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Nella curva del Siracusa la rivolta delle donne

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Non c’è bisogno di studi scientifici per ribadire la superiorità delle femmine nei confronti dei maschi: è sufficiente seguire gli ultrà del calcio. Dopo la grottesca, tristissima vicenda di parte della curva nord laziale che invita le tifose a non occupare i posti davanti perché il tifo vero, si sa, è robba de ommini, ecco che i colleghi del Siracusa (Serie C) si associano e chiedono alle loro femmine di smammare. “Non c’è sessismo né discriminazione nei confronti delle donne che occupano le file retrostanti”, scrivono questi colossi del pensiero contemporaneo. Certo, come no. E qui la faccenda è persino più squallida rispetto ai laziali, visto che già i siracusani avevano spedito le tifose nelle file dietro. E che non rompessero le scatole. Il calcio, si sa, non è un gioco per signorine.

Ma stavolta le fimmine del Siracusa (il loro nome è, anzi era, le Aretusee) non ci…
Non c’è bisogno di studi scientifici per ribadire la superiorità delle femmine nei confronti dei maschi: è sufficiente seguire gli ultrà del calcio. Dopo la grottesca, tristissima vicenda di parte della curva nord laziale che invita le tifose a non occupare i posti davanti perché il tifo vero, si sa, è robba de ommini, ecco che i colleghi del Siracusa (Serie C) si associano e chiedono alle loro femmine di smammare. “Non c’è sessismo né discriminazione nei confronti delle donne che occupano le file retrostanti”, scrivono questi colossi del pensiero contemporaneo. Certo, come no. E qui la faccenda è persino più squallida rispetto ai laziali, visto che già i siracusani avevano spedito le tifose nelle file dietro. E che non rompessero le scatole. Il calcio, si sa, non è un gioco per signorine.

Ma stavolta le fimmine del Siracusa (il loro nome è, anzi era, le Aretusee) non ci stanno, e scrivono un comunicato per dissociarsi da quelli che nonostante tutto chiamano fratelli (sono superiori, l’abbiamo detto), e per annunciare lo scioglimento del loro gruppo. Il quale gruppo, per ironia della sorte, fa parte della Curva Anna, dedicata alla madre di un tifoso. Dunque, riassumendo: gli ultrà maschi del Siracusa che occupano la curva dedicata a una donna chiedono alle donne di sloggiare, e le donne - che anche loro occupavano la famosa curva dedicata a una donna - lo fanno, ma per sempre.

Ora, se questi intelligentoni di Lazio e Siracusa si guardassero un po’ intorno, ed eventualmente anche dentro, scoprirebbero che ormai in tutti gli stadi la presenza delle tifose è massiccia, appassionata e competente, siano esse ultrà oppure no, anziane signore o bambine. Si potrebbe spiegare agli Einstein dei gradoni che nessuno si deve ghettizzare mai, e che neppure i polli dovrebbero essere chiusi in un recinto, e che i gruppi di tifose femmine hanno gli stessi diritti e doveri dei maschi, e nel caso possono pure fare le ultrà. Mica devono essere usate come ragazze ponpon: è finito quel tempo, belli.

Per questo è sacrosanto che la Procura vada avanti nell’indagine aperta, perché la discriminazione è vietata non solo dallo sport ma dalla Costituzione. E se mai esistesse un daspo contro i cretini (il Frosinone, meritevole, avverte che chi insulta sui social non entra più allo stadio), non pochi candidati potrebbero essere allontanati per un po’ dalle curve. Loro, non certo le loro donne.