Di Maio e quegli uomini col tornello
Luca Bottura , di LUCA BOTTURAIl ministro ha commentato il video sulla gente che entra gratis nella metropolitana di Napoli. Miscelando vittimismo territoriale e generalizzazioni assolutorie. E identificando un manifesto giallo-bruno involontario
Luigi Di Maio ha concesso nei giorni scorsi a La Stampa una lunga intervista zeppa di muscolarità antieuropee, rimozioni plateali - i famosi venti miliardi che diamo a Bruxelles: sono due - e plateali bugie, contenente, proprio nell'ultima risposta, un'affermazione solo apparentemente marginale su un episodio solo apparentemente folcloristico.
C'è un video virale, in questi giorni, ripreso ai tornelli della metropolitana di Napoli. Un passeggero striscia il biglietto e dietro di lui, impedendo alle barriere di richiudersi, entrano gratuitamente centinaia di persone. Tra le migliaia di condivisioni in Rete sono emerse due scuole di pensiero: alcuni ne hanno approfittato per spargere un po' di letame razzista, tipo quello di Salvini quando cantava: "Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani. Napoli merda, Napoli colera". Altri l'hanno presa a ridere, celiando sull'italianità estrema di quei comportamenti…
C'è un video virale, in questi giorni, ripreso ai tornelli della metropolitana di Napoli. Un passeggero striscia il biglietto e dietro di lui, impedendo alle barriere di richiudersi, entrano gratuitamente centinaia di persone. Tra le migliaia di condivisioni in Rete sono emerse due scuole di pensiero: alcuni ne hanno approfittato per spargere un po' di letame razzista, tipo quello di Salvini quando cantava: "Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani. Napoli merda, Napoli colera". Altri l'hanno presa a ridere, celiando sull'italianità estrema di quei comportamenti…
Luigi Di Maio ha concesso nei giorni scorsi a La Stampa una lunga intervista zeppa di muscolarità antieuropee, rimozioni plateali - i famosi venti miliardi che diamo a Bruxelles: sono due - e plateali bugie, contenente, proprio nell'ultima risposta, un'affermazione solo apparentemente marginale su un episodio solo apparentemente folcloristico.
C'è un video virale, in questi giorni, ripreso ai tornelli della metropolitana di Napoli. Un passeggero striscia il biglietto e dietro di lui, impedendo alle barriere di richiudersi, entrano gratuitamente centinaia di persone. Tra le migliaia di condivisioni in Rete sono emerse due scuole di pensiero: alcuni ne hanno approfittato per spargere un po' di letame razzista, tipo quello di Salvini quando cantava: "Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani. Napoli merda, Napoli colera". Altri l'hanno presa a ridere, celiando sull'italianità estrema di quei comportamenti.
Personalmente propendo per una terza ipotesi: che il video sia stato girato volutamente proprio per scatenare le condivisioni. Ma ponendo che sia vero, Di Maio l'ha commentato così: "Voglio dire che questa storia fa notizia solo perché si parla di Napoli. Ma fenomeni del genere ci sono in ogni parte d'Italia. Sono da combattere, ci mancherebbe, ma eviterei discriminazioni come quelle fatte dalla Guida Feltrinelli con Caserta. Anzi, credo proprio che gli autori della guida dovrebbero chiedere scusa".
L'attacco alla Guida Feltrinelli deriva da un passaggio della medesima in cui si consiglia di raggiungere Caserta da Napoli senza fermarsi nei paesini dell'entroterra perché sono privi di interesse e dominati dalla camorra. Un dato che chiunque abiti nel territorio sa essere tristemente veritiero, ma che evidentemente non va rivelato al potenziale turista perché così si lede l'immagine del nostro Belpaese, un po' come i film su Gomorra o le serie su mafia e altra criminalità.
Ma il resto della risposta è ancora più illuminante: miscela generico vittimismo territoriale (non è vero che fa notizia perché succede a Napoli: fosse successo a Milano, avrebbe avuto molta più risonanza) e generalizzazioni assolutorie (è vero: succede anche in altre città, ad esempio Roma, ma non è che per questo vada bene) identificando una sorta di manifesto giallo-bruno involontario che vado a sintetizzare.
1) Legalità sì, ma tu che mi voti puoi fare quel che vuoi.
2) Il popolo è sempre innocente perché il problema è ben altro (cfr. Piccola e grande evasione).
3) Se non so come rispondere, la butto in caciara paventando il complotto di un potere forte a scelta, sia esso la Finanza Internazionale o la Guida Feltrinelli.
Dall'uno vale uno come atto di condivisione, dal comportamento personale come atto politico teorizzato da Grillo, il Movimento è dunque diventato una Dc molto più incarognita, con una spruzzata di Casa delle Libertà: "Facciamo un po' come cazzo ci pare". Ma sempre facendo la morale agli altri. E mai a sé stessi. Contenti voi.
C'è un video virale, in questi giorni, ripreso ai tornelli della metropolitana di Napoli. Un passeggero striscia il biglietto e dietro di lui, impedendo alle barriere di richiudersi, entrano gratuitamente centinaia di persone. Tra le migliaia di condivisioni in Rete sono emerse due scuole di pensiero: alcuni ne hanno approfittato per spargere un po' di letame razzista, tipo quello di Salvini quando cantava: "Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani. Napoli merda, Napoli colera". Altri l'hanno presa a ridere, celiando sull'italianità estrema di quei comportamenti.
Personalmente propendo per una terza ipotesi: che il video sia stato girato volutamente proprio per scatenare le condivisioni. Ma ponendo che sia vero, Di Maio l'ha commentato così: "Voglio dire che questa storia fa notizia solo perché si parla di Napoli. Ma fenomeni del genere ci sono in ogni parte d'Italia. Sono da combattere, ci mancherebbe, ma eviterei discriminazioni come quelle fatte dalla Guida Feltrinelli con Caserta. Anzi, credo proprio che gli autori della guida dovrebbero chiedere scusa".
L'attacco alla Guida Feltrinelli deriva da un passaggio della medesima in cui si consiglia di raggiungere Caserta da Napoli senza fermarsi nei paesini dell'entroterra perché sono privi di interesse e dominati dalla camorra. Un dato che chiunque abiti nel territorio sa essere tristemente veritiero, ma che evidentemente non va rivelato al potenziale turista perché così si lede l'immagine del nostro Belpaese, un po' come i film su Gomorra o le serie su mafia e altra criminalità.
Ma il resto della risposta è ancora più illuminante: miscela generico vittimismo territoriale (non è vero che fa notizia perché succede a Napoli: fosse successo a Milano, avrebbe avuto molta più risonanza) e generalizzazioni assolutorie (è vero: succede anche in altre città, ad esempio Roma, ma non è che per questo vada bene) identificando una sorta di manifesto giallo-bruno involontario che vado a sintetizzare.
1) Legalità sì, ma tu che mi voti puoi fare quel che vuoi.
2) Il popolo è sempre innocente perché il problema è ben altro (cfr. Piccola e grande evasione).
3) Se non so come rispondere, la butto in caciara paventando il complotto di un potere forte a scelta, sia esso la Finanza Internazionale o la Guida Feltrinelli.
Dall'uno vale uno come atto di condivisione, dal comportamento personale come atto politico teorizzato da Grillo, il Movimento è dunque diventato una Dc molto più incarognita, con una spruzzata di Casa delle Libertà: "Facciamo un po' come cazzo ci pare". Ma sempre facendo la morale agli altri. E mai a sé stessi. Contenti voi.