbastanza spesso di criticare i tifosi, quei tifosi che si inventano agghiaccianti cori da stadio, che non rispettano nemmeno i morti di Superga, dell’Heysel, che si addestrano in gesti razzisti dentro e fuori gli stadi, se vogliamo chiamare le cose col loro nome. Altrimenti, facciamo finta di credere alla goliardata, e avanti a scherzare col fuoco.

Ma questa decisione dopo il crollo del ponte Morandi merita una riflessione. Non è vero che i tifosi sono, tutti e sempre, sporchi, brutti e cattivi. Nel momento del dolore sanno da che parte stare, pensiamo ad Astori…
Un minuto di silenzio per un lutto nazionale: è giusto, è poco? Rinviate le partite di Samp e Genoa: un luttino? E comunque i tifosi di Genoa e Samp l’avevano già deciso per conto loro, e comunicato subito: noi allo stadio non ci andiamo. Ma anche i tifosi della Fiorentina l’avevano detto: noi a Marassi non ci andiamo. Scelte rispettabili, non obbligate. Le condivido. Mi succede abbastanza spesso di criticare i tifosi, quei tifosi che si inventano agghiaccianti cori da stadio, che non rispettano nemmeno i morti di Superga, dell’Heysel, che si addestrano in gesti razzisti dentro e fuori gli stadi, se vogliamo chiamare le cose col loro nome. Altrimenti, facciamo finta di credere alla goliardata, e avanti a scherzare col fuoco.

Ma questa decisione dopo il crollo del ponte Morandi merita una riflessione. Non è vero che i tifosi sono, tutti e sempre, sporchi, brutti e cattivi. Nel momento del dolore sanno da che parte stare, pensiamo ad Astori, a Morosini. Allora il calcio si fermò in blocco, adesso no, e nemmeno dopo il terremoto di Amatrice s’era fermato. Adesso, un minuto di silenzio, si spera rispettato. Non è molto, un minuto di silenzio davanti alle facce dei morti, giovani, sorridenti, gente che lavorava o andava in vacanza o dalla vacanza ritornava. Fermo restando il rinvio per le partite delle due genovesi, la soluzione più logica sarebbe stata quella di spostare a oggi le partite di Verona e Roma, rispettando la giornata dei funerali di Stato. Me lo fa credere l’applauso ai giocatori di Genoa e Samp, che ai funerali si sono presentati mescolati, com’è giusto, perché la sola maglia da indossare, ieri, era quella grigia del dolore. Un applauso alla presenza, alla partecipazione. Il nostro lutto è il vostro, anche se qualcuno di voi è arrivato a Genova da pochi giorni, ma ha capito ugualmente. Molto più dell’amore, il dolore di una città non ha bisogno di spiegazioni: c’è, affilato e pesante.

C’è stato, meno affilato e pesante, un giro di dichiarazioni e schieramenti sul tema. Per Roberto Fabbricini, che ha cambiato idea dalla mattina al pomeriggio, una domenica senza calcio avrebbe avuto un senso solo azzerando ogni spettacolo, sportivo e non sportivo. Attualmente a capo della Federcalcio c’è lui, ma la decisione l’ha presa la Lega (calcio, non Salvini). Per il presidente della Lega Serie A, Micciché, «una decisione equa, rispettosa, concordata». Voto 6, subisco il fascino del triplo aggettivo. Il collega Hemingway ne avrebbe cancellati due, ma così va il mondo. Più stimolante, invece, una frase di Micciché su iniziative di solidarietà a favore delle vittime di Genova. Trascrivo dal Corsera: «Mi impegnerò personalmente affinché la Lega sia promotrice di un’iniziativa seria e approfondita, con denari veri, diversa dai modelli del passato». In passato c’erano iniziative di solidarietà con soldi finti, o scomparsi? Ci può dire Micciché, per favore, quali erano i modelli del passato?

Per Salvini (Lega) e il presidente Ferrero non si doveva giocare. Per Damiano Tommasi, dell’Assocalciatori, il lutto al braccio è già un segnale molto forte. Sarà, ma sono curioso di vedere come difenderà Tommasi lo sciopero dei calciatori, se ci sarà, per il format della Serie B. Simone Inzaghi ha detto che si gioca perché così ha deciso la Lega, ma un minuto di silenzio è poco. Lega Pro e Serie D , sempre calcio è, hanno rinviato tutte le partite di oggi.

Da un lutto nazionale a un dolore più privato. Il giorno di Ferragosto Michael Antonelli, ciclista dilettante sammarinese, cade in un burrone mentre sta correndo la Firenze- Viareggio. Da subito le sue condizioni apparivano disperate. È ricoverato all’ospedale di Careggi, la vita letteralmente appesa a un filo. La sua squadra è la Mastromarco, per cui gareggiò Vincenzo Nibali dopo aver lasciato Messina e il nome di Nibali oggi è su quella maglia. Il ds Gabriele Balducci e il presidente Carlo Franceschi hanno comunicato che oggi, su esplicita richiesta della famiglia di Michael, la squadra sarà al via del Giro del Casentino. I genitori di Michael, Luca e Marina, e il fratello Mattia avrebbero tanti motivi per odiare una bici da corsa, ma preferiscono chiedere ai suoi compagni, a quelli che condividevano la sua passione, di continuare a correre anche per lui. È solo il cuore che tiene in vita Michael, ha detto Balducci. Se in corsa verranno a sapere che il cuore s’è fermato, tutti i suoi compagni si ritireranno. Anche questo, che forse non tutti capiranno, è un modo per affrontare il dolore. Non esorcizzarlo, non diminuirlo, semplicemente affrontarlo.

Il primo giorno in campo di CR7 coincide col primo giorno senza Juve, dopo 25 anni, di Claudio Marchisio detto il Principino per l’eleganza fuori dal campo. In campo, fino al brutto incidente di due anni fa al ginocchio sinistro, è stato un ottimo centrocampista di lotta e di governo. Nello scorso campionato ha giocato solo un migliaio di minuti, per lui alla Juve gli spazi erano sempre più stretti ma non ha mai polemizzato. Chiude bene, da signore, tra dolce e amaro, con una lettera aperta che fa riferimento al suo numero, l’8: “Un infinito che ha alzato lo sguardo”. Voto alla carriera e al saluto: 8.