"Ex malo bonum", ammonivano i saggi romani duemila anni fa. "Non malum sed bonum" annunciano oggi i tribuni grillini. E il principio è davvero rivoluzionario, perché la negazione della realtà, il capovolgimento dei fatti, il ribaltamento della verità, consentono di non deludere mai i propri elettori. E' dunque da incorniciare, come un capolavoro dell'art nouveau della comunicazione politica, l'articolo apparso sul "Blog delle Stelle", che non è un sito qualunque ma l'unica sede ufficiale del principale partito di governo, il Movimento 5 Stelle. Un post firmato da Stefano Buffagni, deputato e sottosegretario, oltre che dottore commercialista.
Cosa c'era scritto, di così rivoluzionario? C'era la notizia della pessima asta dei titoli di Stato, ma presentata come uno strepitoso successo del governo giallo-verde. Titolo: "Ottimi segnali per l'economia italiana, sold out per l'asta …
Cosa c'era scritto, di così rivoluzionario? C'era la notizia della pessima asta dei titoli di Stato, ma presentata come uno strepitoso successo del governo giallo-verde. Titolo: "Ottimi segnali per l'economia italiana, sold out per l'asta …
"Ex malo bonum", ammonivano i saggi romani duemila anni fa. "Non malum sed bonum" annunciano oggi i tribuni grillini. E il principio è davvero rivoluzionario, perché la negazione della realtà, il capovolgimento dei fatti, il ribaltamento della verità, consentono di non deludere mai i propri elettori. E' dunque da incorniciare, come un capolavoro dell'art nouveau della comunicazione politica, l'articolo apparso sul "Blog delle Stelle", che non è un sito qualunque ma l'unica sede ufficiale del principale partito di governo, il Movimento 5 Stelle. Un post firmato da Stefano Buffagni, deputato e sottosegretario, oltre che dottore commercialista.
Cosa c'era scritto, di così rivoluzionario? C'era la notizia della pessima asta dei titoli di Stato, ma presentata come uno strepitoso successo del governo giallo-verde. Titolo: "Ottimi segnali per l'economia italiana, sold out per l'asta per i Btp". Ottimi segnali? Sì, perché "la domanda è stata superiore all'offerta", e questo "rappresenta un segnale molto positivo per l'economia italiana", spiegava dottamente Buffagni, concludendo con una domanda: "Che dite, la leggeremo questa notizia sui giornali?".
No, non l'hanno letta. Perché i giornali hanno riportato un'altra notizia, quella vera: e cioè che la fiducia degli investitori verso l'Italia è in calo, e per vendere quei Btp il Tesoro ha dovuto offrire quattro miliardi di interessi in più. Ma questo segnale - pessimo, da ogni punto di vista: i numeri, si sa, sono testardi - è diventato "ottimo" per i grillini. Sappiamo tutti che se Buffagni, da studente, avesse sostenuto questa tesi all'esame di Economia sarebbe stato bocciato all'istante, eppure oggi che è deputato e sottosegretario può farlo senza arrossire, e chiedere ai suoi di diffondere questa grande notizia che i giornali, i soliti giornali, vogliono nascondere (naturalmente per proteggere le banche, le lobbies, la casta, le multinazionali e i poteri occulti pippo-pluto-giudaico-massonici).
Non era una gaffe, perché la singolarissima tesi di Buffagni è stata subito rilanciata dalle armate grilline in servizio su Facebook e Twitter, con una serie di condivisioni a cascata alle quali si sono aggiunti due post (poi cancellati) di altri due deputati, Giovanni Luca Aresta e Azzurra Cancelleri. Il primo ha definito "ineccepibili risultati" l'aumento dei rendimenti dei Btp che riapre l'emorragia del debito pubblico. La seconda ha spiegato addirittura che "se lo spread dovesse alzarsi notevolmente, tutti gli interessi in più che pagherebbe lo Stato andrebbero innanzitutto nelle tasche dei risparmiatori italiani", tentando di persuaderci che saremmo tutti più ricchi, in un Paese più povero. Come in Venezuela, dove la crisi ha portato il salario minimo alla cifra record di 180 milioni di bolivar al mese: peccato che un pollo costi 15 milioni.
Evidentemente il quartier generale pentastellato ha deciso che è arrivato il momento di usare l'arma classica della propaganda bellica: il capovolgimento della realtà. Non potendo nascondere ai loro elettori ciò che accade, i grillini spacciano una sconfitta per una vittoria e raccontano trionfalmente una battaglia perduta.
Prepariamoci dunque a una narrazione alternativa di ciò che ci potrebbe capitare, continuando di questo passo. Ci sarà la svalutazione? Finalmente potremo diventare tutti milionari. Le banche falliranno? Sarà la punizione che merita l'avidità dei capitalisti. Crollerà l'occupazione? Magnifico, tanti italiani avranno più tempo libero da dedicare alla famiglia e allo sport. Rimetteranno le frontiere e i visti? Sarà il rilancio del turismo nazionale.
Prepariamoci, questo è solo l'inizio (come disse Napoleone dopo la vittoria di Waterloo).
Cosa c'era scritto, di così rivoluzionario? C'era la notizia della pessima asta dei titoli di Stato, ma presentata come uno strepitoso successo del governo giallo-verde. Titolo: "Ottimi segnali per l'economia italiana, sold out per l'asta per i Btp". Ottimi segnali? Sì, perché "la domanda è stata superiore all'offerta", e questo "rappresenta un segnale molto positivo per l'economia italiana", spiegava dottamente Buffagni, concludendo con una domanda: "Che dite, la leggeremo questa notizia sui giornali?".
No, non l'hanno letta. Perché i giornali hanno riportato un'altra notizia, quella vera: e cioè che la fiducia degli investitori verso l'Italia è in calo, e per vendere quei Btp il Tesoro ha dovuto offrire quattro miliardi di interessi in più. Ma questo segnale - pessimo, da ogni punto di vista: i numeri, si sa, sono testardi - è diventato "ottimo" per i grillini. Sappiamo tutti che se Buffagni, da studente, avesse sostenuto questa tesi all'esame di Economia sarebbe stato bocciato all'istante, eppure oggi che è deputato e sottosegretario può farlo senza arrossire, e chiedere ai suoi di diffondere questa grande notizia che i giornali, i soliti giornali, vogliono nascondere (naturalmente per proteggere le banche, le lobbies, la casta, le multinazionali e i poteri occulti pippo-pluto-giudaico-massonici).
Non era una gaffe, perché la singolarissima tesi di Buffagni è stata subito rilanciata dalle armate grilline in servizio su Facebook e Twitter, con una serie di condivisioni a cascata alle quali si sono aggiunti due post (poi cancellati) di altri due deputati, Giovanni Luca Aresta e Azzurra Cancelleri. Il primo ha definito "ineccepibili risultati" l'aumento dei rendimenti dei Btp che riapre l'emorragia del debito pubblico. La seconda ha spiegato addirittura che "se lo spread dovesse alzarsi notevolmente, tutti gli interessi in più che pagherebbe lo Stato andrebbero innanzitutto nelle tasche dei risparmiatori italiani", tentando di persuaderci che saremmo tutti più ricchi, in un Paese più povero. Come in Venezuela, dove la crisi ha portato il salario minimo alla cifra record di 180 milioni di bolivar al mese: peccato che un pollo costi 15 milioni.
Evidentemente il quartier generale pentastellato ha deciso che è arrivato il momento di usare l'arma classica della propaganda bellica: il capovolgimento della realtà. Non potendo nascondere ai loro elettori ciò che accade, i grillini spacciano una sconfitta per una vittoria e raccontano trionfalmente una battaglia perduta.
Prepariamoci dunque a una narrazione alternativa di ciò che ci potrebbe capitare, continuando di questo passo. Ci sarà la svalutazione? Finalmente potremo diventare tutti milionari. Le banche falliranno? Sarà la punizione che merita l'avidità dei capitalisti. Crollerà l'occupazione? Magnifico, tanti italiani avranno più tempo libero da dedicare alla famiglia e allo sport. Rimetteranno le frontiere e i visti? Sarà il rilancio del turismo nazionale.
Prepariamoci, questo è solo l'inizio (come disse Napoleone dopo la vittoria di Waterloo).